Marc Marquez ha chiuso al nono posto la Sprint del GP di Silverstone, sabato sul circuito britannico, dopo un avvio promettente e un calo legato al degrado della gomma posteriore, un problema che la Ducati dovrà analizzare in vista della gara lunga. Lo spagnolo, reduce dall’operazione alla spalla effettuata prima del GP del Mugello, aveva dato segnali incoraggianti tra qualifiche e primi giri, prima di perdere ritmo nella seconda parte della corsa. “Non sono contento del risultato, ma di tutto il resto sì”, ha spiegato il pilota del team di Borgo Panigale, provando a tenere insieme delusione e fiducia.
Marquez, avvio forte nella Sprint di Silverstone
Per qualche giro, a Silverstone, si era rivisto il Marc Marquez più riconoscibile: partenza aggressiva, due posizioni recuperate in un solo passaggio e la sensazione di poter rientrare sul gruppo davanti. Il numero 93 aveva iniziato a spingere, con Fabio Di Giannantonio nel mirino e un passo che, almeno nelle prime tornate, sembrava confermare quanto mostrato tra prove e qualifica.
Poi, dal quarto giro, la gara ha cambiato volto. Marquez è stato prima ripreso e superato da Marco Bezzecchi, quindi ha perso altro terreno fino a scivolare in nona posizione al traguardo. Un arretramento netto, arrivato dopo un avvio che aveva fatto pensare a una Sprint diversa per la Ducati, su una pista considerata già alla vigilia meno favorevole alla moto emiliana.
La gomma posteriore e il calo improvviso
Il nodo, nelle parole dello stesso Marquez, è stato il comportamento della gomma posteriore. “Lo pneumatico funzionava, però è successo qualcosa”, ha detto lo spagnolo dopo la gara, senza cercare alibi immediati. “Non so se sia stato un errore mio di guida oppure un problema di temperatura. Ho cercato di gestire la gomma, però si è sfilacciata subito”.
È lì che il pilota ha scelto di non forzare. Una decisione di gestione, quasi difensiva, presa quando il feeling con il retrotreno è venuto meno e il rischio di compromettere tutto è diventato troppo alto. “Me ne sono accorto immediatamente e ho deciso di accontentarmi, senza prendere rischi”, ha ammesso Marquez, che nelle prime battute sembrava invece in grado di restare agganciato alla zona podio.
Qualifica interrotta e segnali positivi per Ducati
La giornata di Marc Marquez era stata condizionata già dalla qualifica, quando il suo giro veloce è stato interrotto dalla presenza di bandiere in pista, tra rossa e gialla, a segnalare detriti sul tracciato. Secondo il pilota, quel passaggio avrebbe potuto valergli l’accesso alla prima fila, un dettaglio non secondario su un circuito dove partire davanti può aiutare a gestire ritmo, gomme e traffico.
Eppure, al di là del nono posto, Marquez ha insistito su un aspetto: il feeling ritrovato. “Mi sono sentito bene sulla moto in qualifica e nei primi giri di gara”, ha spiegato. “È stata la prima volta di tutto l’anno in cui sono stato veloce su una pista dove di solito faccio fatica. Sono tornato a guidare aggressivo come non facevo da tempo”. Parole pesate, dette a caldo, ma con un tono diverso rispetto ad altre uscite segnate dalla frustrazione.
Obiettivo gara lunga: limitare i danni e guardare i dati
In vista del Gran Premio di Silverstone, la priorità per Marquez e per la sua squadra sarà capire cosa abbia provocato il degrado della posteriore. “Adesso dobbiamo guardare i dati e trovare soluzioni per domani”, ha spiegato il pilota Ducati, indicando nel lavoro al box il passaggio decisivo tra la Sprint e la gara lunga. Solo allora si capirà se il problema sia legato alla guida, alle temperature o a una finestra di utilizzo non centrata.
Lo spagnolo, comunque, non ha nascosto i rapporti di forza visti nel weekend. “Qui le Aprilia sono più forti”, ha riconosciuto, fissando un obiettivo realistico: “Per il GP puntiamo al quinto o sesto posto”. Non una resa, piuttosto una valutazione lucida. Dopo l’intervento alla spalla e la rincorsa riaperta nelle ultime gare, Marquez cerca continuità: magari senza colpi di scena, ma con punti pesanti e una Ducati da rimettere nella finestra giusta.








