Lewis Hamilton arrabbiato con la FIA: c’è un motivo ben preciso, e il sette volte campione del mondo non ha usato mezzi termini per farlo sapere al mondo intero.
Lewis Hamilton è in Formula 1 per vincere e godersi le gare, ma non solo. Ritiene fondamentale utilizzare uno sport così mediatico per trasmettere messaggi importanti su temi come i diritti civili e la lotta alle discriminazioni. Il razzismo è qualcosa che ha vissuto in maniera diretta ed è un argomento al quale è profondamente sensibile: vorrebbe che la F1 fosse impegnata maggiormente nel lanciare messaggi positivi, senza limitarsi a sport e business.
Lewis Hamilton, pilota Ferrari F1 – Automotorinews.it
Il provvedimento FIA che ha fatto infuriare Hamilton
Il motivo preciso per cui Lewis Hamilton è arrabbiato con la FIA riguarda una norma introdotta dalla Federazione Internazionale dell’Automobile: il divieto di diffondere ed esibire commenti o simboli di stampo politico, religioso e personale senza la preventiva approvazione della stessa FIA. L’obiettivo dichiarato è preservare il principio generale di neutralità dello sport. Un principio che, secondo Hamilton, si traduce in un bavaglio inaccettabile per i piloti.
La misura ha colpito in modo particolare il pilota britannico, che negli ultimi anni — insieme a Sebastian Vettel — è stato tra i più attivi nel portare messaggi di sensibilizzazione sui circuiti di tutto il mondo: dal sostegno al movimento Black Lives Matter alle iniziative LGBTQ+, fino alle campagne contro le discriminazioni di genere.
Lewis Hamilton contro la FIA: le dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni
La decisione presa trova Hamilton profondamente contrario. Intervistato dal New York Times, il pilota si è esposto con una chiarezza disarmante: “Il 2020 ha avuto un grande impatto personale. Mi sento in grado di alzarmi e parlare apertamente di qualsiasi problema. So che le cose vanno sempre dette e fatte, perché molte persone stanno soffrendo“.
Lewis Hamilton – Automotorinews.it
Hamilton è stato durissimo nei confronti della Federazione Internazionale, guidata dal presidente emiratino Mohammed Ben Sulayem: “Se non posso difendere i diritti umani e non posso continuare con quello che ho fatto in questi anni, preferirei non correre più“.
Parole che pesano come macigni, soprattutto considerando il profilo globale del pilota. Lewis ritiene sbagliato mettere il bavaglio ai piloti, che possono sfruttare il grande eco mediatico della F1 per trasmettere messaggi che vanno ben oltre lo sport: “Ci sono ancora molti ostacoli da superare. Si spera che non sarà così ancora per molto, ma è triste vedere che certe cose esistono oggi. Se non posso parlare con le persone, se non posso parlare di questi temi delicati… Non ci saranno gli effetti che dovrebbero esserci“.
La posizione della FIA e le possibili conseguenze
L’opinione del sette volte campione del mondo di Formula 1 è netta e non ammette compromessi. La FIA, però, non sembra intenzionata a fare passi indietro: la norma è parte integrante del Codice Sportivo Internazionale e la sua violazione potrebbe comportare sanzioni disciplinari. Bisognerà vedere se, nei prossimi weekend di gara, Hamilton deciderà comunque di andare contro il provvedimento, trasformando ogni Gran Premio in un potenziale terreno di scontro istituzionale.
Il braccio di ferro tra il pilota più titolato della storia della F1 e la Federazione è destinato a tenere banco: da un lato la libertà di espressione e l’attivismo sociale, dall’altro le regole di uno sport che vuole presentarsi come neutrale su scala globale. Una tensione che, al momento, non trova soluzione.
FAQ: Lewis Hamilton e la FIA
Perché Lewis Hamilton è arrabbiato con la FIA?
Hamilton è in aperto disaccordo con la FIA per via del divieto di esprimere messaggi politici, religiosi o personali durante i weekend di gara senza la preventiva approvazione della Federazione. Il pilota ritiene che questa norma limiti la libertà di espressione e impedisca ai piloti di sensibilizzare il pubblico su temi cruciali come i diritti umani e la lotta al razzismo.
Cosa rischia Hamilton se viola la norma FIA?
Una violazione del Codice Sportivo Internazionale può comportare sanzioni disciplinari, che vanno dall’ammonizione fino a penalità più severe. La FIA ha il potere di applicare misure progressive in caso di infrazioni ripetute.
Hamilton ha minacciato di ritirarsi dalla F1?
Sì. In un’intervista al New York Times, Hamilton ha dichiarato che, se non potrà continuare a difendere i diritti umani come ha fatto negli anni precedenti, preferirebbe non correre più. Una presa di posizione forte, che sottolinea quanto il tema sia centrale nella sua identità anche al di fuori del mondo delle corse.
Chi altri si è opposto alla norma FIA?
Sebastian Vettel è stato, insieme a Hamilton, uno dei piloti più attivi nell’esprimere messaggi sociali e politici in pista. Anche altri driver hanno manifestato perplessità nei confronti della norma, che viene percepita da molti come un tentativo di silenziare le voci critiche all’interno del paddock.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








