Bugatti ha presentato oggi, 2 luglio 2026, a Molsheim, in Alsazia, la W16 Mistral Blanc Éternel, esemplare unico nato dal reparto Sur Mesure per celebrare l’addio al motore 8.0 W16 quadriturbo e rendere omaggio alla tradizione artigianale del marchio francese, con una personalizzazione che richiama la celebre Veyron L’Or Blanc del 2011.
Bugatti W16 Mistral Blanc Éternel, l’ultima one-off del reparto Sur Mesure
Il progetto della Bugatti W16 Mistral Blanc Éternel nasce dentro il programma Sur Mesure, la divisione che si occupa delle personalizzazioni più complesse richieste dai clienti del marchio. Non una semplice combinazione di colori, dunque, ma un lavoro costruito attorno a un’idea precisa: trasformare la roadster W16 Mistral in un pezzo unico, con riferimenti diretti alla storia recente della Casa.
Il punto di partenza, come ha spiegato Bugatti nella presentazione del modello, è la Veyron Grand Sport L’Or Blanc, realizzata nel 2011 insieme alla manifattura tedesca Königliche Porzellan-Manufaktur Berlin, nota come KPM. Quell’auto introdusse la porcellana in un contesto automobilistico di altissima gamma, tanto da essere ricordata ancora oggi come “l’auto di porcellana”. Quindici anni dopo, il tema torna, ma con un linguaggio diverso. Più grafico. Più essenziale.
Porcellana KPM e linee nere disegnate a mano sulla carrozzeria
Sulla Blanc Éternel la carrozzeria bianca è attraversata da sottili linee nere realizzate a mano, applicate dagli artigiani nello stabilimento di Molsheim. Seguono i volumi della vettura, scivolano sui passaruota, tagliano le superfici laterali e accompagnano la coda, creando un effetto che ricorda uno schizzo tecnico portato su scala reale. Da vicino, raccontano alla Bugatti, si percepisce la mano dell’uomo: piccole variazioni, passaggi calibrati, nessuna replica possibile.
La porcellana KPM, definita dalla Casa il proprio “oro bianco”, è stata utilizzata per diversi dettagli esterni e funzionali. Tra questi figurano il logo Bugatti nella parte posteriore, alcuni inserti del vano motore, i tappi per il rifornimento dell’olio e del carburante. Sono elementi piccoli, certo, ma collocati in punti dove il materiale dialoga con metallo, fibra di carbonio e pelle. Un contrasto voluto, quasi dichiarato.
Interni bianchi, inserti in porcellana e dettagli da atelier
La stessa lavorazione continua nell’abitacolo della Bugatti W16 Mistral Blanc Éternel, dove la pelle bianca riprende il motivo delle linee nere già visto sulla carrozzeria. Il tratto corre sui sedili e sui rivestimenti, senza occupare tutta la scena. In mezzo, la porcellana torna sulle griglie degli altoparlanti, sulla console centrale, sugli interruttori dei finestrini e sulla leva del cambio.
Il risultato, più che l’interno di una hypercar da pista, richiama un ambiente da atelier. Non mancano però i comandi essenziali della W16 Mistral, che resta una vettura scoperta progettata attorno a prestazioni estreme. Bugatti, nel descrivere il lavoro, ha insistito sul rapporto tra artigianato e ingegneria: “Ogni dettaglio è stato pensato per dialogare con la forma dell’auto”, ha fatto sapere il marchio. Una frase da comunicato, forse, ma il senso è chiaro.
L’addio al motore W16 prima della nuova Bugatti Tourbillon
La Blanc Éternel ha un peso simbolico anche per un altro motivo: celebra uno degli ultimi capitoli del motore 8.0 W16 quadriturbo, l’unità che ha accompagnato Bugatti dalla Veyron alla Chiron, fino alla W16 Mistral. La roadster è infatti l’ultima Bugatti di serie equipaggiata con questo propulsore da 1.600 CV, capace — secondo i dati dichiarati dalla Casa — di superare i 450 km/h e di conquistare il primato di roadster più veloce al mondo.
Il futuro, ormai, porta il nome Bugatti Tourbillon. La nuova hypercar inaugurerà una fase diversa, con un V16 aspirato sviluppato con Cosworth affiancato da tre motori elettrici, per una potenza complessiva dichiarata di 1.800 CV. Prima del passaggio definitivo, però, Bugatti ha scelto di salutare il W16 con un esercizio di stile e manifattura: la W16 Mistral Blanc Éternel non è destinata alla produzione in serie, ma a restare un esemplare unico, nato per chiudere una stagione tecnica e aprirne un’altra.








