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Superbollo auto, la guida completa: chi paga, quanto costa e quando si può evitare

Uomo con documenti vicino a un’auto sportiva scura parcheggiata davanti all’ingresso di un ufficio
Un automobilista con i documenti accanto a una vettura potente, simbolo del pagamento del superbollo.

Nel 2026, in Italia, i proprietari di auto con potenza superiore a 185 kW devono pagare il superbollo perché la normativa sull’addizionale erariale alla tassa automobilistica è ancora in vigore, nonostante le ipotesi di abolizione tornate più volte nel dibattito politico. Il tributo si aggiunge al bollo auto regionale e riguarda soprattutto vetture sportive, berline ad alte prestazioni e alcuni Suv di fascia alta. La regola, per ora, non cambia: si pagano 20 euro per ogni kW eccedente la soglia, con riduzioni legate all’età del veicolo.

Cos’è il superbollo e perché si paga sopra i 185 kW

Il superbollo auto si chiama, nel linguaggio della legge, addizionale erariale sulla tassa automobilistica. La distinzione con il bollo ordinario è nella destinazione del gettito: il bollo auto resta alle Regioni, mentre il superbollo finisce allo Stato. Introdotto nel 2011 con il decreto legge 98, poi convertito nella legge 111, aveva inizialmente una soglia più alta, fissata a 225 kW.

La disciplina oggi applicata deriva dall’articolo 16 della legge 214/2011, il provvedimento di conversione del decreto “Salva Italia”. Da lì nasce l’impianto ancora valido nel 2026: chi possiede un veicolo con potenza superiore a 185 kW deve versare un importo aggiuntivo pari a 20 euro per ogni kW oltre soglia. Una tassa separata, dunque. E non sempre intuitiva, come confermano spesso gli sportelli Aci quando i contribuenti chiedono chiarimenti sul dato da usare.

Come si calcola il superbollo: esempi e riduzioni per età del veicolo

Il calcolo del superbollo 2026 parte dalla potenza indicata alla voce P.2 della carta di circolazione o del Documento Unico. Il procedimento è semplice: si sottraggono 185 kW dalla potenza complessiva dell’auto e si moltiplica la differenza per 20 euro. Un’auto da 220 kW, per esempio, supera la soglia di 35 kW: il superbollo pieno sarà quindi di 700 euro.

C’è però un elemento che pesa molto: l’età del veicolo. La legge prevede una riduzione progressiva calcolata dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di costruzione o, se questa non è disponibile, a quella di immatricolazione. Fino a 5 anni si paga l’importo pieno, cioè 20 euro per kW eccedente; dopo 5 anni si scende al 60%, pari a 12 euro per kW; dopo 10 anni al 30%, cioè 6 euro per kW; dopo 15 anni al 15%, pari a 3 euro per kW.

Dopo 20 anni, il superbollo non è più dovuto. Questo significa che alcune auto potenti, magari coupé o sportive immatricolate nei primi anni Duemila, possono essere ormai fuori dall’addizionale pur restando soggette al normale bollo regionale. Un dettaglio pratico non secondario: il superbollo è dovuto per anno solare intero e non si fraziona. Anche un’auto immatricolata a dicembre, in base alla disciplina attuale, comporta il versamento dell’intera somma per l’anno in corso.

Esenzioni: elettriche, plug-in e Legge 104

Le auto elettriche restano, di norma, escluse anche dal superbollo, perché l’esenzione dal bollo ordinario stabilita a livello regionale si estende all’addizionale erariale. Lo ha chiarito nel tempo l’Agenzia delle Entrate, ma il quadro non è identico in tutta Italia: in alcune Regioni l’esenzione per i veicoli elettrici è permanente, in altre dura solo 5 anni. Bisogna quindi controllare la disciplina locale, senza affidarsi a regole generiche.

Per le ibride plug-in il punto decisivo resta la potenza riportata alla voce P.2 del libretto. Se il valore supera i 185 kW, il proprietario deve verificare se il veicolo rientra o meno nell’addizionale, anche perché le combinazioni tra motore termico ed elettrico possono generare dubbi. In caso di incertezza, la verifica presso uno sportello Aci o tramite l’Agenzia delle Entrate è la strada più prudente.

Diverso il caso della Legge 104. Le agevolazioni previste per persone con disabilità possono riguardare il bollo auto regionale, secondo le regole applicate nei singoli territori, ma non coprono il superbollo, che resta un tributo statale autonomo. In altre parole, l’esenzione dal bollo non trascina con sé l’esenzione dall’addizionale, salvo diversa previsione di legge statale.

Quando si paga e cosa cambia dal 2027

Il superbollo va versato con la stessa scadenza del bollo auto regionale, utilizzando il modello F24 elementi identificativi. Il codice tributo da indicare è 3364. Il pagamento in ritardo comporta una sanzione ordinaria pari al 30% dell’importo dovuto, secondo l’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, ma chi si regolarizza spontaneamente può accedere al ravvedimento operoso, riducendo sanzioni e interessi.

Per il 2026 le regole restano queste. Una modifica già approvata riguarda però il futuro: dal 1° gennaio 2027, un decreto legislativo di riforma del federalismo fiscale regionale interromperà l’automatismo tra esenzioni regionali sul bollo e superbollo. Il punto è concreto: chi oggi non paga l’addizionale grazie a un’esenzione regionale, come può accadere per alcune auto elettriche, potrebbe doverla versare dal 2027, a meno che non intervenga una specifica esenzione prevista da una norma statale.

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