La Ferrari porterà il 23 agosto a Zandvoort, nel weekend che segna la ripartenza della Formula 1 dopo la pausa estiva, un nuovo fondo per la SF-26 con l’obiettivo di aumentare il carico aerodinamico e rendere la monoposto più efficace nei tratti guidati, mentre l’aggiornamento della power unit è atteso nel successivo Gran Premio d’Italia a Monza.
Ferrari, a Zandvoort debutta il nuovo fondo della SF-26
A Maranello la ripresa del Mondiale non viene considerata una semplice ripartenza. La SF-26, dopo una prima parte di stagione fatta di segnali incoraggianti e limiti ancora evidenti, riceverà in Olanda una nuova evoluzione del fondo, componente centrale nella generazione del carico dal corpo vettura. Non una soluzione isolata, spiegano ambienti vicini alla squadra, ma il primo passaggio di un programma più ampio pensato per la seconda metà del campionato.
Il tracciato di Zandvoort, stretto, ondulato e con molte curve in appoggio, è stato scelto anche per questo. Lì la Ferrari potrà verificare subito se il lavoro svolto nelle ultime settimane avrà prodotto l’effetto cercato: più stabilità nelle sezioni guidate, meno dipendenza dai rettilinei e una finestra di utilizzo più ampia negli assetti. In altre parole, una macchina meno esposta quando il circuito non offre lunghi tratti ad alta velocità.
La scelta dopo il confronto tra Austria e Silverstone
Secondo quanto filtra dal reparto tecnico, fino a prima del weekend di Silverstone l’introduzione a Zandvoort di questa versione aggiornata del fondo non era in calendario. La decisione sarebbe maturata dopo l’analisi incrociata dei dati raccolti tra il Gran Premio d’Austria e quello di Gran Bretagna, due piste molto diverse per configurazione, velocità medie e richieste aerodinamiche. Solo allora, davanti a numeri considerati piuttosto chiari, la Scuderia avrebbe accelerato.
Al Red Bull Ring, anche per via di un assetto non centrato, la SF-26 non aveva confermato le sensazioni positive viste a Barcellona, dove a giugno era arrivata la prima versione di questo fondo. A Silverstone, invece, il comportamento della vettura avrebbe aiutato gli ingegneri a isolare meglio le aree su cui intervenire. Da qui la delibera rapida della variante, con i pezzi messi in produzione prima dello shut-down estivo imposto dal regolamento sportivo.
È un dettaglio non secondario. Nel paddock, da tempo, diversi rivali riconoscono alla Ferrari una notevole capacità di passare dal progetto alla pista in tempi stretti, senza disperdere il lavoro tra simulazione, fabbrica e controllo qualità. “Quando decidono, riescono a portare materiale in fretta”, ha confidato un tecnico di una squadra concorrente durante l’ultimo blocco di gare. Una frase detta a bassa voce, ma significativa.
Più carico nei tratti guidati, il vero esame in Olanda
Il nuovo fondo Ferrari nasce per aumentare il carico generato sotto la vettura, quindi senza affidarsi soltanto alle ali. È una zona delicata, perché ogni modifica al fondo influenza l’equilibrio generale della macchina: altezza da terra, gestione dei cordoli, stabilità in ingresso curva e degrado degli pneumatici. A Zandvoort, con il vento che spesso cambia direzione e le curve sopraelevate che stressano il bilanciamento, il banco di prova sarà severo.
Il weekend olandese, inoltre, avrà il format Sprint, con meno tempo per lavorare nelle prove libere e meno margine per correggere eventuali problemi. Una scelta che comporta un rischio calcolato. La Ferrari, però, ritiene di avere alle spalle abbastanza dati di simulazione per presentarsi in pista con una base già solida, anche se la verifica vera arriverà soltanto sull’asfalto, tra venerdì e sabato, quando piloti e ingegneri dovranno capire se la nuova configurazione allarga davvero le possibilità di set-up.
La priorità resta chiara: ridurre le difficoltà nei circuiti più guidati. Nella prima parte della stagione la SF-26 ha mostrato buoni picchi, ma non sempre la stessa continuità quando servivano trazione, appoggio e precisione nei cambi di direzione. È su quel terreno che Maranello vuole misurare il passo avanti. Senza proclami, almeno per ora.
A Monza arriva la power unit aggiornata con ADUO2
Il secondo passaggio è previsto una settimana più tardi, a Monza, dove dovrebbe debuttare la power unit aggiornata grazie all’introduzione dell’ADUO2. La modifica più attesa riguarda la turbina, con una girante di diametro maggiore, pensata per migliorare il rendimento del motore endotermico nei lunghi rettilinei. Sul circuito brianzolo, dove la velocità di punta resta un fattore pesante, l’aggiornamento avrà subito una vetrina naturale.
Quantificare il guadagno in termini di potenza non è semplice, e dalla Ferrari non arrivano numeri ufficiali. L’intervento, in ogni caso, non viene considerato sufficiente per azzerare il divario con le migliori power unit della griglia: per un cambio più netto, secondo le valutazioni interne al paddock, bisognerà attendere il ciclo tecnico successivo. Ma a Maranello il ragionamento è diverso, più graduale.
L’idea è sommare i benefici: più efficienza aerodinamica dalla nuova evoluzione del fondo, qualche cavallo recuperato dal propulsore e una gestione più pulita degli assetti. Da questa combinazione la Ferrari spera di costruire una seconda parte di stagione più vicina alla Mercedes, oggi riferimento prestazionale per continuità e sfruttamento della macchina. La pista, come sempre, farà pulizia delle intenzioni. A partire da Zandvoort, poi da Monza.








