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Dazi USA, le supercar non sono immuni: Italia fra le più danneggiate

I dazi USA colpiscono duramente le supercar italiane: Maserati perde il 41% degli ordini dagli Stati Uniti, Ferrari e Lamborghini sotto pressione. L'Italia è fra i paesi più danneggiati dalla guerra commerciale di Trump.

Donald Trump dazi
I dazi hanno rovinato tutto - www.AutoMotoriNews.it

I dazi USA di Donald Trump fanno vittime eccellenti anche nel segmento più esclusivo dell’automotive: le supercar italiane sono tra le più danneggiate, con ordini in caduta libera e scenari sempre più cupi per i brand del lusso sportivo.

La politica commerciale aggressiva del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a mettere in crisi i grandi esportatori europei, inclusi quelli italiani che hanno negli USA un mercato strategico su cui collocare i propri prodotti. I dazi USA sulle supercar non sono un’ipotesi remota: sono già una realtà che pesa sui bilanci e sugli ordini dei marchi più prestigiosi del Made in Italy.

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I dazi hanno rovinato tutto – www.AutoMotoriNews.it

La questione dei dazi resta aperta e quello che si osserva in queste settimane è un vero e proprio tira e molla tra Washington e le aziende europee, con i governi dei rispettivi paesi chiamati a trovare un’intesa con l’amministrazione americana. Nel frattempo, le previsioni degli economisti sono fosche: i costruttori di automobili sono tra gli esportatori più preoccupati di fronte alla possibilità che i dazi raggiungano il 30% su alcuni prodotti. Anche il 15% che l’Europa sta negoziando non rappresenterebbe una prospettiva molto più rassicurante.

Dazi USA sulle supercar: perché l’Italia è fra le più danneggiate

Le supercar italiane sono da decenni uno dei prodotti di esportazione più apprezzati negli Stati Uniti. Ferrari, Lamborghini, Maserati e altri marchi del lusso sportivo trovano oltreoceano una clientela disposta a spendere cifre da capogiro. È proprio per questo che i dazi USA colpiscono l’Italia in modo sproporzionato rispetto ad altri paesi europei: nessun altro ha una concentrazione simile di brand ultra-premium così dipendenti dal mercato americano.

Basta guardare i numeri per capire la portata del problema. Stando a un rapporto di Automotive News, già la sola minaccia dei dazi è bastata ad affossare realtà come Rolls-Royce, Ferrari, Aston Martin e soprattutto Maserati — che già attraversava una fase difficile — con un calo degli ordini dagli Stati Uniti pari al 41%. Un dato che definire allarmante è riduttivo.

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Non mancano poi i casi di clienti che, preoccupati di quanto i dazi potrebbero salire nel periodo di attesa della consegna, hanno direttamente cancellato gli ordini già confermati, temendo un rincaro del prezzo finale. Un effetto domino che si ripercuote sull’intera filiera produttiva italiana.

Supercar in crisi: Trump li ha messi in ginocchio

Uno dei prodotti italiani più amati negli States sono le supercar, al punto che perfino Trump — alla faccia della sua politica isolazionista e protezionista — negli anni Novanta girava a bordo di una Lamborghini Diablo. I suoi concittadini, però, potrebbero presto doverne fare a meno se i dazi continueranno a salire. Parliamo del segmento dell’automotive più colpito dai provvedimenti economici dell’amministrazione americana.

Auto supercar vendite

Vendite in calo per le supercar, allarme in Italia – www.AutoMotoriNews.it

I potenziali acquirenti di prodotti di questo genere, spaventati dai dazi e dalle tasse che potrebbero arrivare in futuro, hanno già cominciato ad andarci cauti con gli ordini. Parliamo di pochi individui, certo, ma pronti a sborsare fino a un milione di euro per una Ferrari o una Lamborghini — per la cronaca, il marchio di Sant’Agata è l’unico insieme a McLaren che non ha ancora subito una flessione significativa negli ordini — e che costituiscono una fonte di introiti fondamentale per i brand di lusso sportivi.

Se l’obiettivo di Trump era indebolire l’automotive europeo di fascia alta, i risultati parlano da soli: ci sta riuscendo, e l’Italia paga il prezzo più alto.

Quanto pesano i dazi USA sui prezzi delle supercar italiane?

Per capire l’impatto concreto, è utile ragionare sui numeri. Una supercar italiana con un prezzo base di 300.000 dollari negli USA, con dazi al 25-30%, potrebbe subire un rincaro di 75.000-90.000 dollari solo per effetto delle tariffe doganali. I costruttori si trovano davanti a una scelta difficile: assorbire parte del costo erodendo i margini, oppure trasferirlo sul cliente finale rischiando di perdere ordini. In entrambi i casi, il danno è reale e immediato.

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I brand più strutturati, come Ferrari, possono contare su liste d’attesa lunghe e una clientela fidelizzata che tende ad assorbire i rincari. Ma per marchi già in difficoltà come Maserati, ogni punto percentuale di dazio in più equivale a una pressione insostenibile sulla domanda.

Scenari futuri: cosa può succedere se i dazi restano alti

Gli analisti del settore automotive concordano su un punto: se i dazi USA dovessero stabilizzarsi sopra il 20% per un periodo prolungato, i costruttori italiani di supercar sarebbero costretti a rivedere profondamente la propria strategia commerciale per il mercato americano. Le opzioni sul tavolo includono la localizzazione parziale della produzione negli Stati Uniti — strada già percorsa da alcuni brand tedeschi — oppure la riduzione del volume di esportazioni verso gli USA a favore di mercati alternativi come il Medio Oriente e l’Asia.

Nel breve termine, però, nessuna di queste soluzioni è praticabile senza costi enormi. E nel frattempo, i dazi USA continuano a fare vittime eccellenti tra le supercar italiane, confermando che nemmeno il lusso più esclusivo è immune dalla guerra commerciale in corso.

FAQ: Dazi USA e supercar italiane

I dazi USA colpiscono anche le supercar di lusso?

Sì. Le supercar italiane esportate negli Stati Uniti sono soggette ai dazi imposti dall’amministrazione Trump sulle importazioni europee. Il settore del lusso sportivo è tra i più esposti, proprio perché il mercato americano rappresenta una quota rilevante delle vendite globali di brand come Ferrari, Lamborghini e Maserati.

Quali marchi italiani sono più danneggiati dai dazi USA?

Secondo il rapporto di Automotive News, Maserati è il marchio più colpito con un calo degli ordini dagli USA del 41%. Anche Ferrari e altri brand del lusso registrano rallentamenti, sebbene Lamborghini e McLaren abbiano finora mostrato una maggiore tenuta.

I prezzi delle supercar italiane aumenteranno negli USA a causa dei dazi?

È molto probabile. Con dazi al 25-30%, i costruttori devono scegliere se aumentare i prezzi di listino o ridurre i propri margini. In entrambi i casi, l’effetto sul mercato americano è negativo: meno ordini, meno ricavi, meno investimenti.

C’è una soluzione per i costruttori italiani?

Nel breve periodo, le opzioni sono limitate. Nel medio-lungo termine, alcuni brand potrebbero valutare accordi di produzione parziale negli USA o la diversificazione verso altri mercati. Molto dipenderà dall’esito dei negoziati tra Unione Europea e amministrazione americana.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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