Accompagnare un passeggero in aeroporto può trasformarsi in una multa se, oggi nei principali scali italiani, si entra per errore in una corsia riservata, si supera il tempo consentito nelle aree kiss and fly o si ignora la segnaletica che regola l’accesso ai terminal. È una situazione frequente, raccontata da molti automobilisti dopo l’arrivo di una notifica nella cassetta delle lettere, via Pec o sull’app Io: pochi minuti davanti alle partenze, una manovra sbagliata, e solo allora ci si accorge che le strade aeroportuali funzionano con regole diverse da quelle urbane.
Aeroporti, perché una sosta breve può diventare una multa
Le aree davanti ai terminal sono pensate per far scorrere auto private, taxi, navette, bus e mezzi di servizio senza bloccare gli accessi. Per questo molti aeroporti italiani hanno introdotto zone a traffico controllato, varchi con telecamere e corsie dedicate, spesso indicate con nomi come kiss and fly o kiss and go: spazi in cui è consentito fermarsi solo il tempo necessario per far scendere o salire un passeggero.
Il problema nasce quasi sempre da un dettaglio: il limite di permanenza. In molti scali il transito gratuito è fissato, secondo i regolamenti aeroportuali locali, tra 10 e 15 minuti. Superata quella soglia, l’ingresso registrato dalle telecamere può far scattare una sanzione, anche se il conducente non ha parcheggiato nel senso comune del termine. “Mi sono fermato solo per scaricare due valigie”, raccontano spesso gli automobilisti agli sportelli informazioni. Ma per il sistema conta l’orario tra entrata e uscita.
Corsie taxi, Ztl aeroportuali e varchi: dove si sbaglia più spesso
L’errore più comune riguarda l’ingresso nelle corsie riservate ai taxi, ai bus o ai mezzi autorizzati. Sono tratti brevi, a volte paralleli alla carreggiata principale, e nelle ore di traffico — al mattino presto, tra le 6 e le 8, oppure la sera con i rientri dei voli — basta seguire l’auto davanti per finire nella direzione sbagliata. Le telecamere, però, registrano la targa in automatico.
Un altro caso frequente è quello delle Ztl aeroportuali, presenti in forme diverse in diversi scali. Non sempre si tratta della classica zona a traffico limitato cittadina: in aeroporto può essere un’area regolata da tempi di attraversamento, da corsie con accesso selettivo o da percorsi separati per partenze e arrivi. La segnaletica c’è, ma va letta in anticipo. Arrivare sotto il terminal, con il passeggero in ritardo e il navigatore che ricalcola, non aiuta.
Le multe variano in base alla violazione contestata. Per il superamento dei limiti di permanenza nelle aree controllate, gli importi possono rientrare nelle sanzioni previste per la sosta o il transito irregolare: indicativamente da 38 a 155 euro per ciclomotori e motoveicoli, e da 80 a 318 euro per le altre vetture, secondo le fattispecie applicate. A questi importi possono aggiungersi spese di notifica. Piccole cifre, ma non sempre.
Come comportarsi nelle aree kiss and fly e kiss and go
La regola pratica è semplice: usare il kiss and fly solo se il passeggero è pronto a scendere subito. Biglietto in mano, bagagli già nel portabagagli, saluti rapidi. Se bisogna aspettare un volo, aiutare una persona anziana fino all’ingresso o accompagnare un minore al banco check-in, conviene scegliere un parcheggio sosta breve. Costa qualche euro, ma evita contestazioni e permette di muoversi senza correre.
Molti aeroporti mettono a disposizione parcheggi dedicati per soste di 20, 30 o 60 minuti, spesso vicini ai terminal e indicati con cartelli come short stay, sosta breve o parcheggio arrivi. In alcuni casi è previsto un primo periodo gratuito; in altri, il pagamento parte dal primo minuto. Le condizioni cambiano da scalo a scalo, perciò è meglio controllare il sito ufficiale dell’aeroporto prima di partire, soprattutto se non si conosce il percorso.
Attenzione anche al navigatore. Le app possono suggerire il tragitto più corto, ma non sempre distinguono correttamente tra viabilità ordinaria, corsie autorizzate e accessi tecnici. Se un cartello indica taxi, bus o mezzi autorizzati, bisogna seguire la segnaletica sul posto, non la freccia sullo schermo. Sembra banale. Non lo è, quando ci sono più corsie affiancate e una fila di auto alle spalle.
Cosa fare se arriva una contravvenzione dopo il passaggio in aeroporto
Quando arriva una multa aeroportuale, la prima cosa da verificare è il verbale: data, ora, targa, luogo dell’infrazione e norma violata. In genere sono indicati anche il varco o la corsia interessata, insieme alle modalità per pagare con riduzione entro i termini previsti o per presentare ricorso. Se l’automobilista ritiene di non aver commesso l’infrazione, può chiedere accesso agli atti o visionare la documentazione fotografica, quando disponibile.
Il ricorso va valutato caso per caso. Può avere senso se la targa è stata letta male, se il veicolo era già stato venduto, se mancavano elementi essenziali nel verbale o se la segnaletica risultava assente o non visibile. Diverso è il caso del semplice ritardo nell’uscita dall’area kiss and go: pochi minuti oltre il limite, se registrati dal sistema, sono di solito difficili da contestare.
Per evitare problemi, il consiglio resta quello più concreto: arrivare con qualche minuto di anticipo, scegliere prima il percorso, distinguere bene tra arrivi e partenze e non fermarsi dove non è consentito. Negli aeroporti, più che altrove, una svolta presa d’istinto può costare cara. Anche quando si era lì solo per fare un favore.








