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Alfa Romeo Giulietta Veloce TCR, 350 CV di adrenalina in pista

Vettura turismo da corsa rossa in accelerazione su circuito, ripresa laterale con sfondo mosso
Una turismo da corsa rossa durante un test in pista, immagine ideale per raccontare il ritorno della Giulietta Veloce TCR.

Al Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina, in provincia di Pavia, la Alfa Romeo Giulietta Veloce TCR è tornata in pista dopo la revisione completa curata da Alfa Delta, per uno shakedown tecnico in vista di un possibile impegno in una gara endurance di rilievo, con la vettura sviluppata da Romeo Ferraris per il mondiale Turismo.

Alfa Romeo Giulietta Veloce TCR, il ritorno in pista a Cervesina

La giornata sul tracciato pavese, 5.260 metri tra rettilinei, esse e staccate impegnative, ha riportato al centro della scena una delle ultime Giulietta Veloce TCR costruite dalla factory di Opera, nel Milanese. La vettura, passata prima dal campionato danese TCR tra il 2021 e il 2023, è stata acquistata insieme alla gemella dello stesso team e poi smontata, controllata e rimessa in condizioni gara da Alfa Delta.

Il progetto Alfa Romeo Giulietta TCR era nato nel 2015 su iniziativa di Romeo Ferraris, con il benestare della Casa e del promoter WSC. All’inizio, raccontano i tecnici, il limite era chiaro: il motore da 1.742 cc doveva vedersela con i 2.0 litri della concorrenza, e quando si cercava prestazione pura l’affidabilità diventava un tema. Poi, solo allora, arrivò la versione Veloce.

Dalla prima TCR alla Veloce: vittorie, podi e il titolo WTCR Trophy

Il salto di qualità è arrivato nel 2018, quando la Giulietta Veloce TCR ha iniziato a raccogliere risultati nel FIA WTCR, il mondiale Turismo. Nel triennio successivo sono arrivati vittorie, podi, il titolo WTCR Trophy riservato ai team privati e, nel 2020, il terzo posto assoluto nella classifica piloti. Non poco, considerando il confronto con marchi come Hyundai, Honda, Cupra e Audi.

A compensare la cilindrata inferiore, gli organizzatori concessero alcune deroghe tecniche: interventi sugli alberi a camme, scarico differente e turbina maggiorata. “Senza quelle aperture sarebbe stato complicato stare davanti”, ha spiegato un tecnico vicino al progetto, ricordando il lavoro svolto al banco e in pista. La vettura provata a Cervesina monta gli ultimi aggiornamenti aerodinamici, sviluppa 350 Cv e pesa 1.110 kg in assetto gara.

Scocca alleggerita, aerodinamica rivista e sospensioni regolabili

La base della Giulietta è stata trasformata con un lavoro profondo sulla scocca: eliminati pannelli, supporti e componenti non necessari, la carrozzeria è stata sverniciata fino alla lamiera viva prima della risaldatura e dei rinforzi nei punti più sollecitati. La gabbia di sicurezza in cromo molibdeno, saldata in otto punti, collega pianale, montanti e duomi, aumentando la rigidità torsionale. Dentro, resta l’essenziale: sedile racing, cinture a sei punti, impianto di estinzione, volante con sgancio rapido e paddle.

Molti elementi sono in vetroresina o materiale composito: paraurti, parafanghi allargati, minigonne, splitter anteriore e ala posteriore regolabile. Proprio l’ala, abbassata sotto il profilo del tetto, è una delle soluzioni più riconoscibili della Giulietta Veloce TCR: meno resistenza all’avanzamento, più velocità sul dritto. Le sospensioni mantengono lo schema MacPherson davanti e Multilink dietro, ma con punti di attacco rivisti, uniball, barre antirollio regolabili e ammortizzatori Bilstein Racing, con opzione Ohlins.

L’impianto frenante usa doppie pompe AP Racing, dischi anteriori autoventilati da 378 mm con pinze a sei pistoncini e posteriori da 290 mm con pinze a due pistoncini. È disponibile anche l’ABS Bosch M5 racing, soluzione utile soprattutto nelle gare di durata, dove il degrado e la costanza sul passo contano quasi quanto il giro secco. In abitacolo, il display Life dialoga con la centralina e con l’acquisizione dati.

Motore da 350 Cv e test al Tazio Nuvolari: come va la Giulietta TCR

Il quattro cilindri turbo Alfa Romeo da 1.742 cc, alimentato a iniezione diretta, resta sigillato secondo regolamento TCR. Intercooler e radiatore maggiorati, aspirazione rivista, scarico racing catalizzato in acciaio inox e gestione elettronica LifeRacing F88Gdi4 completano il pacchetto. La potenza raggiunge il limite ammesso di 350 Cv a 7.200 giri, con coppia di 420 Nm a 5.000 giri; il cambio è un sequenziale a sei rapporti con attuatore pneumatico e paddle al volante.

In pista, la Giulietta Veloce TCR mostra subito un carattere netto. La posizione di guida è bassa, il parabrezza in policarbonato lascia una visuale pulita e la partenza non mette in difficoltà, grazie a una frizione gestibile. Poi, superati i 4.500 giri, il motore cambia passo: sale rapido, pieno, e invita a usare il cambio Sadev senza esitazioni. “È sincera, ti dice cosa sta facendo”, ha confidato chi l’ha guidata dopo i primi passaggi.

Nelle staccate più decise del Tazio Nuvolari, la frenata resta stabile e precisa, anche forzando l’ingresso nei tornanti. Solo insistendo oltre il dovuto compare un accenno di bloccaggio della ruota anteriore interna, comportamento prevedibile su una Turismo a trazione anteriore. L’avantreno entra con precisione, il posteriore accompagna la rotazione con un sovrasterzo leggero, mai scomposto. E nei cambi di direzione, lì, la vettura conferma perché questa Alfa Romeo da corsa sia ancora considerata una base credibile per un nuovo programma endurance.

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