Pandemia Coronavirus: i servizi segreti Usa sapevano. Lo sapeva anche l’Italia?

Stando a quanto riportato dal Washington Post, Trump sapeva della possibile pandemia da Coronavirus da gennaio, mentre Fox News ha accusato l’Italia di saperlo già da fine 2019.

Pandemia Coronavirus
Giuseppe Conte (Getty Images)

Il Washington Post ha riportato la notizia secondo cui i servizi segreti Usa avrebbero avvisato Trump della possibile pandemia da Coronavirus da gennaio, mentre Fox News aveva recentemente accusato l’Italia di esserne venuta a conoscenza pochi giorni dopo l’inizio dell’epidemia in Cina a fine 2019. Più nel dettaglio, l’articolo dell’emittente statunitense aveva citato un “esperto della sicurezza a Roma” rimasto anonimo che aveva allertato il governo italiano circa la pericolosità del virus. Tuttavia, tale notizia era stata smentita dai vertici dello Stato, mentre quella su Trump rimane ancora ambigua. Infatti, il giornale di Jeff Bezos accusa il Tycoon di non aver fatto nulla pur sapendolo con due mesi di anticipo. Accusa a cui non è esente neanche l’amministrazione, dato che anche alcuni membri ne erano a conoscenza, e che, nonostante ciò, non sono riusciti ad imporre provvedimenti da prendere.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE >>> Coronavirus, cosa prevede il nuovo decreto del Governo: chiuse altre attività

Pandemia Coronavirus: la portavoce di Trump sull’articolo “disgustoso, deprecabile, una disgrazia”

Pandemia Coronavirus
Donald Trump (Getty Images)

La domanda sorge spontanea: Trump sapeva davvero della possibile pandemia da Coronavirus già da gennaio? Per ora è giunta solamente la dichiarazione di una portavoce, Hogan Gidley, che ha così commentato l’articolo del Washington Post: “disgustoso, deprecabile, una disgrazia”. Inoltre, si saprebbero anche i nomi dell’amministrazione che avrebbero provato a parlarne con il Tycoon. In particolare, si tratterebbero del segretario alla Salute e ai Servizi umani Alex Azar, il direttore del Consiglio per la politica interna Joe Grogan e il capo dello Staff Mick Mulvaney. Tuttavia, il report preso in considerazione non tratta degli Usa, bensì dei vertici cinesi che stavano minimizzando la rilevanza del virus. Tutto questo rende un po’ più verosimile l’ipotesi di uno scambio di informazioni tra servizi segreti americani e italiani, considerando il fatto che si tratta di una pratica piuttosto usuale tra gli 007. Però, bisogna ricordare che la sede di Piazza Dante ha smentito la notizia categoricamente.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Coronavirus, la mappa dei contagi aggiornata al 21 marzo