F1, Liberty Media in crisi: il piano per il taglio stipendi ai dipendenti

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F1, il rinvio dei GP previsti nel calendario del Mondiale sta paralizzando gran parte delle scuderie costrette a fronteggiare una crisi senza precedenti. Anche Liberty Media costretta a intervenire per contenere i costi 

Formula 1 2020
Chase Carey presidente di Liberty Media

Una crisi inevitabile e inesorabile per tutto il circus della Formula 1. Dopo i tagli agli stipendi di dipendenti e piloti annunciati da McLaren, Williams e Racing Point, lo stop al calendario del Mondiale e l’assenza di corse almeno fino all’estate costringe anche chi i Gran Premi li organizza a correre ai ripari.

Stiamo parlando di Liberty Media, la società che gestisce il Mondiale  che ha deciso di correre ai ripari con un robusto piano di contenimento dei costi che si abbatterà, inevitabilmente, su chi rappresenta una spesa fissa e difficilmente differibile per ogni azienda, ovvero i dipendenti.

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Liberty Media, tagli ingenti grazie .. al Governo britannico

Liberty Media ha deciso di mettere in cassa integrazione straordinaria ben 500 dipendenti. Un piano reso fattibile anche dagli aiuti del governo britannico che ha stanziato, come accaduto anche in Italia, fondi ad hoc per aiutare aziende e lavoratori colpiti dalla crisi e dalla recessione.

Coronavirus Formula 1
Formula 1 (Getty Images)

Un drastico taglio al budget ha colpito anche i manager di Liberty Media che subiranno una decurtazione dello stipendio del 20%. Chase Carey, presidente dell’azienda, ha optato per un taglio ancora maggiore.

Tutti provvedimenti necessari, insomma, in un momento di incertezza destinato a prolungarsi ancora. E’ attesa, infatti, anche la decisione sul rinvio del GP del Canada,  una scelta inevitabile che farà slittare ulteriormente l’inizio della stagione almeno ad agosto.

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