4x4

GWM Tank 300, il fuoristrada cinese sbarca in Italia

La GWM Tank 300 arriva ufficialmente in Italia con telaio a longheroni, differenziali bloccabili e due motorizzazioni. Prezzi da 46.500 euro, consegne da novembre 2026.

GWM Tank 300, il fuoristrada cinese arriva in Italia

Il mercato italiano dei fuoristrada veri — quelli con telaio a longheroni, ridotte e differenziali bloccabili — si arricchisce di un nuovo protagonista. La GWM Tank 300, prodotta da Great Wall Motors, ha debuttato ufficialmente al Salone Auto Torino 2026 con listino prezzi attivo dal 10 ottobre 2026 e prime consegne ai concessionari previste per novembre 2026. Un arrivo che merita attenzione, perché le specifiche tecniche dichiarate collocano questo SUV cinese in diretta competizione con nomi consolidati nel segmento off-road europeo.

Telaio a longheroni e trasmissione: l’architettura della GWM Tank 300

Il punto di partenza tecnico della GWM Tank 300 è la scelta di un telaio a scala (ladder-frame chassis), una soluzione costruttiva che distingue nettamente i fuoristrada tradizionali dai SUV crossover che dominano le vendite europee. Non è un dettaglio marginale: il telaio a longheroni offre una rigidità torsionale superiore in fuoristrada severo e consente di gestire carichi e trazione in modo strutturalmente diverso rispetto a una scocca portante.

A completare l’architettura off-road ci sono tre differenziali bloccabili, le marce ridotte e una trasmissione a giunto cardanico. Questa combinazione rappresenta lo standard tecnico dei fuoristrada di riferimento — da Land Rover Defender a Mercedes Classe G — e la sua presenza sulla Tank 300 segnala che Great Wall Motors non ha costruito un semplice veicolo dall’aspetto robusto, ma un mezzo progettato per affrontare terreni impegnativi in modo sistematico.

Per chi non ha familiarità con questi sistemi: i differenziali bloccabili permettono di trasferire coppia alle ruote anche quando alcune perdono aderenza, le ridotte moltiplicano la coppia disponibile a bassa velocità su terreni difficili, e il giunto cardanico garantisce la trasmissione del moto agli assali con angoli di articolazione elevati. Sono componenti che sulla Tank 300 non sono optional di scena, ma parte integrante del progetto.

→ Leggi anche: GWM Wey G9, il monovolume cinese con sedili a zero gravità arriva in Italia a fine 2026

Due motorizzazioni per due tipologie di utilizzo

La GWM Tank 300 arriva in Italia con due powertrain distinti, pensati per esigenze diverse ma entrambi abbinati alla trazione integrale.

La versione diesel 2.4T 4WD è quella di ingresso, con un prezzo di listino che parte da 46.500 euro. È la scelta più orientata all’utilizzo misto — strade sterrate, traino, percorrenze elevate — dove il diesel rimane una proposta razionale per autonomia e consumi reali su lunghi tragitti. Il motore turbo diesel da 2.4 litri si abbina alla trazione integrale permanente, coerente con l’architettura del veicolo.

La versione plug-in hybrid Hi4-T sviluppa 408 CV ed è disponibile a 51.400 euro. Il sistema ibrido ricaricabile aggiunge una componente elettrica alla trazione, con un incremento di potenza complessiva significativo rispetto al diesel. Per un fuoristrada, la coppia immediata del motore elettrico può essere un vantaggio concreto in fuoristrada a bassa velocità, dove la modulazione della trazione è critica. È però importante sottolineare che Great Wall Motors non ha ancora reso noti i dati di autonomia elettrica omologata per il mercato italiano, né i dettagli sulla capacità della batteria o sulla potenza di ricarica AC e DC — elementi che per una plug-in hybrid sono determinanti nella valutazione pratica.

Posizionamento di prezzo nel segmento off-road italiano

Con un listino che parte da 46.500 euro per la versione diesel, la GWM Tank 300 si inserisce in un segmento dove la concorrenza è tecnicamente consolidata ma anche economicamente impegnativa. Un Land Rover Defender 90 con motorizzazione diesel parte da cifre significativamente superiori; un Jeep Wrangler in allestimento off-road completo supera i 60.000 euro nelle versioni più equipaggiate.

→ Leggi anche: Xpeng L03: il SUV coupé cinese guidato dall'IA arriva in Italia il 16 luglio

Il posizionamento cinese, quindi, punta su un rapporto dotazione/prezzo favorevole — una strategia già vista con successo in altri segmenti del mercato europeo da parte di brand come BYD e MG. La differenza rispetto a quei casi è che la Tank 300 non compete sul terreno dell’elettrico o dell’ibrido di massa, ma su quello dei fuoristrada con telaio a longheroni: un segmento di nicchia, con clientela più tecnica e meno sensibile al solo prezzo d’acquisto.

Chi valuta un fuoristrada tradizionale guarda anche alla rete di assistenza, alla disponibilità di ricambi nel lungo periodo e all’affidabilità documentata su terreni difficili. Su questi fronti, Great Wall Motors è ancora in fase di costruzione della propria reputazione in Italia, e sarà il mercato nei prossimi anni a fornire le risposte più concrete.

Il debutto al Salone Auto Torino 2026 e i prossimi passi

La scelta del Salone Auto Torino 2026 come palcoscenico di debutto italiano non è casuale. L’evento torinese ha progressivamente guadagnato spazio nel calendario delle presentazioni europee, diventando un punto di riferimento per i brand asiatici che intendono costruire visibilità nel mercato continentale. Per GWM, il Salone ha rappresentato l’occasione per presentare la Tank 300 insieme alla GWM H7, segnalando una strategia di gamma più ampia per il mercato italiano.

Con il listino attivo dal 10 ottobre e le prime consegne attese a novembre, i tempi sono stretti ma concreti. I potenziali acquirenti possono già confrontare i prezzi ufficiali e, nelle prossime settimane, avranno la possibilità di vedere il veicolo fisicamente presso i concessionari autorizzati. Per chi è interessato, il riferimento per le specifiche ufficiali e gli aggiornamenti di listino è la pagina ufficiale di GWM Italia.

La GWM Tank 300 porta in Italia un’offerta tecnica che, sulla carta, merita una valutazione seria da parte di chi cerca un fuoristrada autentico senza spendere quanto richiede la concorrenza europea di riferimento. Le incognite restano quelle tipiche di un brand in fase di affermazione: rete di assistenza, ricambi, e la prova del tempo su strade — e sterrati — italiani. Novembre darà le prime risposte concrete.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×