La cinetosi, più conosciuta come mal d’auto, può colpire bambini e adulti durante un viaggio in macchina, in nave o in aereo, soprattutto quando il movimento percepito dal corpo non coincide con quello registrato dagli occhi: nausea, vertigini e sudorazione fredda sono i segnali più comuni, e proprio per questo gli specialisti insistono su un punto semplice, partire preparati prima che il disturbo compaia.
Mal d’auto, perché nasce la cinetosi
Il mal d’auto non è un capriccio né una semplice “debolezza di stomaco”. In termini medici si parla di cinetosi o chinetosi, una condizione legata al conflitto tra la vista e l’apparato vestibolare, cioè il sistema dell’orecchio interno che contribuisce a regolare equilibrio e orientamento nello spazio. Il corpo avverte curve, frenate, accelerazioni, rollii; gli occhi, magari fissi su un libro o sullo schermo del telefono, ricevono invece un’informazione diversa. Da qui parte il corto circuito.
I sintomi arrivano spesso in modo graduale: prima un senso di fastidio, poi nausea, pallore, vertigini, sudorazione fredda, aumento della salivazione. Nei casi più intensi può comparire anche il vomito. “Quando il disturbo è già iniziato, intervenire diventa più complicato”, spiegano in genere i medici di medicina generale quando affrontano il tema con i pazienti più predisposti, in particolare famiglie con bambini prima delle partenze estive o dei lunghi spostamenti del fine settimana. Prevenire, qui, conta davvero.
Cosa fare prima di partire
La prima regola per chi soffre di cinetosi in auto è ridurre il più possibile il contrasto tra ciò che vede e ciò che sente il corpo. Per questo leggere, guardare film sul tablet o scorrere a lungo lo smartphone durante il viaggio può peggiorare la situazione. Meglio osservare la strada, fissare un punto lontano, scegliere se possibile il sedile anteriore — se l’età e le norme di sicurezza lo consentono — oppure una posizione da cui sia ben visibile l’esterno.
Anche le condizioni di partenza incidono. Privazione di sonno, alcol e nicotina possono favorire la comparsa dei sintomi; la caffeina, in alcune persone, può aumentare il senso di agitazione o il fastidio gastrico. Una partenza alle 6 del mattino dopo poche ore di riposo, con colazione pesante e abitacolo chiuso, non aiuta. Meglio un pasto leggero, aria pulita e pause regolari, soprattutto nei tragitti lunghi. Aprire leggermente il finestrino, orientare una bocchetta d’aria verso il viso o ascoltare musica può dare sollievo, ma non va scambiato per una cura. Sono piccoli accorgimenti, utili. Non sempre sufficienti.
Quando compaiono nausea e vertigini
Se i primi segnali di mal d’auto si fanno sentire — bocca impastata, sudore freddo, stomaco chiuso — la cosa più sensata è interrompere subito le attività che aumentano il conflitto sensoriale. Via quindi cellulare, libro, console portatile e tablet. Guardare fuori dal finestrino può aiutare; in alternativa, chiudere gli occhi e provare a dormire riduce gli stimoli visivi che alimentano il disturbo. Una pausa in un’area di servizio, anche breve, spesso cambia il corso del viaggio.
C’è poi un aspetto meno noto: quando la chinetosi è già avviata, lo svuotamento gastrico può rallentare. Questo significa che eventuali farmaci assunti per bocca potrebbero essere assorbiti con più difficoltà o con tempi meno prevedibili. Per questo molti prodotti contro il mal d’auto vengono consigliati prima della partenza, non quando la nausea è ormai forte. La scelta, però, non dovrebbe essere improvvisata in autogrill, magari davanti allo scaffale dei medicinali da viaggio. Serve prudenza, soprattutto per bambini, anziani, donne in gravidanza o persone che assumono altre terapie.
Farmaci, tempi e prudenza
Tra i principi attivi più utilizzati contro la cinetosi c’è il dimenidrinato, presente in diversi medicinali da banco. Può essere efficace nel prevenire o ridurre nausea e vomito legati al movimento, ma può provocare sonnolenza e sedazione. È un dettaglio concreto, non secondario: chi deve guidare deve prestare attenzione alle avvertenze riportate nel foglietto illustrativo e chiedere consiglio al medico o al farmacista. Alcuni prodotti, come la nota Xamamina, vengono di norma assunti circa mezz’ora prima del viaggio, secondo le indicazioni del medicinale e del professionista sanitario.
Il punto, alla fine, resta quello iniziale: il mal d’auto si gestisce meglio prima che inizi. Dormire a sufficienza, evitare alcol e fumo prima della partenza, scegliere il posto giusto, guardare la strada e limitare schermi e lettura sono comportamenti semplici, ma spesso decisivi. Se gli episodi sono frequenti, intensi o compaiono anche in situazioni diverse dai viaggi, è opportuno parlarne con un medico. Non per allarmarsi, ma per capire bene il quadro e scegliere, caso per caso, la strategia più adatta.








