Codice della Strada

Auto, un’abitudine alla guida non è ammessa: la multa è davvero pesante

Mangiare in auto alla guida è un'abitudine non ammessa: la multa prevista dall'articolo 141 del Codice della Strada va da 41 a 168 euro. Scopri sanzioni, rischi e cosa dice la legge.

Posto di blocco
Posto di blocco (Ansa)

Mangiare in auto mentre si è alla guida è un’abitudine diffusissima, ma non ammessa dal Codice della Strada: le multe possono essere davvero pesanti e, in alcuni Paesi europei, si rischia persino la sospensione della patente.

L’attenzione alla guida è vitale; la concentrazione dev’essere massima e di fatto è prioritario dedicarsi esclusivamente a quello, senza ulteriori “svaghi” che possano minare la concentrazione. Eppure, basta percorrere qualche chilometro in autostrada per rendersi conto di quanto spesso gli automobilisti mangino o beviano al volante, convinti che si tratti di un comportamento innocuo. Non è così, né sul piano della sicurezza né su quello normativo.

Posto di blocco

Posto di blocco (Ansa)

Una delle abitudini che molti automobilisti hanno, soprattutto in concomitanza di viaggi lunghi che impongono di stare alla guida per molte ore, è mangiare in auto. Spesso piccoli snack, che possono causare più di qualche rischio.

Anche mangiare velocemente per poi rimettersi subito alla guida è controindicato, soprattutto se si tratta di un pasto molto calorico. La digestione, infatti, potrebbe rallentare i riflessi di chi guida, spesso addirittura provocare un colpo di sonno, che avrebbe conseguenze devastanti. Si dovrebbe mangiare cibo leggero, senza fretta, magari con una passeggiata nell’immediato post prima di rimettersi alla guida.

Norme ed avvertenze, queste, che non vengono mai rispettate. Ma quali sono le possibili conseguenze a livello normativo? Cosa prevede il Codice della Strada per chi viene “pizzicato” alla guida della sua auto mentre mangia? Vediamo nel dettaglio.

Mangiare in auto alla guida: un’abitudine non ammessa dalla legge

Molti automobilisti sono convinti che mangiare al volante non sia vietato in modo esplicito e che, di conseguenza, non si rischi nulla. In realtà, il quadro normativo italiano — rafforzato dalle recenti disposizioni del nuovo Codice della Strada — lascia ben poco spazio all’interpretazione. L’abitudine alla guida di consumare cibo o bevande, per quanto diffusa, non è ammessa ogni volta che compromette il controllo del veicolo, e la multa che ne consegue è davvero pesante.

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Cosa prevede il Codice della Strada sul mangiare in auto

Controlli Polizia

Controlli Polizia (Ansa)

L’articolo 173 del Codice della Strada, che indica il divieto assoluto di utilizzare il cellulare alla guida senza l’utilizzo di sistema viva voce oppure di auricolari, non si pronuncia esplicitamente sul divieto di mangiare mentre si è alla guida. Quindi, di fatto, è un’operazione che può essere compiuta, seppur molto rischiosa.

Ciò nonostante, l’articolo 141 del Codice della Strada è decisamente più esplicito e riguarda proprio i comportamenti corretti da tenere alla guida. “Il conducente deve conservare sempre il controllo del veicolo” si legge, “ed in condizione di sicurezza dev’essere in grado di effettuare tutte le manovre necessarie soprattutto l’arresto del veicolo tempestivo davanti ad ogni possibile ostacolo entro i limiti del campo di visibilità“.

Va da sé come, tenendo in mano uno snack oppure un panino, sia estremamente complicato poter rispettare questa norma. È possibile, quindi, mangiare o bere durante la guida, purché vengano rispettate tutte le norme del Codice della Strada. In caso si contravvenga a tutto ciò, la sanzione va dai 41 ai 168 euro.

