Moto GP

Qatar a rischio cancellazione: cosa cambia nella corsa al mondiale

Pit lane vuota con casse e gomme accatastate davanti a un circuito nel deserto illuminato dai riflettori al crepuscolo
Il circuito illuminato al crepuscolo e il paddock vuoto richiamano l’incertezza sul GP del Qatar a Lusail.

Il GP del Qatar di MotoGP, fissato per l’8 novembre a Lusail, resta in dubbio a causa della tensione in Medio Oriente e della complessità logistica nel Golfo Persico, mentre Dorna e gli organizzatori valutano se confermare la gara, spostarla altrove o cancellarla dal calendario, una scelta che peserebbe sulla corsa al titolo con una classifica raccolta in pochi punti.

MotoGP, Lusail resta in bilico: la priorità è correre in Qatar

La parola cancellazione, nel paddock, circola a bassa voce. Nessuno la pronuncia come scenario principale, ma il Gran Premio del Qatar è diventato uno dei dossier più delicati sul tavolo della MotoGP. La gara, già riprogrammata per l’8 novembre, dovrebbe disputarsi sul circuito di Lusail, alle porte di Doha, ma la situazione nell’area del Golfo Persico impone prudenza.

La linea ufficiale resta quella della conferma. Carlos Ezpeleta, direttore sportivo della MotoGP, ha spiegato che l’obiettivo è “correre in Qatar”, lasciando però aperto un margine di valutazione. Poi la frase che, più di altre, ha fatto discutere: “Dal punto di vista commerciale, una stagione con 21 eventi invece di 22 è chiaramente sufficiente”. Non un annuncio, certo. Ma un segnale.

Il problema non è solo sportivo. Spostare uomini, moto, materiale tecnico, hospitality e forniture richiede settimane di lavoro, permessi, rotte aeree, assicurazioni e garanzie di sicurezza. In tempi normali è una macchina complessa; in un contesto instabile lo diventa ancora di più. Per questo, secondo quanto filtra dal paddock, una decisione dovrà arrivare entro la fine di agosto, così da non lasciare team e organizzatori in una zona grigia troppo lunga.

Le alternative sul tavolo e i tempi stretti per il calendario

Trovare una sede alternativa per il GP del Qatar non è semplice, anche perché il calendario della MotoGP è già fitto e ogni circuito richiede standard tecnici, contrattuali e logistici precisi. Non basta avere una pista libera. Servono strutture, personale, copertura televisiva, sicurezza e disponibilità delle autorità locali.

Gli organizzatori stanno valutando più strade, ma nessuna appare immediata. Una sostituzione in Europa potrebbe ridurre alcune difficoltà operative, però aprirebbe altri nodi: clima, date, costi e incastri con gli eventi già programmati. Nel paddock, tra motorhome e box, c’è chi confida che una soluzione si trovi “all’ultimo metro”, come spesso accade nel Motomondiale. Altri, più cauti, ammettono che stavolta il margine è sottile.

La differenza rispetto ad altri campionati è che qui ogni appuntamento pesa molto anche sul piano tecnico. Il format con Sprint del sabato e gara lunga della domenica rende ogni weekend un blocco di punti rilevante. Saltarne uno non significa solo perdere una tappa del calendario, ma togliere una finestra concreta a chi sta inseguendo.

Classifica corta: Martin davanti, cinque piloti in 41 punti

Dopo Silverstone, la classifica della MotoGP racconta un Mondiale ancora apertissimo. Jorge Martin guida con 240 punti, seguito da Marco Bezzecchi a quota 209, Ai Ogura a 203, Marc Marquez a 200 e Fabio Di Giannantonio a 199. Cinque piloti in 41 punti, un equilibrio raro quando la stagione è già entrata nella sua fase centrale.

Poco più indietro c’è anche Raul Fernandez, sesto con 184 punti, distante 56 lunghezze dalla vetta. Non è un divario banale, ma con tanti weekend ancora in programma resta uno spazio recuperabile, specie in un campionato dove una caduta, una qualifica sbagliata o una Sprint negativa possono cambiare il quadro in poche ore. A Silverstone, per esempio, si è visto quanto un fine settimana complicato possa pesare anche su un pilota esperto come Marquez.

È qui che l’eventuale cancellazione di Lusail diventerebbe una variabile tecnica, non solo organizzativa. In una classifica così corta, ogni gara è una possibilità in più per attaccare, difendersi, rimediare. Togliere un appuntamento riduce il margine d’errore per tutti, ma soprattutto per chi deve recuperare terreno.

Quanto vale il Qatar: 37 punti che possono cambiare il Mondiale

Un weekend di MotoGP vale al massimo 37 punti: 12 nella Sprint del sabato e 25 nella gara della domenica. Nella corsa principale vanno a punti i primi quindici, mentre nella Sprint vengono premiati i primi nove. Sembra aritmetica da classifica, e invece è sostanza pura per un Mondiale in equilibrio.

Dopo Silverstone restano dieci appuntamenti, quindi 370 punti teorici ancora disponibili per ogni pilota. Se il GP del Qatar saltasse senza sostituzione, i weekend diventerebbero nove e il bottino massimo scenderebbe a 333 punti. Sono 37 punti in meno: esattamente il distacco che oggi separa Ogura da Martin, quasi quello di Marquez e Di Giannantonio, rispettivamente a 40 e 41 lunghezze dal leader.

Il calendario accorciato, guardando solo ai numeri, favorirebbe chi è davanti. Martin ha 31 punti su Bezzecchi: con dieci gare l’italiano dovrebbe recuperare poco più di tre punti a weekend, con nove quasi tre e mezzo. Una differenza piccola sulla carta, meno piccola quando ogni sabato e ogni domenica si corre al limite, con le gomme da gestire e il rischio di finire a terra alla prima staccata.

Nessuno, nel paddock, sostiene che i piloti di vertice si augurino la cancellazione del Qatar. Sarebbe una lettura forzata. Ma in un Mondiale così stretto, perdere Lusail significherebbe togliere una carta dal mazzo: meno spettacolo in pista, meno occasioni per chi insegue, più peso a ogni errore da qui alla fine. E la decisione, ormai, non potrà aspettare a lungo.

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