Skoda, caso sponsor ai Mondiali di Hockey su ghiaccio: la situazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:22

Skoda ha minacciato di far saltare la sponsorizzazione dei Mondiali di hockey in Lettonia e Bielorussia. L’annuncio della Casa ceca

Skoda, un caso i Mondiali di hockey in Bielorussia: sponsorship a rischio
Skoda, un caso i Mondiali di hockey in Bielorussia: sponsorship a rischio

Potrebbe saltare la sponsorizzazione da parte della Skoda dei Mondiali di hockey su ghiaccio. L’evento è in programma a maggio in Lettonia e Bielorussia. Proprio il regime di Alexander Lukashenko, bersaglio delle proteste dei cittadini che non smettono di manifestare, rappresenta il motivo del contendere per Skoda.

Skoda, casa automobilistica ceca che fa parte della famiglia della Wolkswagen, è sponsor del Mondiale da 28 anni. In Repubblica Ceca, peraltro, l’hockey su ghiaccio ha una tradizione antichissima tanto da essere considerato uno degli sport più importanti nella nazione.

Ma la partnership potrebbe terminare. “Skoda rispetta e promuove tutti i diritti umani” si legge sul profilo twitter della Casa, “per questo cancellerà la sua sponsorizzazione del Mondiale di Hockey su ghiaccio del 2021 se la Bielorussia sarà confermata come uno dei Paesi co-ospitanti”.

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Skoda contro i Mondiali in Bielorussia, l’annuncio del brand

Anche la Lettonia ha chiesto alla Federazione Internazionale di Hockey su Ghiaccio di individuare una nuova sede, al posto della Bielorussia, per organizzare l’evento. Si fanno sentire anche nello sport, dunque, le conseguenze delle proteste che a Minsk e in tutto il territorio nazionale vanno avanti dallo scorso nove agosto.

I bielorussi accusano il presidente di aver ottenuto con metodi fraudolenti la vittoria alle elezioni contro Sviatlana Tsikhanouskaya. A lei, un mese fa, il presidente del parlamento UE ha conferito il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.

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In quell’occasione, Tsikhanouskaya ha parlato del confronto fra due nature in una Bielorussia teoricamente in tempo di pace: “da una parte, persone con bandiere e fiori. Dall’altra, uomini di nero vestiti, mascherati e armati”.

Il presidente della federazione internazionale, Rene Fasel, ha incontrato Lukashenko a inizio gennaio e ha confermato per ora la Bielorussia come una delle nazioni organizzatrici.