Le sanzioni aggiornate: quanto si rischia davvero

Con il rafforzamento dei controlli stradali previsto dalla normativa vigente, le forze dell’ordine hanno maggiore discrezionalità nel contestare comportamenti che distraggono il conducente, mangiare incluso. Se l’agente accerta che il guidatore stava tenendo il cibo con una mano, riducendo la presa sul volante, scatta la contestazione ai sensi dell’articolo 141 Cds. La multa da 41 a 168 euro è solo il punto di partenza: in caso di incidente riconducibile alla distrazione, le conseguenze penali e civili possono essere ben più gravi.

È bene ricordare, inoltre, che anche bere al volante — anche solo acqua — rientra nella stessa casistica se comporta la perdita momentanea del controllo del veicolo. Il consiglio degli esperti di sicurezza stradale è sempre lo stesso: fermarsi in un’area di sosta, consumare il pasto o la bevanda, e riprendere il viaggio solo dopo aver recuperato la piena lucidità.

All’estero la situazione è ancora più severa

Se il Codice della Strada italiano, considerata anche la possibile pericolosità del comportamento, non è certo inflessibile, all’estero la situazione cambia notevolmente. Un vero e proprio salasso, infatti, attende chi viene fermato a guidare con una mano sola perché impegnato a mangiare: in alcuni Paesi europei la multa supera i 500 euro, a cui può fare seguito la sospensione o il ritiro della patente se si sta bevendo anche solo una birra e il tasso alcolemico presente nel sangue supera i limiti consentiti.

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In Germania, ad esempio, mangiare al volante in modo tale da ridurre il controllo del veicolo può costare fino a 100 euro di sanzione immediata, con possibile aggiunta di punti sulla patente. Nel Regno Unito, dove vige il concetto di careless driving, la polizia può elevare una multa fissa di 100 sterline e sottrarre tre punti dalla patente, con possibilità di procedere in giudizio per i casi più gravi. Chi viaggia spesso all’estero farebbe bene a informarsi sulle normative locali prima di partire.

Perché mangiare alla guida è pericoloso: i dati sulla distrazione

Al di là delle sanzioni, i numeri sulla distrazione alla guida parlano chiaro. Secondo le rilevazioni dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Stradale (ETSC), la distrazione è tra i principali fattori di rischio negli incidenti stradali in Europa, coinvolta in una percentuale significativa degli scontri frontali e dei tamponamenti. Mangiare al volante riduce i tempi di reazione in modo paragonabile a una lieve ebbrezza alcolica: il guidatore impiega frazioni di secondo in più per frenare, frazioni che a 130 km/h corrispondono a decine di metri percorsi senza controllo.

Anche mangiare velocemente per poi rimettersi subito alla guida è controindicato, soprattutto se si tratta di un pasto molto calorico. La digestione, infatti, potrebbe rallentare i riflessi di chi guida, spesso addirittura provocare un colpo di sonno, che avrebbe conseguenze devastanti. Si dovrebbe mangiare cibo leggero, senza fretta, magari con una passeggiata nell’immediato post pasto prima di rimettersi alla guida.

FAQ: mangiare in auto alla guida — le domande più frequenti

È vietato mangiare in auto mentre si guida?

Non esiste un divieto esplicito e nominale nel Codice della Strada italiano. Tuttavia, l’articolo 141 impone al conducente di mantenere sempre il pieno controllo del veicolo: se mangiare compromette questa condizione, scatta la sanzione. In pratica, l’abitudine alla guida di consumare cibo non è ammessa ogni volta che distrae o riduce la capacità di manovra.

Quanto è la multa per chi mangia al volante?

La sanzione prevista dall’articolo 141 del Codice della Strada va da 41 a 168 euro. In caso di incidente causato dalla distrazione, le conseguenze legali possono essere molto più severe.

Si può bere acqua mentre si guida?

Anche bere acqua al volante, se comporta la perdita anche momentanea del controllo del veicolo, può essere contestato ai sensi dell’articolo 141 Cds. La raccomandazione è di fermarsi in un’area di sosta.

All’estero le sanzioni sono più alte?

Sì. In diversi Paesi europei le multe per comportamenti distraenti alla guida — mangiare incluso — superano i 500 euro e possono comportare la decurtazione di punti o la sospensione della patente.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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