Iannone squalificato, Ezpeleta lo difende: “Non merita questo”

Iannone squalificato, Ezpeleta lo difende: “Non merita questo”. I vertici della MotoGP sono vicini al pilota dell’Aprilia e stigmatizzano la sentenza del Tas

Andrea Iannone
Iannone squalificato, Ezpeleta lo difende: “Non merita questo” (Foto: Getty)

E’ un momento difficilissimo per Andrea Iannone, costretto a 4 anni di squalifica per Dorna dopo la sentenza del Tas di Losanna di ieri. Una mano pesantissima quella utilizzata contro il pilota dell’Aprilia, dopo che l’iniziale richiesta era di 18 mesi di sospensione. Poi l’intervento della WADA (l’Agenzia mondiale anti doping) e l’inasprimento della pena. Il tutto per la positività al drostanolone, uno steroide anabolizzante, dopo i test in Malesia dello scorso anno. La contaminazione alimentare era stata provata dalla difesa e accertata anche dei giudici, ma non è bastata a scagionare il numero 29. Adesso dovrà stare fermo fino al 2023, compromettendo di fatto l’intera carriera. Il centauro di Vasto è un classe ’89 ed eventualmente potrebbe tornare in sella a 34 anni, un periodo troppo lungo forse per continuare, ma almeno nelle dichiarazioni non ha intenzione di mollare.

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Iannone squalificato, Ezpeleta lo difende: “Mi dispiace davvero molto per lui”

Ezpeleta
Iannone squalificato, Ezpeleta lo difende: “Squalifica davvero eccessiva” (Foto: Getty)

Il verdetto del Tas ha lasciati perplessi anche i vertici della MotoGP. Il boss della Dorna, Carmelo Ezpleta, ha voluto ribadire la sua vicinanza a Iannone, sottolineando l’anomalia della sentenza.

Non capisco perché la FIM abbia accettato che un altro organo potesse peggiorare la prima sentenza. Sono dispiaciuto per Andrea, in assoluto non si merita questo”, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Jorge Viegas, presidente della FIM: “Mi dispiace molto che la carriera di un pilota possa finire in questo modo, ma non avrebbe dovuto contestare la sentenza della FIM perché la WADA di solito ha la mano pesante”, sottolinea sempre ai microfoni della “Rosea”.

Di sicuro in molti hanno visto questo atteggiamento delle istituzioni sportive troppo pesante nei confronti di quella che è stata “un’intossicazione alimentare”. Ora starà a Iannone mantenere alta la motivazione e aspettare il momento della rivincita. 

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