La Ferrari avrà nel 2026 più margine di sviluppo sulla power unit rispetto a Mercedes e Red Bull, secondo la classificazione Fia del sistema ADUO, comunicata dopo le verifiche tecniche estive per riequilibrare i valori tra i motoristi in vista del nuovo ciclo regolamentare della Formula 1.
Ferrari, più budget e più ore al banco per recuperare sul motore
A Maranello la notizia è stata accolta con prudenza, perché le concessioni aiutano, ma non fanno da sole una macchina vincente. La Ferrari è stata inserita dalla Fia nella fascia riservata ai costruttori con un deficit superiore al 4% sull’ICE, cioè il motore termico, rispetto al riferimento individuato dalla Federazione. In concreto significa più spazio di lavoro: almeno 4,65 milioni di dollari aggiuntivi rispetto al tetto di spesa ordinario destinato allo sviluppo della power unit, oltre a 110 ore supplementari al banco prova.
Il quadro, per la squadra guidata da Fred Vasseur, è chiaro. La Rossa potrà utilizzare due omologazioni aggiuntive nel 2026 e altre due nel 2027, un margine che può pesare quando i regolamenti cambiano e ogni dettaglio — dal turbo alla combustione — diventa terreno di recupero. Dentro il reparto corse, raccontano fonti vicine al paddock, la linea resta la stessa: niente annunci, molto lavoro. “Le opportunità contano solo se vengono trasformate in prestazione”, è il ragionamento che filtra da chi conosce il metodo di Vasseur.
Verso Monza: una specifica nuova è allo studio
La Ferrari ha già utilizzato una delle omologazioni supplementari con l’evoluzione portata nel Gran Premio d’Austria, passaggio che ha segnato il primo intervento concreto sul pacchetto motore. Una seconda specifica sarebbe in preparazione per il GP d’Italia a Monza, anche se la decisione non è ancora stata formalizzata. Si ragiona in queste ore, tra simulazioni, dati di affidabilità e valutazioni sulla pista brianzola, dove il rettilineo pesa e il pubblico guarda ogni dettaglio.
Gli interventi allo studio riguarderebbero turbo, camera di combustione e carburante Shell, tre aree sensibili in un regolamento che lascia pochi spazi ma li rende decisivi. Non è escluso, però, che Maranello scelga di rinviare l’utilizzo dell’aggiornamento, se i tecnici dovessero ritenere più utile attendere una finestra diversa. Monza resta Monza, certo. Ma una power unit non si gioca sull’effetto del momento: si porta in pista quando il rapporto tra prestazione, durata e rischio è sostenibile.
Mercedes con meno margine, Red Bull senza concessioni
La graduatoria ADUO non riguarda soltanto la Ferrari. La Mercedes è stata collocata nella fascia compresa tra il 2% e il 4% di deficit, con la possibilità di utilizzare un solo aggiornamento supplementare a stagione e un extra-budget di 3 milioni di dollari. Per il gruppo di Toto Wolff si tratta comunque di una finestra utile, anche se più stretta rispetto a quella concessa alla Rossa. La distanza, nei regolamenti moderni, spesso passa da scelte piccole. E da tempi di reazione brevi.
Diverso il caso Red Bull, che non ha ottenuto concessioni. In termini pratici, significa che il suo motore termico è stato preso come riferimento nella valutazione della Fia, confermando la competitività del pacchetto legato alla squadra di Max Verstappen. Non una medaglia ufficiale, ma un’indicazione pesante. Se non arrivano margini extra, vuol dire che, almeno sull’ICE, il sistema federale considera quel livello già davanti agli altri.
Che cos’è l’ADUO e perché può cambiare il 2026
L’ADUO, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities, è il meccanismo introdotto dalla Fia con i regolamenti 2026 per concedere maggiori possibilità di sviluppo ai motoristi più lontani dal riferimento prestazionale. L’obiettivo è evitare che, all’inizio di un ciclo tecnico nuovo, un divario nato nei primi mesi diventi troppo difficile da colmare. La Federazione analizza i dati in più finestre temporali e assegna concessioni diverse in base allo scarto rilevato.
Il primo periodo di valutazione si è chiuso dopo il GP del Canada, mentre il secondo controllo è terminato dopo il GP d’Ungheria, prima della pausa estiva. Nikolas Tombazis, direttore monoposto della Fia, ha spiegato che “data la qualità dei dati, l’analisi è estremamente solida e questo ci dà un alto livello di fiducia nelle nostre conclusioni”. La Federazione, però, non pubblica tutti i valori raccolti per proteggere la riservatezza e la proprietà intellettuale dei team e dei costruttori di power unit.
Il 2026 sarà il primo anno di applicazione del sistema, e per questo l’ADUO potrà essere rivisto insieme ai produttori. Per la Ferrari, intanto, la strada è aperta: più soldi, più ore al banco, più aggiornamenti. Ora viene la parte meno visibile e più dura, quella in cui i numeri del regolamento devono diventare cavalli veri sull’asfalto. Anche a Monza, se Maranello deciderà di giocarsi subito una delle sue carte.








