Toto Wolff ha una soluzione estrema per la Mercedes: l’idea del Team Principal è tanto provocatoria quanto impossibile da realizzare, ma racconta perfettamente le difficoltà tecniche della W13 sulle piste ad alta velocità.
Il Gran Premio d’Italia è ormai dietro l’angolo, terzo appuntamento consecutivo di un calendario sempre più compresso che non regala respiro al paddock intero. In casa Mercedes, dopo l’epilogo di Zandvoort — con la vittoria sfumata all’ultimo — si è già proiettati a come rendere competitiva la monoposto su una pista velocissima come quella di Monza, tempio della velocità pura dove il drag aerodinamico può fare la differenza tra la pole e la quinta fila.
Toto Wolff (Ansa foto)
L’idea estrema di Wolff: togliere l’ala posteriore
In Olanda la Mercedes ha dimostrato di poter essere competitiva, avvicinandosi concretamente al primo successo stagionale — diventato l’obiettivo prioritario per Hamilton dopo una prima parte di stagione da dimenticare, con la monoposto alle prese con il problema del porpoising che l’ha limitata fortemente.
È proprio in questo contesto che Toto Wolff ha lanciato la sua idea estrema per la Mercedes: una proposta ironica ma rivelatrice. «Sul rettilineo, per essere meno vulnerabili, stiamo pensando di togliere l’ala posteriore» ha scherzato il Team Principal come riportato da Formula Passion. «Drag eccessivo per la monoposto, con un downforce non necessario. Vorremmo cambiare in modo rapido questa situazione ma stiamo apprendendo sulla nostra pelle e per la prossima stagione ci torneranno utili questi dati».
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Ovviamente l’idea è impossibile da realizzare in termini regolamentari e di sicurezza, ma la battuta di Wolff fotografa con precisione chirurgica il problema tecnico che affligge la W13: troppo drag sui rettilinei, una caratteristica che su circuiti come Monza — dove si percorre oltre il 70% del giro a pieno gas — si trasforma in un handicap pesantissimo.
Il problema tecnico nel dettaglio: drag e downforce
Wolff ha poi analizzato la questione scendendo nel dettaglio. «In qualifica soprattutto su alcune piste c’è questa caratteristica che ci farà soffrire. Sembra andare meglio in gara, come abbiamo notato in Belgio, dove sul rettilineo non c’era grande differenza».
La distinzione tra qualifica e gara non è casuale: in prova, con gomme fresche e carburante ridotto, il deficit di velocità di punta si amplifica rispetto alla gara, dove il peso del carburante e la gestione delle mescole livellano parzialmente le differenze. Tuttavia, su un tracciato come Monza — con le sue tre chicane e i lunghi rettilinei del Kesselchen e del traguardo — il bilanciamento aerodinamico resta il nodo centrale da sciogliere per la Mercedes.
Toto Wolff e una Mercedes in ripresa
La Mercedes di F1 (Ansa)
La Mercedes, nella seconda parte di stagione, con gli aggiornamenti tecnici introdotti gara dopo gara, ha vissuto una vera e propria svolta: negli ultimi sette Gran Premi — escludendo quello di Spa, con Russell quarto e Hamilton ritirato al primo giro per incidente — la scuderia tedesca è sempre andata a podio, collezionando anche due doppiette consecutive in Francia e Ungheria, con Hamilton secondo e Russell terzo.
Nella classifica piloti, Lewis è sesto con 158 punti e sei podi all’attivo, ma anche con 30 punti in meno rispetto al compagno di squadra Russell che, a parità di podi, ha mostrato più continuità nei risultati — soprattutto nella prima parte di stagione, quando Hamilton faticava più del dovuto a causa del porpoising.
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Se per Lewis l’obiettivo è conquistare almeno una vittoria in questo mondiale, la Mercedes — che ha sempre vinto il campionato Costruttori nell’era ibrida — punta almeno al secondo posto occupato attualmente dalla Ferrari. La distanza tra le due scuderie è di 30 punti: 376 per la Rossa, 346 per la Mercedes. Un gap recuperabile, ma che richiede esattamente il tipo di soluzioni tecniche — anche estreme, anche impossibili — di cui parla Wolff.
Perché la battuta di Wolff è più seria di quanto sembri
Quando un Team Principal come Toto Wolff scherza su soluzioni impossibili — togliere l’ala posteriore per ridurre il drag — lo fa perché il problema è reale e le soluzioni convenzionali non bastano. La Mercedes ha lavorato intensamente sul setup aerodinamico della W13, ma il compromesso tra carico e resistenza all’avanzamento rimane irrisolto su certi tipi di circuito. Monza, con la sua conformazione unica, rappresenta il banco di prova più severo: qui l’idea estrema del Team Principal si scontra con la fisica, il regolamento e il buon senso, ma racconta meglio di qualsiasi dato tecnico la sfida che la squadra di Brackley si trova ad affrontare in questa fase della stagione.
FAQ — Domande frequenti
Cosa ha detto Toto Wolff sull’ala posteriore della Mercedes?
Wolff ha scherzato dicendo che la Mercedes sta pensando di togliere l’ala posteriore per ridurre il drag eccessivo sui rettilinei. Si tratta ovviamente di una battuta ironica, ma che evidenzia un problema tecnico reale: la W13 soffre di troppa resistenza aerodinamica sulle piste ad alta velocità come Monza.
Perché la soluzione di Wolff è impossibile?
Togliere l’ala posteriore è impossibile per ragioni regolamentari e di sicurezza: il Regolamento Tecnico FIA impone la presenza di specifici elementi aerodinamici posteriori su tutte le monoposto di Formula 1. Senza ala posteriore, la vettura perderebbe stabilità e carico aerodinamico in curva in modo pericoloso.
Qual è il vero problema tecnico della Mercedes?
La W13 genera troppo drag (resistenza all’avanzamento) rispetto ai rivali, penalizzando la velocità di punta sui rettilinei. Il problema si acuisce in qualifica e su circuiti veloci come Monza, mentre in gara — con carburante a bordo e gestione gomme — il gap si riduce parzialmente.
La Mercedes può ancora vincere il campionato Costruttori?
Con 30 punti di distacco dalla Ferrari nel campionato Costruttori, la Mercedes è ancora in corsa per il secondo posto. La vittoria del titolo appare però molto difficile, dato il vantaggio accumulato da Red Bull. L’obiettivo dichiarato è consolidare il secondo posto e raccogliere dati preziosi per la stagione successiva.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







