Moto GP

Marquez detta il passo ad Aragon, Bagnaia costretto a inseguire

Pilota in tuta nera su moto da gara nera piegato in curva su circuito asfaltato con cielo sereno
Un pilota piega in curva durante una sessione di prove libere, immagine simbolica del venerdì MotoGP ad Aragón.

Marc Marquez ha chiuso davanti a tutti, venerdì al MotorLand di Aragon, la prima sessione di prove libere della MotoGP, firmando il tempo di 1’47.532 in una mattinata utile soprattutto a piloti e team per leggere gomme, passo e condizioni fisiche in vista del weekend.

Marc Marquez detta il ritmo nelle libere di Aragon

Sul circuito spagnolo, una pista che conosce bene e che spesso gli ha restituito sensazioni favorevoli, Marc Marquez è sembrato subito dentro la sessione. Senza una ricerca esasperata del giro secco, il campione in carica ha costruito il riferimento in 1’47.532, muovendosi con continuità soprattutto nel primo settore, dove il suo passo è apparso solido già nella prima uscita.

Alle sue spalle si è inserito Raul Fernandez, secondo a soli 35 millesimi dopo aver sfruttato la gomma nuova nel finale. Terzo Marco Bezzecchi, staccato di 221 millesimi, poi Alex Marquez e Pedro Acosta, quinto nonostante una scivolata nel finale di turno. Tutti in pista presto, quasi a voler prendere subito le misure a un tracciato tecnico, con cambi di direzione e punti di frenata che non perdonano.

La temperatura ha aiutato il lavoro dei box: 20 gradi nell’aria, circa 36 sull’asfalto, cielo pulito e condizioni stabili. In questo contesto, diversi piloti hanno preferito non inseguire subito il tempo, scegliendo run più lunghi e verifiche sulle gomme. Una mattinata di lettura, insomma. Ma davanti, intanto, Marquez ha già messo un segno.

Bagnaia in difficoltà, Martin resta lontano dal vertice

Più complicata la prima sessione di Pecco Bagnaia, che non è andato oltre la 20ª posizione. Il pilota italiano ha lavorato sulla distanza e sulle coperture, ma il cronometro lo ha lasciato lontano dal gruppo di testa, in una mattinata resa meno semplice anche dalle condizioni fisiche. Bagnaia, come ha raccontato a Sky, convive con un dolore alla mano destra, nella zona del polso.

Il fastidio, secondo quanto spiegato dal pilota, non dovrebbe incidere in modo diretto sulla prestazione. Resta però un elemento da gestire, soprattutto su una pista come Aragon, dove le frenate e i cambi di carico mettono sotto pressione braccia e mani. “Bisognerà stringere i denti”, il senso del ragionamento filtrato dal box, con il lavoro del team orientato a non sovraccaricare la parte dolorante.

Non ha spinto fino in fondo nemmeno Jorge Martin, leader del Mondiale, che ha chiuso al 18° posto. Una posizione che racconta solo in parte la sua sessione, perché il programma sembrava più centrato sulla preparazione della gara che sul giro rapido. Eppure, in un venerdì così corto nei riferimenti, restare fuori dalle prime posizioni obbliga comunque a rincorrere già dal turno successivo.

Cadute per Di Giannantonio e Acosta, Bezzecchi stringe i denti

La prima caduta del weekend è arrivata con Fabio Di Giannantonio, scivolato in curva 3. Il pilota romano si è rialzato senza conseguenze di rilievo segnalate nell’immediato, mentre i commissari hanno ripristinato rapidamente le condizioni della pista. Un episodio da prove libere, certo, ma utile a ricordare quanto il MotorLand possa diventare insidioso quando si forza l’ingresso curva.

A pochi minuti dalla bandiera a scacchi è finito a terra anche Pedro Acosta, caduto in curva 12 a circa cinque minuti dal termine della sessione. Il giovane spagnolo aveva mostrato ritmo e aggressività, chiudendo comunque quinto, davanti a diversi rivali diretti. Nel suo box il segnale resta doppio: velocità presente, margine da controllare.

Anche Marco Bezzecchi, terzo al mattino, non è al pieno della condizione. Il pilota deve fare i conti con un ginocchio gonfio, un dettaglio che può pesare soprattutto sulla gestione dei movimenti in sella. Ha stretto i denti, portando comunque a casa un tempo utile e una posizione di rilievo. In un fine settimana in cui diversi protagonisti arrivano acciaccati, la tenuta fisica rischia di diventare una variabile vera, non solo una nota a margine.

Ogura assente, Zarco rientra dopo tre mesi e mezzo

Tra le assenze pesa quella di Ai Ogura, terzo in classifica e costretto a saltare il weekend di Aragon. Il giapponese della Trackhouse si era fatto male due settimane fa durante un allenamento, poi la situazione si è aggravata in una sessione di motocross in Giappone: frattura vicino al pollice della mano sinistra. Giovedì è stato operato a Barcellona. “Puntiamo ad averlo a Misano”, ha spiegato Davide Brivio, dando una prima indicazione sui tempi di recupero.

Si è rivisto invece Johann Zarco, rientrato dopo tre mesi e mezzo di stop per l’infortunio al ginocchio seguito al brutto incidente di Barcellona. Il francese ha chiuso con il tempo di 1’48.649, senza cercare rischi inutili. “Mi sono divertito a organizzare questo rientro, per stare in forma e bene. I progressi sono stati più veloci di quello che ci si aspettava. Sto abbastanza bene per andare in moto”, ha confidato il pilota.

Dal box LCR, Lucio Cecchinello ha scelto prudenza e realismo. Zarco, ha spiegato, “nel cambio di direzione non è al top della comodità”, e dopo le prove è prevista una visita medica di controllo. “Ma sembra tutto ok. Siamo contenti per lui”, ha aggiunto. Per il francese, più che il tempo, contava tornare nel ritmo del paddock. E in una mattinata dominata da Marc Marquez, anche questo è stato uno dei segnali da seguire.

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