Nel 2026, in Italia, chi cerca un’auto nuova per spendere meno nei rifornimenti trova oltre cinquanta modelli a Gpl in listino, con prezzi da 16.500 a 44.750 euro, perché il gas liquido resta una delle soluzioni più immediate per ridurre il costo chilometrico senza passare all’elettrico. Il quadro, oggi, è piuttosto chiaro: il Gpl costa alla pompa circa la metà della benzina, non obbliga a installare colonnine o cambiare routine, e consente percorrenze elevate grazie alla presenza di due serbatoi, uno per la benzina e uno per il gas.
Auto a Gpl 2026, perché il gas liquido resta competitivo
Il primo motivo è economico. Su percorrenze superiori ai 15 mila chilometri l’anno, il sovrapprezzo iniziale di una vettura bifuel benzina-Gpl tende a rientrare in tempi brevi, soprattutto per chi usa l’auto ogni giorno tra casa, lavoro e spostamenti extraurbani. Non serve modificare le proprie abitudini: si fa rifornimento in pochi minuti, come con un’auto tradizionale, e la rete dei distributori in Italia è ancora capillare.
C’è poi il tema dell’autonomia complessiva, spesso superiore a quella di un modello alimentato solo a benzina. Il doppio serbatoio permette infatti di alternare i due carburanti e di affrontare viaggi lunghi con meno soste. “Per molti automobilisti il Gpl è ancora la scelta più pragmatica”, spiegano gli operatori del settore, soprattutto in una fase in cui l’elettrico richiede pianificazione, tempi di ricarica e accesso a infrastrutture non sempre vicine.
Prezzi di listino e modelli: da 16.500 a 44.750 euro
La forbice dei prezzi delle auto a Gpl 2026 parte da circa 16.500 euro per le utilitarie d’ingresso e arriva a 44.750 euro per il Suv full hybrid più costoso disponibile con alimentazione a gas. I valori indicati sono di listino, con Iva inclusa e Ipt esclusa, e si riferiscono alla versione a Gpl meno cara per ciascun modello.
L’offerta copre quasi ogni segmento. Ci sono utilitarie, crossover urbani, Suv compatti, familiari, monovolume a sette posti e persino modelli con carrozzeria Suv-coupé. Non manca nemmeno un pick-up a trazione integrale, soluzione di nicchia ma interessante per chi lavora fuori città o percorre strade sterrate. Il mercato, insomma, non è più limitato alle citycar: il Gpl si è spostato anche su vetture più grandi, con dotazioni e motori pensati per famiglie e professionisti.
A guidare i volumi è il gruppo Renault, che negli ultimi anni ha mantenuto una presenza stabile nel settore. Una quota ampia dell’offerta arriva però anche dai marchi che importano meccanica cinese, affiancati dai coreani Kia e Kgm e dall’indiana Mahindra. È un panorama molto diverso rispetto a dieci anni fa, più vario e meno concentrato su pochi costruttori.
Impianto di fabbrica, optional o conversione: cosa cambia davvero
La differenza più rilevante, oltre al prezzo, riguarda il modo in cui l’impianto Gpl arriva a bordo dell’auto. Alcuni modelli nascono bifuel di fabbrica, quindi vengono progettati e omologati fin dall’origine per funzionare sia a benzina sia a gas. In altri casi l’impianto è proposto come optional in fase d’ordine, con costi e disponibilità che possono variare in base all’allestimento.
Esiste poi la terza strada: la conversione successiva all’immatricolazione, effettuata tramite installatori specializzati. È una soluzione ancora diffusa, ma richiede maggiore attenzione su garanzia, omologazione e compatibilità del motore. Qui conviene leggere bene le condizioni offerte dal concessionario o dall’officina, perché non tutte le trasformazioni hanno lo stesso impatto su assistenza e manutenzione.
Le vetture con impianto di primo equipaggiamento possono inoltre beneficiare di un trattamento fiscale più favorevole sul bollo auto, anche se le agevolazioni cambiano da regione a regione. In alcuni territori lo sconto è più consistente, in altri più limitato. Prima dell’acquisto, quindi, è utile verificare le regole locali: pochi minuti sul sito della propria Regione possono evitare calcoli sbagliati.
A chi conviene un’auto a Gpl nel 2026
Il profilo più adatto resta quello di chi percorre molti chilometri e vuole contenere la spesa senza affrontare il salto verso l’elettrico. Pendolari, famiglie con un’unica auto, piccoli professionisti e chi viaggia spesso tra città e provincia possono trovare nel Gpl 2026 un compromesso concreto tra costo d’acquisto, autonomia e semplicità d’uso.
Non è però una scelta da fare solo guardando il prezzo d’ingresso. Bisogna valutare il costo reale di gestione, la presenza di distributori lungo i percorsi abituali, il tipo di impianto, la garanzia e l’eventuale risparmio sul bollo. Solo allora il confronto con benzina, diesel, full hybrid ed elettrico diventa sensato.
Resta un dato: con oltre cinquanta auto a Gpl in vendita in Italia, il mercato offre alternative per quasi tutte le esigenze. Dalla piccola da città al Suv familiare, il gas liquido continua a occupare uno spazio preciso: quello di chi vuole spendere meno al distributore, senza stravolgere il modo in cui usa l’auto ogni giorno.








