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Formula 1, Michael Andretti va avanti: “Lo scetticismo non mi tocca”

Michael Andretti va avanti con la candidatura in Formula 1 e risponde alle critiche: "Lo scetticismo non mi tocca". Tutti i dettagli sul progetto da 300 milioni di dollari e lo scontro con la Haas.

Michael Andretti
Michael Andretti, amministratore delegato della Andretti Motorsport (Foto ANSA)

Michael Andretti, amministratore delegato della scuderia che ha presentato una candidatura per entrare nel Mondiale di Formula 1, è tornato sull’argomento con parole nette: “Lo scetticismo non mi tocca.” Una dichiarazione che sintetizza la determinazione dell’imprenditore americano di fronte alle resistenze del paddock.

La notizia dell’offerta di Michael Andretti a FIA e Formula 1 per entrare nel consorzio del campionato continua a suscitare molte discussioni. Con una franchigia da 200 milioni di dollari sul tavolo e un progetto industriale solido alle spalle, la Andretti Motorsport non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro, nonostante le perplessità di alcuni team già presenti nel circus.

Michael Andretti

Michael Andretti, amministratore delegato della Andretti Motorsport (Foto ANSA)

La proposta della scuderia americana è stata recepita dalla FIA, che dovrà valutare coperture economiche e fattibilità del progetto. Un processo rigoroso ma, nelle parole dello stesso Andretti, tutt’altro che interminabile.

La Andretti in Formula 1: il progetto e le cifre

La candidatura della Andretti Motorsport per entrare nel Mondiale di Formula 1 non è un’operazione improvvisata. Sul tavolo ci sono numeri precisi: 200 milioni di dollari per la franchigia e altri 100 milioni destinati ai primi investimenti operativi. Un pacchetto finanziario che, secondo lo stesso Michael Andretti, dimostra la serietà dell’intero progetto.

La visione è chiara: una scuderia americana, con capitali americani e — ambizione dichiarata — un pilota americano al volante. Un posizionamento che punta a colmare un vuoto identitario nella griglia di partenza della F1, sempre più attraente per il pubblico statunitense grazie anche al successo della serie Netflix Drive to Survive e all’arrivo di nuovi Gran Premi negli Stati Uniti.

La proposta della Andretti dovrà essere analizzata dalla FIA entro tempi relativamente brevi: accolta o rigettata, una risposta è attesa. Ma se è per questo c’è anche chi in Formula 1 non si è mostrato particolarmente entusiasta della decisione di Andretti di entrare in gioco.

“Lo scetticismo non mi tocca”: Andretti risponde alle critiche

Michael Andretti, figlio del leggendario e Hall of Famer Mario, e amministratore delegato della scuderia che sta investendo in Nascar, Indy, Extreme E e in molti altri campionati, ne ha parlato a St. Petersburg, in occasione dell’esordio del campionato Indy.

“Non capisco tutto questo scetticismo intorno a noi – ha dichiarato Michael Andretti – sapevo che non sarebbe stato uno scherzo e che le procedure sarebbero state lunghe e piene di discussioni. Ma voglio che sia molto chiaro che la nostra proposta è seria, chiara ed economicamente forte”.

Parole che suonano come una risposta diretta a chi, nel paddock, ha guardato con diffidenza all’ingresso di un undicesimo team. La posizione di Andretti è netta: lo scetticismo non lo tocca, e la candidatura va avanti senza esitazioni.

Michael Andretti

Michael Andretti accanto alla vettura di Alonso nella Indy500 (Foto ANSA)

Andretti ha anticipato quelli che sono i tempi della sua candidatura: “Ci dicono che i tempi saranno lunghi – spiega l’amministratore delegato – ma io mi aspetto una valutazione già dal mese prossimo. Abbiamo un fondo che garantisce non solo i 200 milioni di dollari di franchigia, ma anche 100 milioni per i primi investimenti. Vogliamo una scuderia americana, con capitali americani e un pilota americano”.

Polemiche con la Haas: lo scontro tra scuderie americane

In modo particolare la Haas mal sopporta l’idea della competizione con un’altra scuderia a stelle e strisce. Ma anche Toto Wolff ha dichiarato di attendere di capire quali potrebbero essere i benefici concreti dell’ingresso della Andretti nel circus.

Una frecciata nemmeno troppo leggera alla Haas, finanziata da un colosso russo dell’estrazione mineraria che, a seguito del conflitto in Ucraina, ha dovuto cancellare il brand dalla livrea della propria vettura. Un dettaglio che Andretti non ha mancato di sottolineare, rimarcando la differenza di posizionamento tra le due realtà.

Andretti ha anche attaccato direttamente la Haas e il suo proprietario, Gene Haas: “Gli ho chiesto di vendere almeno cinque o sei volte. Non ne vuole sapere. A questo punto meglio fare da soli…”

Perché l’ingresso di Andretti in F1 divide il paddock

La questione non è solo sportiva: è economica. Un undicesimo team in griglia significa redistribuire i proventi del Patto della Concordia tra più soggetti, riducendo la quota spettante a ciascuna scuderia già presente. È questo il vero motivo della resistenza di molti team, al di là delle dichiarazioni ufficiali sulla competitività o sulla solidità del progetto Andretti.

Dal punto di vista della FIA, invece, l’arrivo di un nuovo costruttore con radici profonde nel motorsport mondiale — la famiglia Andretti è sinonimo di corse da decenni — rappresenta un’opportunità di crescita per il campionato, soprattutto in chiave nordamericana. Il mercato statunitense è oggi uno dei più appetibili per la Formula 1, e avere una scuderia americana in griglia rafforzerebbe ulteriormente questo legame.

La partita, insomma, è aperta. E Michael Andretti ha già fatto capire che non ha intenzione di abbandonarla.

FAQ: Michael Andretti e la Formula 1

Quanti soldi ha offerto Andretti per entrare in Formula 1?
La scuderia Andretti Motorsport ha messo sul tavolo 200 milioni di dollari per la franchigia di ingresso, più altri 100 milioni destinati ai primi investimenti operativi.
Perché alcuni team di F1 sono contrari all’ingresso di Andretti?
L’arrivo di un undicesimo team comporterebbe una redistribuzione dei proventi del Patto della Concordia, riducendo la quota di ciascuna scuderia già presente. La Haas, in particolare, teme la concorrenza di un’altra realtà americana.
Cosa ha detto Michael Andretti sullo scetticismo nei suoi confronti?
Andretti ha dichiarato: “Non capisco tutto questo scetticismo intorno a noi. La nostra proposta è seria, chiara ed economicamente forte.” Ha aggiunto che lo scetticismo non lo tocca e che la candidatura va avanti.
Chi è Michael Andretti?
È il figlio del leggendario pilota Mario Andretti, campione del mondo di Formula 1, e amministratore delegato della Andretti Motorsport, scuderia attiva in Nascar, IndyCar, Extreme E e altri campionati internazionali.
Andretti vuole acquistare la Haas?
Sì, Andretti ha rivelato di aver chiesto al proprietario Gene Haas di vendere la scuderia almeno cinque o sei volte, senza successo. Da qui la decisione di procedere con una candidatura autonoma.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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