A Madrid, a poco più di una settimana dal Gran Premio di Spagna in programma dall’11 al 13 settembre sul nuovo circuito Madring, il progetto da 83 milioni di euro affidato a Ifema continua a far discutere per ritardi, proteste dei residenti, problemi in pista e un furto di cavi elettrici avvenuto il 30 agosto nell’area dell’impianto.
Madring, il nuovo circuito di Madrid tra cantieri e tempi stretti
Il ritorno della Formula 1 a Madrid passa dal Madring, tracciato costruito nell’area di Ifema, il grande polo fieristico della capitale spagnola. Il progetto, dal valore indicato in 83 milioni di euro, è stato seguito dallo stesso consorzio che gestisce fiere ed eventi in città, con un calendario che fin dall’inizio è apparso serrato. A maggio, secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa spagnola, i lavori erano ancora in corso e l’asfalto non risultava completato.
Gli organizzatori avevano ammesso la complessità del cantiere, anche per la necessità di coordinare le opere con le attività già previste nel calendario di Ifema Madrid. Poi, ad agosto, è arrivata la comunicazione dell’ingresso nella fase finale dei lavori. La presidente della Regione, Isabel Díaz Ayuso, ha assicurato che il circuito era stato completato nei tempi previsti e che Madrid era pronta a riaccogliere la Formula 1. Un ritorno, più che un debutto: tra il 1968 e il 1981 il Gran Premio di Spagna si disputò anche al vicino Circuito del Jarama, circa 32 chilometri a nord della capitale.
Le proteste dei residenti: rumore, traffico e ambiente
Accanto ai dubbi sul cantiere, sono cresciute le proteste dei cittadini riuniti nella piattaforma Stop F1 Madrid, nata circa un anno fa per contestare il progetto. Al centro delle critiche ci sono il rumore delle monoposto, l’aumento del traffico e l’impatto ambientale nell’area interessata dal circuito. Il gruppo ha anche presentato una richiesta per bloccare alcuni aspetti dello sviluppo dell’impianto, in particolare le strutture temporanee legate all’evento.
Il mese scorso un tribunale di Madrid ha respinto la richiesta di sospensione cautelare della licenza relativa a tribune, passerelle e aree hospitality, sostenendo che uno stop avrebbe potuto incidere sull’interesse pubblico. La decisione, però, non ha chiuso lo scontro. Durante i recenti test con vetture di Formula 3, Stop F1 Madrid ha dichiarato di aver rilevato livelli medi di 102,7 decibel, con picchi tra 107,7 e 109,1 decibel. Il limite indicato per le aree residenziali è di 55 decibel.
Sul punto è intervenuto Borja Carabante, assessore del Comune di Madrid all’urbanistica, alla mobilità e all’ambiente, che ha sostenuto come durante il Gran Premio di Spagna il rumore sarà più contenuto. Secondo Carabante, le vetture di Formula 3 impiegate nei test sarebbero più rumorose delle monoposto di Formula 1. Resta il nodo della viabilità: il Comune ha previsto restrizioni all’accesso delle auto nella zona del circuito, con i residenti obbligati a ottenere un permesso speciale per utilizzare le proprie vetture nei giorni del Gran Premio. Una misura che, nel quartiere, non tutti hanno preso bene.
Diciannove bandiere rosse nei test di Formula 3
I problemi, però, non sono arrivati solo dall’esterno della pista. Nei primi test di Formula 3 disputati sul Madring, in due giorni sono state esposte 19 bandiere rosse, un numero che ha alimentato altri interrogativi sulla prontezza del tracciato. Dieci piloti diversi, secondo quanto riportato, sono finiti contro le barriere, mentre le altre interruzioni sono state causate da guasti meccanici, testacoda, detriti in pista e piccoli incidenti.
A complicare la situazione ci sono stati anche la polvere proveniente da lavori ancora in corso nelle aree vicine e il forte vento, condizioni che hanno ridotto l’aderenza dell’asfalto. Gli episodi si sono verificati in punti diversi del circuito, non in una sola curva: un dettaglio che ha reso meno semplice attribuire le difficoltà a un tratto specifico. Alcuni piloti, al termine delle prove, hanno comunque apprezzato il carattere tecnico e “vecchia scuola” della pista, una definizione usata per descrivere tracciati meno indulgenti e più selettivi.
La piattaforma Stop F1 Madrid ha poi denunciato un ulteriore elemento: per realizzare il circuito sarebbero stati tagliati circa 700 alberi. Il dato, sostenuto dagli attivisti, si inserisce in una discussione più ampia sul rapporto tra grandi eventi e sostenibilità urbana, in una città come Madrid dove nei mesi estivi le temperature possono superare i 40 gradi. Alberi, ombra, asfalto: dettagli concreti, ma anche politici.
Il furto dei cavi elettrici del 30 agosto
L’ultimo contrattempo è arrivato il 30 agosto, quando in una zona del Madring dove sono presenti alcuni tunnel è stato denunciato il furto di oltre 300 metri di cavi elettrici. La notizia è stata riportata dall’agenzia spagnola Efe, secondo cui la polizia non avrebbe ancora individuato i responsabili. Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sull’indagine né sull’eventuale impatto del furto sull’organizzazione del Gran Premio.
Il caso si aggiunge a una lista già lunga di tensioni intorno al Gran Premio di Spagna a Madrid: tempi stretti, proteste sul rumore, restrizioni al traffico, dubbi emersi nei test e ora anche la sicurezza del cantiere. Gli organizzatori, finora, hanno mantenuto la linea della fiducia e assicurano che l’evento si terrà regolarmente dall’11 al 13 settembre. Ma attorno al Madring, a pochi giorni dal debutto, il clima resta teso. E non solo per i motori.








