Benzina, la truffa che non ti rovina il motore: come evitare la stangata

Con il caro carburanti, cresce anche la possibilità di incorrere in possibili truffe per gli utenti 

Con un provvedimento contenuto nel DL Aiuti, il Governo ha prorogato fino al 20 settembre, il blocco sulle accise sul costo dei carburanti. Per automobilisti e motociclisti, pertanto, proseguiranno ancora gli sconti per il rifornimento anche se i prezzi per benzina e diesel restano decisamente alti, a causa dei rincari susseguitisi nei mesi scorsi.

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Distributore Benzina (Ansa)

In un momento di difficoltà come questo con il costo del rifornimento che può rappresentare un problema per molti, occorre anche prestare la massima attenzione a chi vuole approfittare di un contesto di incertezza per trarne indebitamente profitto.

Benzina, attenzione alle truffe

La cronaca è ricca di episodi, documentati anche da note trasmissioni tv, di automobilisti che ricevono una quantità di carburante minore rispetto a quella effettivamente pagata o di esercenti che allungano la benzina con altri fluidi in un mix molto dannoso per il motore e le sue prestazioni.

Oltre a queste, vogliamo mettervi in guardia anche da un altro potenziale pericolo nel quale gli automobilisti possono incorrere lontano dalle stazioni di servizio. Ci riferiamo ad alcuni messaggi che continuano a circolare sui social network e su altre popolari app di messaggistica (Whatsapp e Telegram su tutte) con i quali si avvisano gli utenti della possibilità di usufruire di buoni benzina o altri sconti tramite una procedura guidata.

Whatsapp, la truffa dei buoni benzina: come funziona e quali rischi si corrono
Whatsapp, la truffa dei buoni benzina: come funziona e quali rischi si corrono (Ansa)

Si tratta in realtà di una truffa che se non sventata può causare non pochi danni per l’ignaro utente. Quest’ultimo, infatti, seguendo il link riportato nel messaggio può ritrovarsi in una pagina gli vengono richiesti dati personali o bancari (carte di credito, conti correnti) per completare la presunta procedura per ottenere il buono.

Il rischio dunque è di fornire i dati a dei malintenzionati che poi possono sfruttarli per le loro attività illecite. L’Eni, una delle aziende coinvolte suo malgrado nella vicenda dei buoni, ha diramato un comunicato per smentire l’esistenza di buoni o altre promozioni attivabili dagli utenti, invitando gli stessi a non compiere alcuna azione in risposta ai messaggi, i quali vanno solo cestinati.

Mai bisogna fornire volontariamente i propri dati bancari con la conseguente e possibile stangata di ritrovarsi la carta di credito o il proprio conto corrente prosciugati. Ricordiamo che un’azione simile può esonerare anche la banca o altri istituti di credito da eventuali pratiche di rimborso in quanto l’utente ha fornito autonomamente le proprie credenziali.