Ben prima che l’Hummer fosse realtà, noi italiani ideavamo un’auto praticamente identica: un concentrato di classe, eleganza e “prepotenza” che ancora oggi lascia a bocca aperta. Il suo motore, però, porta la firma di Lamborghini.
L’Hummer italiana è un concentrato di classe, eleganza e “prepotenza”: l’hai mai vista? Se la risposta è no, preparati a scoprire uno dei capitoli più affascinanti e meno raccontati della storia automobilistica tricolore. Poche automobili hanno cambiato il mondo – in meglio o in peggio decidetelo voi lettori! – del famoso Hummer, un nome con cui si indicano generalmente ben tre modelli dell’omonima casa ossia l’H1, l’H2 e l’H3, tre dei SUV più grossi e tamarri che si siano mai visti sulle strade degli States e in seguito anche sulle nostre. Vetture massicce, di derivazione militare, ben più indicate a percorrere la Valle della Morte piuttosto che la Tangenziale dietro casa vostra!
Lamborghini e il suo Hummer ante litteram (RM Sotheby’s) -www.AutoMotoriNews.it
Le automobili Hummer avranno anche sdoganato il concetto di SUV di lusso prima del Cayenne e dell’X3, ma bisogna dire che noi italiani, grandi precursori, siamo stati avanti anche su questo. Non ci credete? L’Hummer H1 è uscito sul mercato nel 1992 mentre già nel 1986 Lamborghini ideava un’auto dimenticata da tanti ma non dai veri appassionati di motori che vivono per queste curiosità storiche!
La Lamborghini LM002: l’Hummer italiana che anticipò tutto
L’auto in questione si chiama Lamborghini LM002 ed è un mostro di ben due tonnellate e sei quintali per cinque metri di lunghezza, due e mezzo di larghezza e alta come un uomo adulto. Questa è, a tutti gli effetti, l’Hummer italiana: un concentrato di classe, eleganza e prepotenza che ancora oggi non smette di stupire chi la incontra per la prima volta. I progettisti, non paghi di aver creato già di per sé un’auto mostruosa e ingombrante, la dotarono anche di una potenza da vera supercar: sotto il cofano batteva un roboante motore V12 da 420 cavalli, praticamente una Urus per il fuoristrada. Ma allora, qual è stato il suo destino nel corso degli anni?
👉 Leggi anche: Mercedes-AMG CLA 45 più potente della storia: 680 CV e 0-100 in 2,7 secondi grazie all'ibrido
Design e caratteristiche: classe e prepotenza in un solo veicolo
Guardare una LM002 dal vivo è un’esperienza che non si dimentica facilmente. Le linee squadrate, la carrozzeria massiccia e il logo del toro sul cofano trasmettono immediatamente un senso di dominio assoluto sulla strada. Eppure, a differenza di tanti SUV muscolosi privi di anima, la LM002 porta con sé un’eleganza tutta italiana: interni rifiniti con materiali pregiati, optional esclusivi come il vano bagagli rivestito in pelle di pitone, e quella cura artigianale che solo Sant’Agata Bolognese sa offrire. Non è un caso che oggi venga considerata uno dei collezionabili più desiderati al mondo.
Dai deserti arabi ai garage dei collezionisti!
Fondamentalmente anche la LM002 nasceva come veicolo militare: l’idea di Lambo era, almeno in origine, esportarlo nei paesi arabi come fuoristrada militare dove la sua potenza e la solidità del telaio lo avrebbero reso un eccellente 4×4 da ricognizione. Peccato che il costo fosse davvero troppo alto anche per il ricco esercito emiratino. Così, soltanto 300 unità videro la luce per il mercato civile, con l’auto che ironicamente uscì di produzione un anno dopo l’arrivo dell’H1.
Un veicolo che non può mancare in una collezione (RM Sotheby’s) -www.AutoMotoriNews.it
Quanto vale oggi la Lamborghini LM002?
Ad oggi una Lamborghini LM002 in buone condizioni può valere una piccola fortuna. Sicuramente più del suo nipote moderno Urus, a giudicare da quello che si vede sul sito RM Sotheby’s dove è comparso un esemplare tutto nero a un prezzo stellare: tra 350.000 e 450.000 euro a seconda di come andrà l’asta. Una valutazione incredibile per quello che a un occhio distratto potrebbe sembrare un banale Hummer con il marchio del toro sul cofano.
Il fatto è che la LM002 è un’auto rara e molto difficile da trovare, visto che comprensibilmente chi ne ha una la tiene stretta aspettando che acquisisca ulteriore valore. Conosciuta anche come Rambo Lambo, l’auto vanta uno speciale optional: un vano migliorato per portare i bagagli, a patto che siano rigorosamente realizzati in pelle di pitone. L’esemplare apparso all’asta ha percorso appena 22.657 chilometri in tutto: un vero affare, insomma, a patto che non lo parcheggiate sulle strisce pedonali come fanno tanti cafoni.
👉 Leggi anche: Audi Nuvolari a Londra prima di Goodwood: la supercar ibrida da 1.001 CV si prepara al debutto
Perché la LM002 è ancora oggi un’icona irripetibile
Nel panorama attuale, dove i SUV di lusso si moltiplicano a ogni stagione, la Lamborghini LM002 rimane un unicum difficilmente replicabile. Nata in un’epoca in cui il concetto stesso di SUV premium non esisteva, questa “Hummer italiana” ha anticipato tendenze che il mercato avrebbe compreso solo decenni dopo. Classe, eleganza e prepotenza in un solo veicolo: non è uno slogan pubblicitario, è semplicemente quello che si prova guardandola. E se oggi vale quasi mezzo milione di euro, un motivo ci sarà.
FAQ sulla Lamborghini LM002
Perché la Lamborghini LM002 viene chiamata “l’Hummer italiana”?
Perché è stata prodotta nel 1986, sei anni prima dell’Hummer H1, con caratteristiche molto simili: dimensioni enormi, trazione integrale, derivazione militare e un’estetica imponente. A differenza dell’Hummer americano, però, la LM002 aggiunge a tutto questo la raffinatezza artigianale italiana e un motore V12 da supercar.
Quante Lamborghini LM002 sono state prodotte?
Soltanto 300 esemplari destinati al mercato civile, il che la rende una delle Lamborghini più rare e ricercate dai collezionisti di tutto il mondo.
Quanto costa una Lamborghini LM002 oggi?
Gli esemplari in buone condizioni raggiungono valutazioni comprese tra 350.000 e 450.000 euro nelle aste internazionali più prestigiose, superando abbondantemente il valore dell’attuale Urus.
Qual è il motore della Lamborghini LM002?
Un V12 aspirato da 420 cavalli, lo stesso tipo di propulsore utilizzato sulle supercar di Sant’Agata Bolognese dell’epoca: una scelta tecnica straordinaria per un fuoristrada.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







