Cashback, 62 operazioni al distribuzione di benzina: il tempo è da record

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:08

Un automobilista effettua 62 operazioni al distributore di benzina per il Super Cashback: tempo da record

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Un distributore di benzina (Getty Images)

Il Cashback, dopo la prova superata di dicembre, è entrato a pieno diritto in questo 2021. Ed il sistema di “rimborso” per le cifre spese, sta letteralmente dando alla testa gli italiani tutti, automobilisti compresi.

Sono sempre più i cosiddetti “furbetti” del Cashback che sfruttano un vuoto nella normativa per un vantaggio. Si tratta della possibilità di ottenere il “Super Casback“, ovvero un rimborso di 1.500 euro per i primi 100.000 che effettueranno più transazioni possibili con bancomat o carte, al netto degli importi spesi. Ammessi, quindi, anche acquisti dell’importo di un euro.

Ed a Caraglio, come riporta La Stampa, un automobilista ha pensato bene di salire in classifica direttamente al distributore di benzina. In 55 minuti, il protagonista della vicenda ha effettuato addirittura 62 operazioni, per un totale di 6,51 euro. Al mattino, il titolare della pompa di benzina, trovatosi di fronte uno scontrino di circa tre metri ed un importo esiguo, ha avvertito i carabinieri. Risultato? Nessun provvedimento perché nessuna violazione di normativa, tutto in regola.

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Cashback, la protesta del sindacato dei benzinai

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Un distributore di benzina (Getty Images)

Non è certo la prima volta che si verificano casi simili nei distributori di benzina, proprio per sfruttare il buco normativo ed “approfittare” del Super Cash Back.

All’Agenzia delle Entrate ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze abbiamo chiesto delle correzioni alla normativa – le parole del segretario nazionale Fegica Cisl Alessandro Zavalloni. Tante le segnalazioni ricevute ed abbiamo un’idea su come intervenire: il divieto, nello stesso negozio, di più operazioni in breve tempo. E’ un problema che riguarda gli esercizi commerciali in toto, non solo i benzinai” ha continuato.

Serve un limite – ha proseguito Zavalloni – perché attualmente è possibile realizzare con bassi importi le operazioni. Tutti i casi si sono verificati di notte oppure in pausa pranzo, con le stazioni di servizio chiuse. Decida il Ministero – ha concluso il segretario – le modalità“.