Ecologiche

Chi ha un’auto elettrica la cambia molto più spesso di chi ce l’ha a benzina: il rapporto spaventoso

Chi ha un'auto elettrica la cambia ogni 3,6 anni, contro i 13,6 anni di chi guida a benzina: il rapporto S&P Global è spaventoso. Ecco perché succede e cosa significa per il mercato.

Auto elettriche a benzina longevità
Auto elettriche cambiate più spesso di quelle a benzina (www.automotorinews.it)

Chi ha un’automobile elettrica la cambia molto più spesso di chi ne ha una a benzina: il rapporto è spaventoso, e i dati parlano chiaro. Secondo lo studio S&P Global, i proprietari di auto elettriche sostituiscono il proprio veicolo ogni 3,6 anni, contro i 13,6 anni medi di chi guida un’auto a combustione interna. Un divario che racconta molto sullo stato reale dell’elettrificazione automobilistica — e sulle sfide che ancora frenano la transizione.

L’automobile elettrica non è ancora riuscita a mettere in secondo piano al 100% le vetture tradizionali alimentate a diesel e benzina. Le difficoltà di aziende come Audi e Stellantis, ma anche Volkswagen, hanno dimostrato ampiamente che non è ancora arrivato il momento dell’effettiva sostituzione da parte delle automobili al 100% elettriche.

Auto elettriche a benzina longevità

Auto elettriche cambiate più spesso di quelle a benzina (www.automotorinews.it)

A quanto pare, però, i problemi non sono soltanto legati al mercato per l’elettrico, perché secondo uno studio chi ha una vettura a zero impatto ambientale la cambia molto più spesso di chi ne ha una a benzina. Il rapporto effettivamente appare spaventoso e anche un po’ sorprendente, ma risponde in parte alle difficoltà riscontrate dai brand che hanno puntato sull’elettrificazione automobilistica negli ultimi anni.

Chi ha un’auto elettrica la cambia molto più spesso: i numeri del rapporto S&P Global

Secondo lo studio S&P Global, società di consulenza specializzata in analisi economiche, i proprietari di vetture a benzina o diesel le mantengono più a lungo di chi ne possiede una elettrica, considerando il costo in generale più alto. Per farlo ha considerato da quanto tempo i proprietari di auto le possiedono. Così facendo, ha tracciato notevoli differenze: negli Stati Uniti, dove è stato effettuato lo studio, in media un veicolo viene mantenuto per 12,5 anni, che diventano 13,6 nel caso delle auto a combustione interna. Per quanto riguarda la Spagna, invece, l’età media del parco auto è di 14,2 anni.

Auto elettriche a benzina longevità

Auto elettriche lasciate andare prima di quelle tradizionali: ecco perché (www.automotorinews.it)

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In entrambi i casi troviamo flotte di trasporto abbastanza anziane. E le elettriche? Quest’ultime sono generalmente sostituite in maniera più rapida. Secondo quanto stimato sempre da S&P Global, vengono sostituite ogni 3,6 anni. Si tratta di un rinnovamento frequente, ma perché? Uno dei principali problemi dell’elettrico è legato ai costi, che magari non tutti ancora oggi possono permettersi investire in un’autovettura, specialmente non tutti possono spendere soldi per un’auto ogni 3 anni circa. I dati sono probabilmente influenzati dai contratti di leasing e noleggio, che durano mediamente quattro anni; in ogni caso l’elettrico fa davvero molta fatica a entrare nel cuore della maggior parte degli automobilisti.

Perché chi ha un’auto elettrica la cambia così spesso: leasing, tecnologia e svalutazione

Secondo Transport & Environment, il 60% delle immatricolazioni di auto nuove, elettriche o tradizionali che siano, avviene tramite noleggio e leasing. La percentuale nel caso delle elettriche sale all’80%. Numeri, questi, che alimentano ancor di più lo stress legato al mercato delle auto a zero emissioni, che sembrano non riuscire a diventare davvero la principale fonte di vendita e acquisto dell’automobilismo, nonostante si avvicini sempre più la scadenza del 2035 fissata dall’Unione Europea per lo stop ai motori termici.

