Marc Marquez, Fabio Di Giannantonio e la Ducati lasciano Silverstone ancora dentro la corsa al Mondiale MotoGP, ma il weekend del GP di Gran Bretagna ha consegnato un segnale netto: sul tracciato inglese, tra consumo gomme e trazione in uscita, l’Aprilia è sembrata più solida della moto di Borgo Panigale, riaprendo interrogativi tecnici che a inizio stagione parevano sotto controllo.
Ducati in affanno a Silverstone, Aprilia più efficace
Dopo i primi test dell’anno a Sepang, il quadro sembrava piuttosto leggibile: la Ducati restava il riferimento della griglia, con l’Aprilia subito dietro e pronta ad approfittare di ogni esitazione. Poi, dalla gara inaugurale in Thailandia, sono emersi quei problemi di trazione in uscita di curva che hanno accompagnato la casa emiliana in diversi appuntamenti del calendario. Non un dettaglio tecnico, ma un limite che alla lunga pesa.
A Silverstone, pista larga, veloce e severa con le gomme, il tema è tornato in superficie. La Ducati si è mostrata vulnerabile proprio nei punti in cui serviva delicatezza: uscita di curva, gestione della spinta e controllo del degrado. L’Aprilia, al contrario, ha dato l’impressione di lavorare meglio sul passo e sulla durata degli pneumatici, un vantaggio che nel corso del weekend britannico si è visto tanto nelle prove quanto in gara. Pochi giri, e la differenza era già chiara.
Marquez tiene vivo il Mondiale, ma non basta a nascondere i limiti
Per alcune settimane, Marc Marquez aveva coperto molto. Tornato competitivo dopo l’operazione che gli ha risolto il problema alla spalla destra, dal Mugello in poi il numero 93 ha ritrovato ritmo, aggressività e fiducia, portando a casa risultati che lo hanno rimesso in piena lotta per il campionato MotoGP. Anche senza essere al massimo della condizione, lo spagnolo ha guidato spesso sopra i problemi. Da fuoriclasse, appunto.
Eppure a Silverstone nemmeno lui è riuscito a mettere una toppa completa. Dopo la Sprint del sabato, nel box si era parlato soprattutto della gomma posteriore, consumata troppo in fretta e diventata difficile da gestire. La gara della domenica, però, ha lasciato meno spazio alle attenuanti: quando il degrado aumenta e la moto diventa aggressiva sulle coperture, la Ducati fatica a mantenere lo stesso rendimento delle rivali. Marquez, nel dopo gara, ha preferito assumersi parte delle responsabilità, spiegando che alcune difficoltà erano legate anche alla sua guida. Una lettura prudente, forse anche strategica.
Di Giannantonio e Alex Marquez limitano i danni
In una fase complicata della stagione, Fabio Di Giannantonio è stato tra i piloti che hanno tenuto più in alto il marchio di Borgo Panigale. Con due podi e una vittoria nella prima parte del campionato, il romano ha garantito continuità quando altri ducatisti faticavano a trovare il passo. Anche nel fine settimana inglese ha provato a limitare i danni, lavorando su assetto e gestione gomma, ma senza poter davvero contrastare il rendimento delle Aprilia.
Discorso simile per Alex Marquez, che dopo l’avvio difficile era riuscito a ritrovare fiducia con il successo di Jerez. Poi è arrivata la caduta nel GP di Barcellona, un incidente pesante che ha inciso sul suo percorso, sul Mondiale e sul feeling appena ricostruito con la moto. A Silverstone lo spagnolo ha fatto il possibile, come Di Giannantonio, per contenere il distacco. Ma il dato resta: nei tracciati dove le gomme soffrono e la trazione diventa decisiva, la Ducati non dà oggi le stesse garanzie viste in altri momenti.
Le parole dei piloti e la prossima tappa ad Aragon
Nel dopo gara, le dichiarazioni dei piloti hanno confermato il clima dentro l’ambiente Ducati. Alex Marquez, Fabio Di Giannantonio e Francesco Bagnaia hanno indicato due aree critiche: uscita di curva e gestione degli pneumatici. Bagnaia, in particolare, è apparso in difficoltà per tutto il weekend, senza riuscire a trovare quel margine tecnico che spesso gli permette di costruire la gara giro dopo giro. “Serve qualcosa per tornare a lottare con loro”, è il senso delle parole arrivate dal fronte ducatista.
Marquez, invece, ha usato un registro diverso. Ha spiegato di aver messo in conto una gara difensiva a Silverstone, senza puntare il dito contro la ciclistica della moto. Non è un dettaglio: dopo tre settimane di pausa, il calendario porterà il Motomondiale ad Aragon, pista storicamente favorevole al catalano e terreno sul quale il nove volte iridato spera di ridurre il distacco dal leader Jorge Martin. La Ducati resta in corsa per il titolo, questo dicono i numeri. Ma il weekend inglese ha ricordato a tutti che il margine, adesso, è più sottile.








