Altro che crisi, ad aprile le automobili elettriche se la sono passata piuttosto bene: una in particolare.
I dati delle vendite di aprile 2026 raccontano una trasformazione importante del mercato automobilistico italiano. Le auto elettriche pure hanno raggiunto una quota dell’8,5%, quasi raddoppiando rispetto al 4,8% registrato nello stesso mese del 2025.
Dietro questa crescita c’è però un elemento molto preciso che sta facendo discutere l’intero settore: gran parte del boom è legato a un singolo marchio e soprattutto a un modello che, grazie agli incentivi statali, è riuscito a entrare in una fascia di prezzo considerata finalmente accessibile per moltissime famiglie.
La Leapmotor T03 è diventata il simbolo della nuova elettrica popolare
La protagonista assoluta del mercato è la Leapmotor T03, citycar elettrica cinese che continua a dominare le immatricolazioni italiane con numeri impressionanti.

Leapmotor domina la scena (www.automotorinews.it – X newsauto)
Solo ad aprile sono state consegnate oltre 4 mila unità, mentre nel primo quadrimestre del 2026 le immatricolazioni hanno già raggiunto quota 14.839 vetture. Un dato enorme per un’auto elettrica in Italia, soprattutto considerando che fino a pochi anni fa modelli del genere faticavano persino a entrare nelle classifiche di vendita.
Secondo l’Unrae, l’associazione che rappresenta le case automobilistiche estere in Italia, la crescita riflette ancora “l’onda lunga degli incentivi e degli ordini acquisiti nel 2025”. Ed è proprio qui che emerge il nodo centrale della questione.
Gli incentivi pubblici hanno abbattuto il prezzo della T03 di circa 11 mila euro, trasformandola di fatto in una delle auto elettriche più economiche disponibili sul mercato italiano. Una combinazione che ha cambiato completamente la percezione del prodotto.
Per la prima volta molti automobilisti hanno iniziato a vedere l’elettrica non più come un lusso tecnologico, ma come una possibile alternativa concreta alle tradizionali utilitarie a benzina.
Anche Stellantis cresce con la Citroen e-C3
Accanto al successo della T03 si sta muovendo bene anche il gruppo Stellantis, che con la Citroen e-C3 ha conquistato il secondo posto nelle vendite mensili e annuali tra le elettriche.
Le 920 unità immatricolate ad aprile confermano che il mercato sta premiando soprattutto i modelli compatti e relativamente accessibili. Non SUV premium da oltre 50 mila euro, ma auto urbane pensate per un utilizzo quotidiano reale.
Da segnalare anche la presenza della Tesla Model Y, unica Tesla nella Top Ten italiana del momento. Un dato che racconta molto bene il cambiamento in corso: oggi il mercato elettrico italiano sembra premiare più il prezzo che il prestigio del marchio.
Le elettriche crescono, ma l’Italia resta un caso particolare
Nel complesso, nei primi quattro mesi del 2026 sono state vendute 51.399 auto elettriche, contro le 29.749 dello stesso periodo del 2025. La quota di mercato sale così all’8%.
Numeri in crescita netta, ma che continuano a mostrare una particolarità tutta italiana. Nel nostro Paese, infatti, si vendono ancora più ibride plug-in che elettriche pure.
Le plug-in hanno raggiunto quota 57.207 immatricolazioni, pari all’8,8% del mercato. Questo significa che molti automobilisti continuano a preferire soluzioni ibride considerate meno “rischiose” rispetto al passaggio totale all’elettrico.
La paura dell’autonomia, i dubbi sulla rete di ricarica e l’incertezza sul valore futuro delle vetture continuano infatti a influenzare le scelte degli italiani.
Benzina e diesel continuano a perdere terreno
Le auto a benzina hanno perso quasi sette punti percentuali di quota mercato, scendendo al 20,4%, mentre il diesel continua il proprio declino fermandosi al 6,9%.
Anche il GPL perde terreno, confermando una tendenza ormai evidente da tempo. Il mercato si sta polarizzando soprattutto attorno a due grandi categorie: ibride ed elettriche.
Le ibride restano infatti le vere dominatrici del mercato italiano con una quota del 49,1%, salita oltre il 50% considerando l’intero primo quadrimestre.
Ma anche qui il dato nasconde una realtà interessante. Le mild hybrid rappresentano la fetta più ampia del segmento, con il 32,6%, mentre le full hybrid si fermano al 16,5%.
Il prezzo continua a essere la chiave di tutto
C’è un elemento che emerge con chiarezza osservando l’intero mercato italiano: oggi il successo dell’auto elettrica dipende quasi esclusivamente dal prezzo finale.
Il caso della Leapmotor T03 lo dimostra perfettamente. Non è stata la tecnologia a convincere migliaia di automobilisti, né la sostenibilità ambientale o il fascino dell’innovazione. È stato il costo accessibile.
Ed è proprio questo il tema che le case automobilistiche stanno osservando con maggiore attenzione. Per anni il settore ha puntato soprattutto su modelli premium e SUV elettrici costosi, mentre il mercato reale sembra chiedere vetture semplici, economiche e utilizzabili nella vita quotidiana.
La sensazione è che il 2026 possa rappresentare un punto di svolta importante. Non tanto perché l’elettrico abbia già conquistato l’Italia, ma perché per la prima volta sta iniziando a diventare davvero accessibile a una parte molto più ampia della popolazione.