Ma il leasing non è l’unica spiegazione. Tre fattori strutturali concorrono a rendere il ciclo di vita delle elettriche così breve rispetto alle auto a benzina:

  • Rapida evoluzione tecnologica: l’autonomia delle batterie migliora di generazione in generazione. Chi ha acquistato un’elettrica con 300 km di autonomia dichiarata si trova oggi sul mercato modelli con 500-600 km, il che rende la propria vettura percepita come obsoleta in tempi molto più rapidi rispetto a un motore termico.
  • Svalutazione accelerata: le auto elettriche perdono valore più velocemente delle termiche, soprattutto a causa del degrado della batteria e dell’aggiornamento tecnologico continuo. Questo incentiva i proprietari a cedere il veicolo prima che la perdita di valore diventi ancora più marcata.
  • Incentivi e aggiornamenti software: i nuovi modelli elettrici beneficiano spesso di aggiornamenti over-the-air e di nuove funzionalità che i modelli precedenti non possono ricevere, spingendo i proprietari più tech-oriented a cambiare auto come si cambia uno smartphone.

Il confronto con le auto a benzina: perché durano molto di più

Chi ha un’auto a benzina la cambia molto meno spesso, e le ragioni sono altrettanto chiare. La tecnologia dei motori a combustione interna è matura da decenni: un motore benzina o diesel ben mantenuto può percorrere tranquillamente 200.000-300.000 km senza interventi straordinari. Basta entrare in una concessionaria per rendersi conto che i modelli termici usati con 10 anni di vita mantengono ancora un valore residuo significativo e una domanda sostenuta.

Inoltre, la rete di assistenza per le auto tradizionali è capillare e consolidata, i costi di manutenzione sono prevedibili e l’autonomia non è mai un problema. Tutti elementi che inducono il proprietario a mantenere il veicolo più a lungo, mediando su quei 13,6 anni rilevati da S&P Global negli USA.

Cosa significa questo per il mercato dell’auto in Italia e in Europa

Il ciclo di sostituzione accelerato delle elettriche ha implicazioni dirette sul mercato dell’usato e sulla filiera industriale. Se da un lato genera un flusso costante di veicoli elettrici di seconda mano — potenzialmente accessibili a una fascia più ampia di consumatori — dall’altro solleva interrogativi sulla sostenibilità economica del modello: chi compra un’elettrica usata con batteria degradata si trova spesso a dover affrontare costi di sostituzione elevati, che possono superare il valore del veicolo stesso.

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Per i costruttori, invece, il ricambio rapido è una notizia in parte positiva: garantisce volumi di vendita più frequenti. Ma la dipendenza dall’80% di immatricolazioni tramite leasing e noleggio significa che la domanda privata diretta resta debole — un segnale che l’elettrico non ha ancora conquistato la fiducia dell’automobilista medio che acquista con i propri risparmi.


FAQ: auto elettrica vs benzina, chi la cambia più spesso?

Ogni quanti anni si cambia un’auto elettrica in media?

Secondo lo studio S&P Global, i proprietari di auto elettriche le sostituiscono in media ogni 3,6 anni, un intervallo molto più breve rispetto alle auto a combustione interna.

Ogni quanti anni si cambia un’auto a benzina o diesel?

Sempre secondo S&P Global, negli Stati Uniti le auto a combustione interna vengono mantenute in media per 13,6 anni. In Spagna l’età media del parco auto è addirittura di 14,2 anni.

Perché chi ha un’auto elettrica la cambia così spesso?

Le cause principali sono tre: la diffusione del leasing (che copre l’80% delle immatricolazioni elettriche secondo Transport & Environment), la rapida evoluzione tecnologica delle batterie e la svalutazione accelerata dei modelli precedenti.

Il ricambio frequente delle elettriche è un problema per il mercato?

Sì e no. Da un lato alimenta il mercato dell’usato elettrico; dall’altro evidenzia che la domanda privata diretta è ancora debole, con la maggior parte degli acquisti trainata da flotte aziendali e noleggio piuttosto che da privati cittadini.

Le auto elettriche diventeranno più longeve in futuro?

Con il miglioramento della tecnologia delle batterie e la stabilizzazione del mercato, è probabile che il ciclo di sostituzione si allunghi. Tuttavia, finché l’evoluzione tecnologica rimarrà rapida e il leasing dominerà le immatricolazioni, il gap con le auto termiche resterà significativo.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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