Valentino Rossi, ‘bocciato’ da Pernat: il pronostico per il 2021

Carlo Pernat fa il suo pronostico sul prossimo anno di Valentino Rossi e non crede molto nelle possibilità del pilota di Tavullia

valentino rossi pernat
Valentino Rossi (Getty Images)

Valentino Rossi è pronto ad iniziare una nuova stagione in MotoGP. Il 2021 lo vedrà difendere i colori della Yamaha Petronas, cercando di migliorare le prestazioni dell’ultimo Mondiale. C’è però chi non crede che Rossi possa dire la sua per il titolo, anzi lo pronostica indietro nella classifica.

E’ Carlo Pernat che ai microfoni di ‘Gpone.com’ dice la sua sulla prossima stagione del pilota di Tavullia: un campionato che per il manager ligure sarà all’insegna delle difficoltà. La speranza, spiega Pernat, è che “vada in porto il discorso che chi ha la moto dell’anno precedente va più forte in Yamaha“. Il problema però è rappresentato dalla forma di Rossi: “Dopo averlo visto quest’anno – racconta il manager – ho dei dubbi che possa arrivare tra i primi cinque”.

LEGGI ANCHE >>> Valentino Rossi re dei social network: al top per follower, “sconfitti” Balotelli e Buffon

Valentino Rossi, per Pernat il quinto posto sarebbe un successo

carlo pernat
Carlo Pernat (Getty Images)

Carlo Pernat, ex manager di Capirossi e Iannone, non nasconde il suo scetticismo sulle prestazioni di Valentino Rossi. “Se arrivasse quinto, sarebbe un successo” il suo pronostico, frutto anche dei risultati maturati nell’ultima stagione. Un anno deludente ma non per colpe della Yamaha: “Ha perso molti Gran Premi per cadute sue, non per problemi tecnici – afferma dicendosi d’accordo con Checa sull’occasione mancata per Valentino -. Probabilmente andare forti con i primi per lui inizia ad essere difficile“.

Per Pernat “Rossi non è quello di prima ed è logico così: ha 42 anni e corre contro piloti che potrebbero essere suoi figli e vanno forte“. Questo però non cancella quanto ha fatto il campione di Tavullia, anzi aumenta il dispiacere: “Mi dispiace vedere la sua carriera finire così – conclude Pernat, prima non si sarebbe mai detto contento per un dodicesimo posto“.