Ferrari, l’ex campione non le manda a dire: c’è una scelta che non condivide, e Nico Rosberg la spiega senza mezzi termini. Il campione del mondo 2016 ha puntato il dito contro la mancanza di continuità nella gestione tecnica della Scuderia, un tema che resta attualissimo nel dibattito sulla competitività del Cavallino Rampante in Formula 1.
La Ferrari attraversa da anni una fase di profonda riflessione interna, e il caso dell’addio di Mattia Binotto alla carica di team principal ha riacceso il dibattito su come Maranello gestisca le proprie risorse umane ai vertici. Binotto si era dimesso dopo una stagione in cui le critiche si erano moltiplicate, avendo percepito di non godere più della piena fiducia dei vertici aziendali.
Mattia Binotto (Ansa Foto)
L’ingegnere italiano ha certamente commesso qualche errore, ma il fatto che non fosse già stato individuato un rimpiazzo al momento dell’addio ha evidenziato una fase di grande incertezza nella struttura organizzativa del team. Il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Benedetto Vigna si sono trovati a dover fare valutazioni complesse per arrivare a una decisione condivisa.
Diversi nomi erano circolati con insistenza, ma nessuno convinceva pienamente. Il rischio concreto era quello di una scelta di ripiego: tutti i team principal più autorevoli della F1 moderna erano saldamente ancorati alle rispettive squadre. I sondaggi esplorativi per Christian Horner della Red Bull e Andrea Seidl della McLaren non avevano prodotto risultati.
Ferrari, l’ex campione non le manda a dire: Rosberg boccia la scelta di cambiare
Nico Rosberg, campione del mondo di Formula 1, è uno degli osservatori più lucidi e diretti del paddock. In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex pilota tedesco ha risposto senza filtri alla domanda sul cambio di team principal in Ferrari, e la sua posizione è netta: «Non so se sia giusto cambiare. Ma so che in Formula 1 la continuità è un valore. So che Mercedes e Red Bull non cambiano la maggior parte delle persone chiave da dieci anni e più. Ed è quello che manca alla Ferrari».
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Nico Rosberg (Ansa Foto)
La continuità come valore: il modello Red Bull e Mercedes secondo Rosberg
Il punto sollevato da Rosberg è tutt’altro che banale. Mercedes e Red Bull hanno costruito le loro ere dominanti proprio sulla stabilità delle figure chiave: lo stesso Rosberg ha vinto il titolo in un ambiente tecnico rodato e coeso. Applicare questa logica alla Ferrari significa riconoscere che ogni cambio ai vertici comporta mesi, se non anni, di riassestamento interno — un lusso che una squadra che vuole vincere non può permettersi con frequenza.
L’ex pilota ritiene che la scuderia di Maranello avrebbe dovuto puntare maggiormente sulla continuità, considerando anche la complessità intrinseca del ruolo: «Il lavoro di team principal è uno dei più complicati al mondo. Sarà dura, perché non è che ci sia tanta gente all’altezza sul mercato. In Ferrari quel ruolo è ancora più complicato perché c’è una pressione incredibile. Vedremo che soluzione troveranno».
Ferrari o Red Bull? La scelta di Rosberg è rivelatrice
Alla domanda su quale squadra sceglierebbe per correre, Rosberg non ha esitato: «La Red Bull — afferma — per stare sul sicuro. Oppure la Ferrari, perché mi è mancata e ha un fascino unico, ma non per sperare di vincere». Una risposta che la dice lunga su come l’ex campione percepisca il gap attuale tra Maranello e i top team della griglia.
Ferrari: la scelta che Rosberg non condivide e le sue implicazioni future
Rosberg nutre seri dubbi sulla direzione intrapresa dalla Ferrari e non è convinto che la Scuderia stia prendendo le decisioni giuste per tornare a vincere in Formula 1. La scelta di cambiare team principal — questa è la scelta che l’ex campione non condivide — rischia di innescare un effetto domino: nuovi assetti, nuove gerarchie interne, nuovi tempi di adattamento. Tutto mentre i rivali continuano a sviluppare le proprie monoposto senza interruzioni.
Per Elkann e Vigna la sfida è dunque duplice: trovare il profilo giusto per guidare il team e, soprattutto, garantire che la nuova gestione abbia il tempo e la stabilità necessari per costruire qualcosa di solido. Serve una svolta chiara, che non rischi di causare altri ribaltoni a breve-medio termine. Il giudizio di Rosberg, autorevole e diretto, è un monito che Maranello farebbe bene a non ignorare.
FAQ: Ferrari e il caso Binotto secondo Rosberg
- Perché Nico Rosberg critica la Ferrari?
- Rosberg non condivide la scelta di cambiare team principal, ritenendo che la continuità nelle figure chiave sia un valore fondamentale in Formula 1, come dimostrano i successi pluriennali di Mercedes e Red Bull.
- Cosa ha detto Rosberg sulla difficoltà del ruolo di team principal in Ferrari?
- L’ex campione ha definito il ruolo di team principal «uno dei più complicati al mondo», sottolineando che in Ferrari la pressione è ancora più intensa e che non esistono molti candidati all’altezza sul mercato.
- Rosberg pensa che la Ferrari possa tornare a vincere?
- Rosberg nutre dubbi sulla competitività attuale della Scuderia: alla domanda su quale team sceglierebbe, ha indicato la Red Bull «per stare sul sicuro», aggiungendo che la Ferrari ha fascino ma non offre garanzie di vittoria.
- Qual è la lezione che la Ferrari dovrebbe trarre secondo Rosberg?
- Investire nella stabilità organizzativa, evitare cambi frequenti ai vertici e costruire un progetto tecnico e manageriale di lungo periodo, sul modello delle squadre che dominano il Mondiale da anni.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








