Marco Bezzecchi e Pecco Bagnaia sono caduti oggi nel GP di Misano di MotoGP, davanti al pubblico di casa, chiudendo nella ghiaia una gara attesa per rilanciare le rispettive ambizioni: il pilota Aprilia è finito a terra al primo giro in curva 13 mentre era al comando, quello Ducati è scivolato al sesto giro in curva 2, al termine di un weekend già complicato.
MotoGP Misano, la domenica amara di Bezzecchi e Bagnaia
Il Gran Premio di Misano si è trasformato presto in una giornata difficile per i due italiani più attesi, entrambi finiti fuori gara in momenti diversi ma con lo stesso epilogo: moto nella ghiaia, casco abbassato, rientro ai box senza punti. Per il pubblico del Marco Simoncelli World Circuit, arrivato per spingere i piloti di casa, è stato un colpo secco. Pochi giri, e il quadro era già cambiato.
La caduta di Marco Bezzecchi, in particolare, è arrivata quando la gara sembrava poter prendere una direzione favorevole al pilota dell’Aprilia. Era partito forte, aveva preso la testa e stava provando a imporre il ritmo nelle prime curve, con Marc Marquez alle spalle. Poi, in curva 13, la moto è scivolata via. Fine della corsa, subito. Un’immagine pesante, più ancora del dato sportivo.
Per Pecco Bagnaia, invece, la gara si è chiusa al sesto giro, dopo tre giorni già segnati da difficoltà tecniche e sensazioni negative in sella alla Ducati. Il piemontese ha perso il controllo dell’anteriore in curva 2, andando lungo e finendo fuori pista. È rientrato nel paddock a passo lento, visibilmente deluso. Poche ore prima aveva ammesso: “Mi sento umiliato da quello che sta succedendo”. Una frase dura, e la gara non gli ha dato modo di correggerla.
Bezzecchi fuori al primo giro: il sogno si ferma in curva 13
La gara di Marco Bezzecchi è durata meno di quanto serva, di solito, per capire il passo reale dei protagonisti. Il romagnolo era davanti, aveva preso il comando e stava guidando con decisione, cercando subito di allungare il gruppo. In quel momento, però, la sua Aprilia ha perso aderenza in curva 13, una delle parti più delicate del tracciato di Misano.
La caduta ha avuto un peso tecnico e psicologico. Bezzecchi arrivava al weekend con ambizioni alte, inserito nella lotta per le posizioni di vertice del Mondiale MotoGP, e una gara di casa poteva diventare un passaggio prezioso. Invece, la domenica si è chiusa senza punti. Solo allora, mentre i commissari recuperavano la moto, si è avuta la misura dell’occasione sfumata.
Nel box Aprilia, la reazione è stata composta, ma il dispiacere era evidente. Le immagini del pilota rientrato ai box hanno raccontato più di molte parole: testa bassa, passo rapido, poche spiegazioni immediate. Secondo le prime ricostruzioni dal tracciato, l’episodio è stato legato alla perdita di aderenza dell’anteriore nella fase iniziale della gara, quando gomme e ritmo non sono ancora del tutto stabilizzati. Succede. Ma qui pesava di più.
Bagnaia cade al sesto giro: weekend difficile per la Ducati numero 63
La caduta di Pecco Bagnaia ha confermato le difficoltà già emerse nei giorni precedenti. Il pilota della Ducati ufficiale non era riuscito a trovare continuità nel fine settimana di Misano, tra assetto, feeling sull’anteriore e un passo mai davvero convincente. La scivolata in curva 2, al sesto giro, è arrivata mentre cercava di restare agganciato alla gara, ma la moto non gli ha più dato il margine necessario.
Bagnaia è andato largo, ha perso il controllo e si è ritrovato nella ghiaia. Nessuna conseguenza fisica segnalata nell’immediato, ma l’effetto sportivo resta netto: un altro zero pesante in una fase in cui ogni punto può cambiare l’inerzia della stagione. Il rientro nel paddock, raccontato dalle immagini televisive, è stato silenzioso. Non servivano gesti.
La frase pronunciata prima della gara — “Mi sento umiliato da quello che sta succedendo” — fotografa il momento più del risultato. Bagnaia, due volte campione del mondo in MotoGP, non è abituato a vivere weekend così opachi davanti al pubblico italiano. Eppure il problema, almeno in questa fase, sembra andare oltre il singolo episodio: quando manca fiducia sull’anteriore, ogni ingresso curva diventa una trattativa continua. A Misano, quella trattativa si è interrotta troppo presto.
Mondiale MotoGP, due zeri che pesano davanti al pubblico italiano
Per Bezzecchi e Bagnaia, il GP di Misano lascia soprattutto punti persi e domande da portare nel box. Il primo aveva la possibilità di trasformare una partenza brillante in una gara di grande valore per la classifica; il secondo cercava almeno una reazione dopo prove e qualifiche complicate. Entrambi, invece, hanno chiuso senza arrivare al traguardo.
Nel linguaggio della MotoGP, una caduta può nascere da pochi centimetri: una frenata appena più aggressiva, una gomma non ancora nella finestra ideale, un ingresso curva interpretato al limite. Ma quando accade davanti al pubblico di casa, il peso cambia. Si vede nelle tribune, nei box, nei volti dei tecnici che osservano i monitor e poi abbassano lo sguardo. Misano sa essere calda, ma non perdona.
La stagione, naturalmente, non finisce qui. Per Aprilia e Ducati ci sarà tempo per analizzare dati, telemetrie e scelte di assetto, cercando di capire dove sia nato l’errore e come evitarne la replica. Per i piloti, però, la parte più difficile sarà mentale: voltare pagina, senza cancellare ciò che è successo. Perché gare così restano addosso. Anche quando il calendario corre già verso il prossimo appuntamento.








