Una vicenda incredibile è accaduta a una guardia giurata in provincia di Asti: l’autovelox gli ha recapitato a casa centinaia di contravvenzioni per un totale di 28.000 euro di multa. Ma la cosa più assurda è un’altra, e riguarda dove era posizionato il dispositivo.
Ogni giorno, sulle strade italiane, migliaia di automobilisti transitano davanti a un autovelox senza nemmeno accorgersene. È esattamente quello che è successo a un uomo in provincia di Asti, protagonista di una storia che ha dell’incredibile: si è ritrovato a dover pagare 28.000 euro di multa per centinaia di infrazioni accumulate nel tempo, tutte rilevate dallo stesso dispositivo. La vicenda ha fatto rapidamente il giro della cronaca nazionale, e il motivo è presto detto: non è tanto l’importo astronomico a lasciare senza parole, quanto il dettaglio assurdo che ha reso possibile tutto questo.
Multa record da 28.000 euro per questo automobilista del nostro Paese: i dettagli sull’incredibile vicenda – www.automotorinews.it
Come funziona un autovelox e perché può sfuggire all’attenzione
Prima di entrare nel dettaglio della vicenda, vale la pena ricordare come operano questi dispositivi. Gli autovelox fissi lavorano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sfruttando tecnologie radar, laser, telecamere e sensori per rilevare la velocità di ogni veicolo in transito. Se un’auto supera il limite consentito in quel tratto, il sistema scatta automaticamente una foto alla targa e genera la relativa sanzione amministrativa, che viene poi recapitata per posta al proprietario del mezzo.
Il punto critico è che i dispositivi fissi non sempre sono segnalati in modo visibile o tempestivo. La normativa italiana prevede l’obbligo di segnaletica preventiva, ma la distanza, la posizione dei cartelli e la conformazione della strada possono rendere il rilevamento praticamente invisibile fino a quando non è troppo tardi per frenare — o, come nel caso che raccontiamo, per accorgersene del tutto.
👉 Leggi anche: Autovelox, il decreto cambia tutto: uno su tre sarà spento
Autovelox, il caso dell’automobilista che dovrà pagare 28.000 euro di multe: l’assurdo dettaglio
Una guardia giurata di Nizza Monferrato, in provincia di Asti, è il protagonista di una storia ai limiti del surreale proprio a causa di un autovelox. L’uomo, fra un periodo di circa due anni, ha prestato servizio come vigilante presso un supermercato di Tortona. Ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro percorreva sempre la stessa strada e, quindi, transitava davanti allo stesso autovelox. Il problema è che non si era mai accorto della sua presenza.
Multa record per questo automobilista italiano: tutti i dettagli su quanto successo – www.automotorinews.it
Dov’era nascosto l’autovelox: il dettaglio che fa discutere
Ed ecco la cosa più assurda di tutta la vicenda: l’autovelox era stato posizionato poco dietro a una curva e a una siepe molto alta, in cima a un lampione. Una collocazione che, secondo molti osservatori, avrebbe reso il dispositivo di fatto invisibile a chi percorreva quella strada per la prima volta — figuriamoci a chi la percorreva ogni giorno ad orari fissi, magari di notte o all’alba, concentrato sul tragitto lavorativo.
L’autovelox si trova nella frazione di Bazzana di Mombaruzzo. Le centinaia di sanzioni per eccesso di velocità accumulate nel tempo sono piombate tutte insieme nella cassetta delle lettere dell’uomo, sotto forma di fogli e fogli di contravvenzioni. Queste le parole del diretto interessato: «Mi sono accorto troppo tardi della sua presenza. Mi è arrivata a casa una lettera in cui mi si chiedeva il pagamento di 28.000 euro di multe, c’erano fogli e fogli con centinaia di contravvenzioni».
Il ricorso e le possibili vie d’uscita
L’uomo ha presentato ricorso, con la speranza di ottenere una riduzione significativa dell’importo complessivo. Sul piano legale, esistono diversi motivi che possono portare all’annullamento o alla riduzione delle sanzioni da autovelox: dalla mancanza o insufficienza della segnaletica preventiva, all’omologazione e alla taratura del dispositivo, fino alla corretta notifica delle singole contravvenzioni nei termini previsti dalla legge. Un avvocato specializzato in diritto della circolazione stradale può valutare caso per caso quali vizi formali o sostanziali possano essere contestati.
👉 Leggi anche: Nuova accisa auto europea: cosa cambia nel 2026
La vicenda riaccende il dibattito, mai sopito, sull’utilizzo degli autovelox in Italia: strumenti fondamentali per la sicurezza stradale, ma che — quando posizionati in modo poco trasparente — rischiano di trasformarsi in una trappola per gli automobilisti piuttosto che in un deterrente reale alla velocità.
FAQ: autovelox e multe record, le domande più frequenti
È possibile ricevere centinaia di multe dallo stesso autovelox senza saperlo?
Sì. Se le notifiche vengono inviate in blocco o con ritardo, l’automobilista può accumulare decine o centinaia di infrazioni prima di ricevere la prima comunicazione ufficiale. Per questo è importante verificare periodicamente la propria situazione presso la Motorizzazione o tramite i portali dedicati.
Come si fa ricorso contro una multa da autovelox?
Il ricorso può essere presentato al Prefetto o al Giudice di Pace entro 60 giorni dalla notifica della sanzione. I motivi più comuni riguardano la mancanza di segnaletica adeguata, vizi di notifica, o irregolarità nella taratura e omologazione del dispositivo.
Un autovelox nascosto dietro una curva è legale?
La normativa italiana impone che gli autovelox siano preceduti da apposita segnaletica. Tuttavia, le modalità di posizionamento e la distanza minima dei cartelli sono spesso oggetto di interpretazione e contenzioso. In caso di posizionamento ritenuto irregolare, è possibile contestare la multa in sede di ricorso.
Cosa succede se non si paga una multa da autovelox?
Il mancato pagamento entro i termini previsti comporta il raddoppio della sanzione e può portare a procedure esecutive, compreso il fermo amministrativo del veicolo. È sempre consigliabile non ignorare le notifiche e valutare tempestivamente le opzioni disponibili.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







