Auto a guida autonoma, i punti critici scoperti da alcuni ricercatori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:01

Dei ricercatori dell’Università Ben-Gurion del Negev, Israele, hanno dimostrato come la guida autonoma possegga ancora dei limiti.

Phantom off the Adas
Una fase della ricerca “Phantom off the Adas” (screenshot)

Uno dei passi in avanti della tecnologia legata all’automotive, è sicuramente la guida autonoma. Sono diversi i veicoli dotati di tale funzionalità in fase di sperimentazione. La guida autonoma, però, pare avere dei limiti che potrebbero inficiarne l’affidabilità. Alcuni esperti dell’Università Ben-Gurion del Negev avrebbero, difatti, scoperto che basterebbe proiettare dei segnali stradali falsi davanti ai veicoli a guida autonoma per indurre quest’ultimi a compiere azioni non consone, come sterzare bruscamente o fermarsi improvvisamente.

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Guida autonoma ingannata da cartelli pubblicitari: lo studio dell’Università Ben-Gurion

Una ricerca dell’Università Ben-Gurion del Negev, in Israele, ha evidenziato come esisterebbe un “metodo” per ingannare la guida autonoma dei veicoli. Secondo lo studio degli esperti, questa funzionalità potrebbe essere compromessa proiettando dei falsi cartelli stradali su quelli che potenzialmente potrebbero essere dei cartelli pubblicitari. L’analisi è stata pubblicata in un documento di ricerca “Phantom of the ADAS“, pubblicato su IACR.org, al quale è stato allegato un video che mostra i risultati della ricerca.

Nel dettaglio i ricercatori hanno eseguito delle prove su delle auto equipaggiate con Autopilot dell’azienda Tesla e con MobileEye. Davanti alle vetture è stato posizionato uno schermo con uno spot pubblicitario, durante il quale sull’angolo in alto veniva proiettato un segnale stradale. Riconosciuto il segnale, i veicoli attuavano le azioni che avrebbero dovuto mettere in atto in presenza di un vero segnale, come ad esempio sterzare o fermarsi.

Secondo quanto affermato dal team di ricerca, per ingannare l’Autopilot di Telsa è bastato un segnale di stop fantasma di 0,42 secondi, mentre per MobileEye un segnale della durata di 1/8 di secondo. Oltre ai cartelli stradali, gli esperti avrebbero anche riprodotto delle immagini 2D di finti pedoni davanti all’auto che anche in questo caso ha agito di conseguenza.

Ma l’Ateneo israeliano non è il primo ad indagare sull’argomento, tant’è che il suo stesso studio è basato su dati empirici in precedenza estrapolati da altri. Nello specifico vengono utilizzati modelli che sfruttavano dei flash ritraenti sagome umane. La vera scoperta dell’Università Ben Gurion è quella riguardante un’influenza sulla guida autonoma che potrebbero avere i cartelloni pubblicitari. Questi ultimi, infatti, facilmente accessibili potrebbero essere “corrotti” da malviventi che, al fine di arrecare danni alla comunità, sarebbero nella facoltà di generare il caos all’interno dei centri urbani causando incidenti, ad esempio.

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