La MotoGP riparte ad Aragon nel weekend dopo la pausa estiva, con Jorge Martin leader del Mondiale, Marco Bezzecchi ancora non al meglio fisicamente e Marc Marquez atteso su una pista, il MotorLand, dove ha spesso costruito una parte importante della sua stagione. Il ritorno in pista arriva mentre il mercato piloti ha ormai definito quasi tutta la griglia 2027, con l’ufficialità di Enea Bastianini in Aprilia Trackhouse e pochi tasselli ancora da sistemare.
MotoGP 2027, la griglia prende forma tra Ducati-Spagna e Aprilia-Italia
Con l’annuncio di Enea Bastianini alla Aprilia Trackhouse, il quadro della MotoGP 2027 è vicino alla chiusura. Restano da formalizzare alcuni passaggi, a partire dal futuro di Luca Marini in Ktm Tech3, mentre in casa Honda va chiarito il destino di David Alonso e Diogo Moreira: uno dovrebbe trovare spazio nel team ufficiale, l’altro nel box di Lucio Cecchinello, secondo le ricostruzioni circolate nel paddock.
La tendenza, però, è già leggibile. Il prossimo campionato avrà il profilo di un confronto molto marcato tra Ducati-Spagna e Aprilia-Italia, non soltanto per le coppie dei team ufficiali. A Borgo Panigale correranno Marc Marquez e Pedro Acosta, mentre a Noale la squadra sarà costruita su Marco Bezzecchi e Pecco Bagnaia. Una divisione netta, quasi geografica.
Tra i sei piloti Ducati, contando anche i team clienti, cinque saranno spagnoli. Nel team VR46 arriverà Fermin Aldeguer, primo straniero nella struttura di Valentino Rossi, accanto a Nicolò Bulega, unico italiano del gruppo. Da Gresini, invece, con Joan Mir, campione del mondo 2020 in arrivo dalla Honda, ci sarà Daniel Holgado, vicecampione Moto3 2024 e oggi tra i protagonisti della Moto2. Sul fronte Aprilia, Bastianini prenderà il posto di Ai Ogura nel team americano, dove resterà Raul Fernandez dopo settimane di valutazioni. Materiale per l’inverno, certo. Ma il disegno è ormai chiaro.
Aragon, Marc Marquez torna sulla pista amica
Adesso, però, conta di nuovo la pista. Dopo il passaggio di Silverstone, più un rientro a metà che una vera ripartenza, il Mondiale arriva ad Aragon, uno dei sei circuiti del calendario in senso antiorario. Sono tracciati che, per caratteristiche fisiche e tecniche, hanno spesso esaltato Marc Marquez.
Al MotorLand Aragon, Marquez ha vinto le ultime due edizioni e in MotoGP ha raccolto sette successi complessivi. Numeri pesanti, specie in una stagione in cui il suo rendimento ha alternato prove di forza a giornate più complesse. Al Sachsenring aveva messo in fila il gruppo con autorità, poi a Silverstone ha sofferto, e non poco.
“Il fisico non era a posto, ho rischiato di cadere, non avevo il controllo del braccio destro”, avrebbe spiegato dopo il gran premio britannico. Parole da leggere con cautela, perché nel paddock è noto come Marquez tenda spesso a proteggere moto e squadra, assumendosi anche responsabilità non interamente sue. Non cerca alibi, quasi mai. E in un ambiente dove reclami e tensioni non mancano, questo atteggiamento pesa.
Jorge Martin leader, la costanza che vale la vetta
Il Mondiale riparte con Jorge Martin davanti a tutti in classifica. Una posizione costruita non soltanto sulla velocità pura, ma anche su una regolarità che, per un pilota dal carattere istintivo, non era scontata. Martin è in testa con una sola vittoria all’attivo, dettaglio che racconta molto del suo campionato: pochi strappi, tanti punti, qualche rischio tenuto a bada.
Il parallelo con il passato viene naturale. Due anni fa aveva conquistato il titolo con tre vittorie e dieci secondi posti, contro le undici affermazioni di Pecco Bagnaia. Anche questa volta sembra correre con una gestione più fredda di quanto suggerisca il suo temperamento. Eppure il ricordo delle sei cadute nel weekend del Montmelò resta lì, come promemoria.
Martin, in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport, ha spiegato di gradire molto la fase extraeuropea della stagione. “Amo le gare fuori dall’Europa perché si rimane fuori: mi piace rompere la routine, allenarmi in posti insoliti. Normalmente mi aiuta a restare concentrato”, ha detto. Il calendario, con Giappone, Indonesia, poi Australia, Malesia e il nodo Qatar ancora da sciogliere per le tensioni nel Golfo Persico, potrebbe quindi giocare a suo favore. Gli avversari lo sanno. E ad Aragon dovranno già tenerne conto.
Bezzecchi stringe i denti: spalla meglio, ginocchio ancora dolorante
Alle spalle di Martin c’è Marco Bezzecchi, risalito al secondo posto dopo la prova di Silverstone, a 31 punti dal compagno di squadra in Aprilia. Il margine non è piccolo, ma nemmeno chiude il discorso. Il punto, per il pilota romagnolo, resta la condizione fisica.
Lunedì 24 agosto Bezzecchi è stato a Misano per il Project Apex di Dainese, una giornata di test legata alle novità tecniche della casa veneta e di Agv. Ha girato con una Aprilia Rsv4, moto stradale e quindi lontana dalle sensazioni di una MotoGP, ma utile per sciogliersi e misurare lo stato degli acciacchi. “La spalla è migliorata”, ha spiegato. Poi ha ammesso il problema vero: “Il ginocchio mi fa ancora tribolare”.
Ad Aragon, dunque, Bezzecchi non sarà al 100%. E il tracciato spagnolo, per sua stessa storia, non è tra quelli dove ha raccolto di più in MotoGP: il miglior risultato resta un settimo posto, anche se in Moto3 era riuscito a salire fino al secondo gradino del podio. Servirà pazienza, e servirà soffrire. A Silverstone, del resto, ha già mostrato di saperlo fare meglio di molti altri.








