Codice della Strada

Autovelox, le nuove regole dal 12 luglio: quali continuano a multare

Dal 12 luglio 2026 cambiano le regole sugli autovelox in Italia. Scopri quali dispositivi sono ancora conformi e quanti sono stati disattivati.

Autovelox: dal 12 luglio cambiano le regole, ecco quali ancora multano

Dal 12 luglio 2026 le regole sugli autovelox in Italia sono cambiate in modo sostanziale. Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 giugno 2026, ha ridefinito i criteri di omologazione che ogni dispositivo fisso di rilevamento della velocità deve rispettare per poter operare legalmente sulle strade italiane. Chiunque abbia ricevuto una multa da un autovelox nelle ultime settimane, o stia pianificando un viaggio su strade extraurbane e autostrade, ha buone ragioni per capire cosa è cambiato e perché la questione è più complessa di quanto sembri a prima vista.

Il decreto MIT del giugno 2026: cosa stabilisce e perché è rilevante

Il provvedimento del MIT non nasce dal nulla. Da anni il quadro normativo sugli autovelox in Italia è stato oggetto di contestazioni giudiziarie, sentenze dei tribunali e dibattiti tecnici sull’effettiva conformità dei dispositivi installati. Il decreto pubblicato l’8 giugno 2026 ha messo ordine fissando requisiti precisi in materia di omologazione e approvazione degli apparecchi di rilevamento della velocità.

In sostanza, il decreto stabilisce che solo i dispositivi che soddisfano determinati standard tecnici e procedurali possono continuare a emettere verbali validi. Non si tratta di una semplice questione burocratica: un autovelox privo di omologazione conforme alle nuove norme non può, dal punto di vista giuridico, essere utilizzato come base per una sanzione amministrativa.

Il testo è entrato in vigore il 12 luglio 2026, data che ha segnato il punto di non ritorno per i gestori delle infrastrutture stradali — comuni, province, prefetture e concessionari autostradali — che si sono trovati a dover verificare la posizione di ciascun impianto.

Circa 2.500 dispositivi non ancora conformi su 3.800 installazioni totali

I numeri disponibili danno la misura dell’impatto concreto del decreto. Secondo i dati raccolti prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, in Italia sono presenti circa 3.800 installazioni fisse di autovelox. Di queste, circa 2.500 risultavano non ancora conformi ai nuovi standard al momento dell’entrata in vigore del decreto.

Si tratta di una quota molto significativa del parco installato. Questo non significa necessariamente che tutti i 2.500 dispositivi non conformi siano stati immediatamente spenti: le amministrazioni locali e gli enti gestori delle strade hanno dovuto valutare caso per caso la posizione giuridica di ciascun impianto, con tempi e modalità che variano da territorio a territorio.

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È importante sottolineare che le fonti disponibili forniscono indicazioni divergenti sulla proporzione esatta di autovelox disattivati rispetto al totale: le stime oscillano in modo significativo a seconda della fonte consultata. Per questo motivo è corretto parlare di un numero molto elevato di dispositivi non conformi, senza affermare con certezza una quota percentuale specifica.

Omologazione e approvazione: la distinzione che cambia tutto per gli autovelox dal luglio 2026

Per comprendere il decreto è necessario distinguere due concetti che spesso vengono confusi: omologazione e approvazione. L’omologazione è il procedimento con cui un tipo di apparecchio viene certificato come conforme agli standard tecnici e normativi previsti dalla legge. L’approvazione è invece il provvedimento specifico con cui un singolo dispositivo, già omologato nel suo tipo, viene autorizzato all’uso in un determinato contesto.

Molti degli autovelox installati in Italia negli anni passati erano stati messi in funzione con procedure che, alla luce del nuovo decreto, risultano incomplete o non conformi. In alcuni casi mancava l’omologazione del tipo; in altri, l’approvazione del singolo esemplare non era stata completata secondo le modalità ora richieste. Il decreto del MIT ha chiarito che entrambe le condizioni devono essere soddisfatte perché un dispositivo possa legittimamente elevare una sanzione.

Questa distinzione ha implicazioni dirette per i ricorsi: un automobilista che riceve una multa da un autovelox privo di regolare omologazione o approvazione ha basi giuridiche per contestarla davanti al Giudice di Pace o al Prefetto competente. Non è una garanzia automatica di annullamento, ma il quadro normativo ora è più definito rispetto al passato.

Cosa cambia nella pratica per chi guida

Per chi percorre abitualmente strade statali, provinciali e autostrade, la situazione attuale richiede attenzione. Il fatto che un autovelox sia fisicamente presente sul bordo della strada non garantisce più automaticamente che sia operativo e giuridicamente abilitato a rilevare infrazioni.

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Allo stesso tempo, sarebbe un errore interpretare il decreto come un via libera al superamento dei limiti di velocità. Le strade italiane restano presidiate da dispositivi conformi alle nuove regole, da pattuglie con strumentazione mobile e da sistemi di rilevamento della velocità media — i cosiddetti tutor — che seguono normative proprie e che non sono stati interessati allo stesso modo dal provvedimento.

Il rispetto dei limiti di velocità rimane un obbligo di legge indipendente dall’operatività di un singolo autovelox. La conformità o meno di un dispositivo è una questione che riguarda la validità della sanzione, non la liceità del comportamento alla guida.

Il censimento degli impianti e i prossimi mesi

Nei mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, gli enti locali e le amministrazioni stradali sono chiamati a completare il processo di verifica e, dove necessario, di adeguamento o sostituzione degli impianti non conformi. Si tratta di un lavoro tecnico e amministrativo che richiede tempo e risorse, e che si svolgerà con ritmi diversi a seconda del territorio.

Per i dispositivi che non possono essere resi conformi, la strada è la disattivazione. Per quelli che invece possono essere adeguati — attraverso aggiornamenti tecnici o il completamento delle procedure di omologazione — l’obiettivo è rientrare nei parametri previsti dalla nuova normativa nel più breve tempo possibile.

Chi desidera consultare la normativa di riferimento può accedere ai documenti ufficiali attraverso il portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove sono disponibili i provvedimenti in materia di circolazione stradale e omologazione dei dispositivi di controllo.

Il decreto di luglio 2026 sugli autovelox rappresenta uno snodo normativo che ridisegna — almeno sul piano formale — il modo in cui il controllo della velocità viene esercitato in Italia. Con circa 2.500 dispositivi su 3.800 che non risultavano ancora conformi al momento dell’entrata in vigore, l’impatto è tutt’altro che marginale: per gli automobilisti, per le amministrazioni locali e per chi dovrà eventualmente impugnare una multa, capire la differenza tra un impianto omologato e uno non conforme è diventato un elemento concreto della vita quotidiana su strada.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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