Moto GP

“Molto strano”, Marquez commenta il primo giorno di test: MotoGp in subbuglio

"Molto strano": Marc Marquez commenta il primo giorno di test MotoGP a Sepang, tra cadute di Martin, Di Giannantonio e Fernandez e il debutto sulla Ducati GP25. Tutti i dettagli.

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"Molto strano", Marquez commenta il primo giorno di test: MotoGp in subbuglio (screenshot YouTube) automotorinews.it

Lo spagnolo analizza il primo giorno di test con parole chiare e precise: tutti i dettagli su cosa è successo a Sepang e perché il paddock della MotoGP è in subbuglio.

Primi giorni di test ufficiale per i piloti di MotoGP, volati a Sepang per salire sulle loro moto e iniziare a lavorare in vista della prossima stagione. Un day-one che ha mescolato entusiasmo e apprensione: da un lato il clima da primo giorno di scuola, dall’altro tre cadute gravi che hanno scosso l’intero paddock.

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“Molto strano”, Marquez commenta il primo giorno di test: MotoGP in subbuglio (screenshot YouTube) automotorinews.it

Il paddock in subbuglio: tre cadute, tre interventi chirurgici

Il primo giorno di test a Sepang è stato immediatamente segnato da tre incidenti che hanno richiesto un intervento chirurgico: Jorge Martin, Fabio Di Giannantonio e Raul Fernandez sono tutti finiti a terra in modo preoccupante. Tre notizie che hanno inevitabilmente spostato l’attenzione dai risultati cronometrici alle condizioni fisiche dei piloti, mettendo la MotoGP in subbuglio ancor prima che la pista si raffreddasse.

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Il più atteso restava comunque Marc Marquez, al debutto assoluto sulla Ducati ufficiale GP25. Lo spagnolo ha percorso 54 giri, fermando il cronometro a 1’57.606 — appena cinque centesimi dal miglior tempo di Fabio Quartararo. Un risultato solido, ma sono le parole di Marquez a bordo pista a raccontare davvero la giornata.

“Molto strano”: Marquez commenta il primo giorno di test MotoGP

“Ho avuto un buon feeling sin dal principio. Mi sono sentito molto a mio agio sin dal primo giro e questo mi ha aiutato a essere preciso nel feedback. Oggi abbiamo iniziato a lavorare soprattutto sul motore”, ha dichiarato Marc Marquez al termine della sessione. Parole che fotografano un pilota già a proprio agio con la rossa di Borgo Panigale, ma che non nascondono la complessità della giornata.

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Marquez elogia il team, lo spagnolo convinto dei primi giri (screenshot YouTube) automotorinews.it

Marquez elogia il team Ducati: reazione immediata ai problemi

L’analisi di Marquez non si è fermata alle sensazioni personali. Lo spagnolo ha voluto sottolineare la capacità di risposta del team Ducati ufficiale, rimasto colpito dalla velocità con cui l’ingegneria ha gestito le criticità emerse in pista:

“I miei commenti sono stati positivi, molto simili a quelli di Pecco. Entrambi avevamo una sensazione un po’ strana ad un certo punto della curva. Gigi ha dunque preso in mano la situazione e ha iniziato a scartare le cose. Sono rimasto molto sorpreso dalla dinamica problema-reazione lo stesso giorno. Questo ha poi reso il lavoro più facile già al pomeriggio.”

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Un elogio diretto alla struttura tecnica di Ducati, capace di identificare e correggere in tempo reale un comportamento anomalo della moto — segnale di un’organizzazione rodata che Marquez sta imparando a conoscere.

Le cadute “molto strane” e il grip inaspettato di Sepang

È proprio parlando degli incidenti che Marquez ha usato l’espressione diventata il commento più citato della giornata. “C’era vento, ma quando c’è molto grip sulla pista, le cadute sono più inaspettate. C’era anche molta gomma e appena usciti c’era già tanto grip e ho visto cadute molto strane, come quella di Fernandez e Martin. C’era un po’ di vento, ma non così tanto”, ha spiegato lo spagnolo.

In altre parole, il grip elevato accumulato sull’asfalto di Sepang — combinato con raffiche di vento intermittenti — ha creato condizioni imprevedibili, con la moto che reagiva in modo diverso da quanto i piloti si aspettassero. Un fattore che, secondo Marquez, spiega almeno in parte le tre cadute che hanno messo la MotoGP in subbuglio fin dal primo giorno.

Un solo time attack: la strategia di Marquez per la nuova stagione

Sul piano cronometrico, Marquez ha scelto un approccio misurato: “Ho fatto solo un time attack, ma perché penso di averne bisogno dato che era uno dei miei punti deboli dello scorso anno”. Una dichiarazione di autoconsapevolezza che rivela la strategia dello spagnolo: lavorare sui propri limiti piuttosto che inseguire il tempo a tutti i costi nei test, riservando gli attacchi al cronometro alle sessioni ufficiali di gara.

Cosa aspettarsi dai prossimi giorni di test MotoGP

Con tre piloti già fuori causa per infortuni e Marquez che ha mostrato un feeling immediato con la Ducati GP25, i prossimi giorni di test a Sepang si preannunciano decisivi. Il paddock dovrà fare i conti con le assenze pesanti di Martin, Di Giannantonio e Fernandez, mentre i team lavoreranno per affinare le moto in condizioni di pista che — come ha ricordato Marquez — possono riservare sorprese anche ai piloti più esperti.

FAQ: Marquez e i test MotoGP a Sepang

Cosa ha detto Marquez sul primo giorno di test a Sepang?
Marquez ha definito la giornata positiva per le sue sensazioni sulla Ducati GP25, ma ha commentato come “molto strane” le cadute di Fernandez e Martin, attribuendole all’alto livello di grip e al vento presente in pista.
Chi si è fatto male nel primo giorno di test MotoGP?
Jorge Martin, Fabio Di Giannantonio e Raul Fernandez sono caduti nel corso della prima giornata di test, riportando infortuni che hanno richiesto un intervento chirurgico.
Che tempo ha fatto Marquez nel primo giorno di test?
Marc Marquez ha chiuso con un miglior giro di 1’57.606, a soli cinque centesimi dal tempo più veloce della giornata firmato da Fabio Quartararo, dopo 54 giri percorsi sulla Ducati GP25.
Perché Marquez ha fatto un solo time attack nei test?
Lo spagnolo ha spiegato di voler lavorare sul time attack perché lo considera uno dei suoi punti deboli della stagione precedente, preferendo concentrarsi su questo aspetto piuttosto che accumulare giri veloci fini a sé stessi.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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