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Cinture di sicurezza, stangata per chi usa trucchi illegali

Passeggera sul sedile posteriore allaccia la cintura mentre il conducente si gira a controllare
Un conducente controlla che la passeggera dietro sia allacciata: cintura obbligatoria e sanzioni per chi la elude.

Dal Codice della strada alle nuove auto con cicalino sui sedili posteriori, l’uso della cintura di sicurezza resta obbligatorio per conducente e passeggeri in Italia, su ogni tragitto e con sanzioni più severe dopo le modifiche introdotte nel 2024, perché il mancato allaccio — o la manomissione dei sistemi di avviso — continua a pesare sulla sicurezza a bordo e sulle responsabilità di chi guida.

Cintura di sicurezza, cosa prevede l’articolo 172 del Codice della strada

La regola è scritta nell’articolo 172 del Codice della strada: chi guida e tutti i passeggeri devono viaggiare con la cintura di sicurezza allacciata, davanti e dietro, anche per spostamenti brevi. Non conta che si tratti del tragitto casa-scuola, di pochi minuti in città o di un viaggio in autostrada: l’obbligo riguarda tutti gli occupanti del veicolo in marcia. È un gesto semplice, quasi automatico, eppure ancora disatteso. Le prime lezioni di scuola guida lo ripetono da anni: prima si sale, poi si allaccia la cintura, solo dopo si mette in moto. La ragione non è soltanto formale. In caso di frenata improvvisa, urto o manovra brusca, la cintura riduce il rischio di essere proiettati contro il parabrezza, il cruscotto o gli altri occupanti. Sulle vetture più recenti, poi, entra in gioco anche la frenata automatica di emergenza, che può attivarsi in modo repentino: senza cintura, persino un intervento pensato per evitare un incidente può provocare conseguenze serie per chi è seduto male o non è trattenuto.

I dati dell’Istituto superiore di sanità: davanti sì, dietro molto meno

Il problema, in Italia, resta soprattutto sui sedili posteriori. Secondo un’indagine dell’Istituto superiore di sanità riferita al biennio 2023-2024, l’87% del campione dichiara di usare sempre la cintura quando viaggia come conducente o passeggero anteriore, mentre la quota scende al 34% quando il posto occupato è dietro. Una distanza netta. E difficile da ignorare. Nella percezione comune, il sedile posteriore viene ancora considerato più sicuro, quasi protetto dalla presenza dei sedili davanti. Non è così: in un impatto, un passeggero senza cintura può ferirsi gravemente e diventare a sua volta un pericolo per chi siede davanti. Anche per questo l’Unione Europea ha imposto l’estensione dei sistemi di avviso: il cicalino della cintura è obbligatorio sui nuovi modelli di auto e furgoni dal settembre 2019 e su tutte le nuove immatricolazioni dal settembre 2021. Il segnale sonoro, fastidioso per scelta, serve proprio a impedire che il mancato allaccio passi sotto traccia. “È un promemoria, non un optional”, spiegano spesso gli istruttori di guida quando affrontano il tema con i neopatentati.

Cicalino della cintura, i trucchi per aggirarlo e le multe previste

Nonostante l’obbligo, c’è chi prova ad aggirare il cicalino della cintura con espedienti vietati: un falso inserto infilato nella fibbia, la cintura fatta passare dietro lo schienale, oppure il nastro sistemato sotto il corpo per ingannare il sensore. Piccoli trucchi, almeno in apparenza. In realtà si tratta di comportamenti che espongono a rischi concreti e a sanzioni. Se durante un controllo la polizia stradale accerta che il conducente viaggia senza cintura, la multa va da 83 a 332 euro, con la decurtazione di 5 punti dalla patente. Per un neopatentato i punti tolti diventano 10. Se invece viene contestata la manomissione o l’alterazione del sistema di avviso, il comma 11 dell’articolo 172 prevede una sanzione da 41 a 167 euro. Quando le due condotte coincidono — niente cintura e sensore eluso — viene contestata la violazione principale, cioè il mancato uso della cintura. La logica è chiara: il sistema sonoro serve ad avvisare, ma il cuore dell’obbligo resta uno solo, viaggiare trattenuti correttamente. Anche nei posti dietro, anche per pochi chilometri.

Patente sospesa e responsabilità del conducente: cosa cambia dopo la legge 177 del 2024

Con la legge 177 del 2024 e il nuovo articolo 218-ter, il quadro si è fatto più severo per chi guida senza cintura e ha meno di 20 punti sulla patente. In questi casi scatta la sospensione breve e immediata della patente: sette giorni se il saldo è tra 10 e 19 punti, quindici giorni se è inferiore a 10. I tempi possono raddoppiare quando la violazione è collegata a un sinistro stradale. Se la stessa infrazione viene contestata due volte nell’arco di due anni, si passa alla sospensione ordinaria, da 15 giorni a due mesi. Diverso il caso dei passeggeri: se il passeggero senza cintura è maggiorenne, paga lui la multa e il conducente non perde punti; se è minorenne, la responsabilità ricade su chi guida, salvo che a bordo sia presente un adulto incaricato della sorveglianza. Su questo punto è intervenuta anche la Corte di Cassazione, con la sentenza 46566 del 18 dicembre 2024, annullando con rinvio un’assoluzione relativa alla morte di un passeggero posteriore senza cintura. Secondo i giudici, il conducente deve accertarsi personalmente che tutti gli occupanti siano allacciati: non basta confidare nel silenzio del cicalino. Non significa condanna automatica, ma sposta il baricentro delle responsabilità. A bordo, il primo controllo spetta a chi tiene il volante.

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