A due settimane dal GP di San Marino a Misano, in programma sul circuito intitolato a Marco Simoncelli, la corsa al Mondiale MotoGP 2026 si è accorciata dopo il weekend di Aragon, con Marc Marquez, Jorge Martin e Marco Bezzecchi ormai indicati come i tre piloti attorno ai quali ruota la lotta per il titolo.
MotoGP, classifica corta verso Misano: Marquez, Martin e Bezzecchi restano davanti
La classifica del Mondiale MotoGP si è fatta più stretta proprio nel momento in cui il calendario entra nella sua fase più delicata. Dopo Aragon, il paddock si è spostato idealmente verso Misano, dove tra due settimane il GP di San Marino offrirà un primo banco di prova per capire se la corsa al titolo resterà davvero un affare a tre. Non c’è, oggi, un favorito netto.
Nel box Aprilia, la lettura è prudente. Marco Bezzecchi, terzo nell’ultimo appuntamento, ha mostrato un atteggiamento diverso rispetto ad altre domeniche più nervose: meno rabbia per l’occasione mancata, più consapevolezza del risultato portato a casa. “Bisognava difendersi”, è il concetto filtrato dal suo entourage, in linea con quanto aveva spiegato anche Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing: su certe piste, contro questo Marc Marquez, serve fare punti e non esporsi troppo.
Il riferimento è chiaro. Marquez ad Aragon ha ribadito di sentirsi obbligato a sfruttare le piste dove sa di poter fare la differenza. E quando lo dice lui, anche con quel modo misurato e mai del tutto leggibile, il messaggio arriva forte al resto della griglia.
Marquez non è quello dell’anno scorso, ma sa dove colpire
Il punto, nel paddock, non è solo la velocità di Marc Marquez, ma la gestione. Lo spagnolo non appare dominante come nella scorsa stagione, quando in alcuni weekend sembrava mettere distanza già dal venerdì mattina. Eppure resta il pilota con la maggiore capacità di leggere il campionato: sa quando rischiare, quando accontentarsi, quando mettere pressione agli altri.
Le sue parole dopo Aragon sono state interpretate così: se una pista è favorevole, bisogna prendere il massimo. Se non lo è, si limita il danno. Una strategia semplice da raccontare, molto meno da applicare quando si corre a oltre 300 all’ora e ogni errore pesa doppio. “Ci sono circuiti in cui dovremo soffrire”, ha lasciato intendere il pilota spagnolo, senza però indicare confini troppo netti.
Restano, infatti, le incognite viste ad Assen e Silverstone, due weekend nei quali Marquez non ha avuto lo stesso margine. Episodi isolati o segnali destinati a ripresentarsi? La domanda pesa, soprattutto pensando a piste come Sepang e Mandalika, tracciati che in passato non sempre gli hanno restituito le sensazioni migliori. Lì, forse, Martin e Bezzecchi potranno provare a cambiare passo.
Misano come test decisivo per Aprilia e per la Ducati di Marquez
Il circuito di Misano arriva al momento giusto per misurare gli equilibri reali. La pista gira molto a destra, con dieci curve in quel senso e sei a sinistra, ed è un tracciato sul quale Marc Marquez ha costruito una parte importante della sua carriera: cinque vittorie in MotoGP, più tre tra 125 e Moto2. Le ultime due, nel 2024 e nel 2025, sono arrivate con la Ducati.
Ma Misano non è terreno chiuso per gli altri. Marco Bezzecchi lì, un anno fa, aveva fatto vedere un passo di alto livello: vittoria nella Sprint e gara lunga persa contro Marquez dopo un errore alla Quercia, uno di quei dettagli che restano nella memoria dei piloti più delle classifiche. Nel box Aprilia lo sanno bene, anche se nessuno ha voglia di alzare troppo il tono.
C’è poi Jorge Martin, che a Misano nel 2023 firmò la doppietta tra Sprint e GP. Lo spagnolo sembra entrato in una fase più ragionata della stagione: attacca quando sente di poterlo fare, si mette in gestione quando il weekend non offre garanzie. Non è una resa, semmai un modo diverso di stare dentro il campionato. Punti oggi, margine domani.
Gli inseguitori restano lontani: il titolo sembra una questione a tre
Alle spalle dei primi tre, la situazione appare più complicata. I distacchi non chiudono ancora i giochi sul piano aritmetico, ma il peso tecnico e mentale della lotta è un’altra cosa. Fabio Di Giannantonio paga 48 punti da Jorge Martin, Ai Ogura è a 53, Pedro Acosta a 67 e Raul Fernandez a 70: numeri recuperabili solo con una lunga serie di risultati pesanti e, insieme, con passi falsi ripetuti davanti.
Il problema è proprio questo. Non basta recuperare su un pilota: bisognerebbe staccare, nello stesso periodo, Marquez, Bezzecchi e Martin, tutti e tre. Una combinazione difficile, perché ciascuno ha piste favorevoli in arrivo e una moto in grado di salire sul podio con continuità. In un campionato così, anche un quarto posto può valere più di quanto sembri.
La sensazione uscita da Aragon è quindi netta, anche se nessuno nel paddock la dirà con troppa chiarezza davanti ai microfoni: il Mondiale MotoGP 2026 si sta restringendo attorno a tre nomi. Marquez ha esperienza e controllo, Martin conosce il peso di una corsa iridata, Bezzecchi deve dimostrare di saper restare lucido fino alla fine. A Misano, davanti al pubblico italiano, arriverà una risposta importante. Forse non decisiva. Ma molto indicativa, sì.








