Auto

Papa Francesco, che fine farà adesso il garage del Pontefice: ecco tutte le auto del Santo Padre

Che fine farà il garage di Papa Francesco dopo la sua morte? Scopri tutte le auto del Santo Padre — dalla Fiat Panda alla Renault R4 — e il destino del parco vetture vaticano.

La prima uscita pubblica di Papa Francesco, subito dopo la sua elezione, avvenne nel marzo del 2013,
Un approccio globale (Fonte_Facebook:GilbertoPierosara)(www.automotorinews.it)

Papa Francesco si ricorderà per uno stile di vita improntato alla sobrietà e alla modestia, valori che ha incarnato fino all’ultimo giorno del suo pontificato.

Con la scomparsa del Pontefice argentino, una domanda concreta si pone per appassionati di auto e osservatori vaticani: che fine farà il garage del Papa? E soprattutto, quali vetture compongono il parco auto di Papa Francesco, e cosa ne sarà adesso? Di seguito, una ricostruzione completa di tutte le auto del Santo Padre e del destino che le attende.

Papa Francesco e il suo garage: una scelta controcorrente

Contrariamente alla tradizione papale — che ha visto i predecessori viaggiare su Mercedes di rappresentanza e limousine blindate — Papa Francesco ha optato fin dal primo giorno per mezzi di trasporto semplici e accessibili. Una scelta non solo simbolica, ma un vero e proprio manifesto di pontificato.

La prima uscita pubblica avvenne subito dopo l’elezione, quando il Pontefice si recò alla Basilica di Santa Maria Maggiore a bordo di una Volkswagen Phaeton 3.0, un’auto decisamente più sobria rispetto alle tradizionali vetture di rappresentanza. Quel gesto segnò un cambiamento radicale nel rapporto tra il papato e la modernità.

👉 Leggi anche: Nuova accisa auto europea: cosa cambia nel 2026

Tutte le auto di Papa Francesco: il parco vetture del Santo Padre

Nel corso degli anni, il parco auto di Papa Francesco ha incluso una varietà di veicoli, molti dei quali di marche italiane come Fiat e Lancia. Tra i mezzi più utilizzati si registrano:

  • Fiat Panda – simbolo per eccellenza della sua volontà di essere un Papa “tra la gente”
  • Ford Focus – impiegata per visite pastorali, spostamenti al Quirinale e in aeroporto
  • Renault R4 – un esemplare con oltre 290.000 chilometri, donatogli da un amico sacerdote, diventato icona della sua umiltà
  • Fiat Tipo – utilizzata in diverse occasioni ufficiali sul territorio italiano
  • Peugeot 604 storica – restaurata e modificata, un omaggio alla tradizione con lo sguardo alla semplicità

Queste auto sono diventate un simbolo della sua posizione contro il consumismo e a favore di una vita più responsabile, riflettendo un approccio accessibile e lontano dall’élite.

Le auto del Papa all’estero: papamobili e modelli locali

Le scelte di Papa Francesco non si sono limitate ai confini italiani. Durante i viaggi apostolici, il Pontefice ha dimostrato una preferenza per modelli locali ed economici, in segno di rispetto per le culture ospitanti:

  • In Corea del Sud ha utilizzato papamobile su telai Kia
  • In Giordania ha viaggiato a bordo di una Volkswagen Golf rossa, guidata personalmente dal re Abdallah II
  • In diversi Paesi del Sud del mondo ha preferito fuoristrada locali, rinunciando ai blindati di lusso

Questi dettagli non sono sfuggiti agli osservatori internazionali: ogni scelta automobilistica del Santo Padre era, di fatto, un messaggio politico e spirituale.

Il garage del Vaticano, un tempo pieno di auto di lusso, ha visto un significativo ridimensionamento

Un messaggio di umiltà (Fonte_Facebook: Carsitaly)(www.automotorinews.it)

👉 Leggi anche: Porsche Macan benzina esce di produzione a fine luglio 2026: la fine di un'era

Che fine farà il garage del Pontefice dopo la sua morte?

Il garage del Vaticano, un tempo popolato da vetture di rappresentanza che avevano trasportato personalità come la Regina Elisabetta e John F. Kennedy, ha già vissuto un significativo ridimensionamento durante il pontificato di Francesco. Molte di quelle auto di lusso sono state accantonate o vendute, con il ricavato destinato in beneficenza.

Ora che il Papa è scomparso, il destino delle sue auto segue percorsi diversi a seconda del tipo di veicolo:

  • Le auto donate da privati (come la Renault R4 o la Fiat Panda regalata da un parroco) potrebbero essere restituite ai donatori originali, cedute a musei o messe all’asta per scopi caritativi — come già avvenuto in passato con altri oggetti papali.
  • Le papamobile e i veicoli ufficiali rimangono di proprietà della Santa Sede e vengono gestiti dalla Prefettura della Casa Pontificia: alcuni entreranno nel patrimonio storico vaticano, altri saranno assegnati al nuovo Pontefice.
  • I veicoli più iconici, come la Renault R4 con 290.000 km, hanno già un valore storico e collezionistico elevato: è probabile che vengano conservati nei Musei Vaticani o ceduti a istituzioni religiose.

Con l’elezione del nuovo Papa, il Vaticano valuterà se mantenere la linea della sobrietà inaugurata da Francesco o tornare a una rappresentanza più tradizionale. Una scelta che, come insegna la storia recente, dirà molto sul profilo del nuovo Pontefice.

Il lascito simbolico: un parco auto low cost come manifesto di vita

Nel complesso, la scelta di Papa Francesco di adottare un parco auto low cost è stata il riflesso più visibile del suo impegno verso i valori cristiani di umiltà e servizio. Utilizzare una Fiat Panda invece di una Mercedes blindata non era un capriccio, ma un atto coerente con la sua visione della Chiesa: vicina ai poveri, lontana dal potere ostentato.

La sua Renault R4, con quei 290.000 chilometri sul contachilometri, racconta meglio di qualsiasi discorso chi fosse davvero Jorge Mario Bergoglio. E ora che non c’è più, quelle auto diventano reliquie laiche di un pontificato che ha cambiato — almeno in parte — il modo in cui il mondo guarda alla Chiesa.

FAQ: le domande più frequenti sul garage di Papa Francesco

Qual era l’auto preferita di Papa Francesco?
Tra le vetture più associate al suo pontificato figurano la Fiat Panda e la Renault R4 con oltre 290.000 km, entrambe simbolo della sua scelta di sobrietà.
Papa Francesco aveva una papamobile?
Sì, il Vaticano dispone di diverse papamobile per le occasioni ufficiali. Francesco le ha utilizzate durante le udienze e i viaggi all’estero, preferendo però modelli su telai locali (come i Kia in Corea del Sud) rispetto ai tradizionali Mercedes blindati.
Cosa succede alle auto del Papa dopo la sua morte?
I veicoli ufficiali restano di proprietà della Santa Sede e vengono assegnati al nuovo Pontefice o conservati nel patrimonio vaticano. Le auto donate da privati possono essere restituite, cedute a musei o messe all’asta in beneficenza.
Il nuovo Papa userà le stesse auto di Francesco?
Non necessariamente. Il parco auto vaticano verrà rivalutato dalla nuova gestione pontificia. Molto dipenderà dallo stile e dalla visione del nuovo Pontefice eletto dal Conclave.
Quanto valgono le auto di Papa Francesco?
Il valore commerciale è modesto (si tratta di utilitarie), ma il valore storico e collezionistico è elevato. In passato, auto papali sono state battute all’asta per cifre a sei zeri, con il ricavato destinato a opere di carità.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×