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Canale di Panama, pagati 5,3 milioni per saltare la fila

Gasiera con grandi serbatoi bianchi nelle chiuse del Canale di Panama, con altre navi in attesa sullo sfondo
Una gasiera attraversa le chiuse del Canale di Panama, mentre la siccità e le code aumentano i costi di transito.

La compagnia sudcoreana SK Gas ha pagato 5,3 milioni di dollari per far transitare il 1° settembre la gasiera G. Spirit attraverso il Canale di Panama, diretta verso Houston, nel tentativo di evitare attese e ritardi in una fase segnata da siccità, tagli ai passaggi giornalieri e forte domanda sulle rotte energetiche tra Americhe e Asia.

Canale di Panama, il passaggio record della G. Spirit

Il conto, secondo quanto riportato da Bloomberg sulla base di fonti a conoscenza della trattativa, è arrivato a 5,3 milioni di dollari, pari a circa 7,3 miliardi di won. Una cifra che, messa accanto alle tariffe medie delle aste ordinarie, racconta meglio di molte analisi la tensione che si è accumulata attorno al Canale di Panama negli ultimi mesi.

La nave coinvolta è la G. Spirit, gasiera battente bandiera panamense da 54.502 tonnellate di portata lorda, impiegata con regolarità sulla rotta tra Houston e l’Estremo Oriente. Il suo carico viaggia di solito verso Cina, Corea del Sud e Giappone, mercati dove la domanda di gas resta alta e dove ogni giorno perso può pesare sui contratti, sulle consegne e sui costi di noleggio.

Non è un episodio isolato. Poche settimane prima, un’altra società coreana, SK Shipping, oggi controllata dal fondo Hahn & Co., aveva pagato 4,6 milioni di dollari per far transitare la gasiera G. Arete, diretta anch’essa verso il terminal texano. Quel primato è durato poco. Poi è arrivata la G. Spirit.

Siccità e tagli ai transiti: perché l’asta è salita

A confermare l’esistenza di un’offerta record è stata Ilya Espino de Marotta, vice amministratrice del Canale di Panama, parlando con l’agenzia France Presse. La dirigente non ha indicato né l’identità dell’acquirente né l’importo preciso, ma ha riconosciuto che il prezzo raggiunto nell’asta ha superato ogni precedente per un singolo slot di passaggio.

Il motivo della corsa è legato a una scadenza molto concreta. Dal 3 settembre l’autorità del canale riduce i transiti giornalieri da 36 a 34, con un ulteriore taglio previsto fino a 32 passaggi al giorno entro la fine del mese. La causa, secondo l’amministrazione panamense, è il calo del livello dell’acqua nel bacino idrografico che alimenta le chiuse, aggravato dalla siccità associata al fenomeno El Niño.

Tra maggio e agosto, nella regione, le piogge sono rimaste sotto la media stagionale. E per il Canale di Panama non si tratta di un dettaglio meteorologico: ogni nave che attraversa le conche richiede grandi quantità d’acqua dolce, indispensabile per sollevare e abbassare le imbarcazioni lungo il percorso. Quando le riserve si assottigliano, i passaggi vengono ridotti. Solo allora il prezzo degli slot liberi inizia a correre.

Come funzionano gli slot e perché le gasiere pagano di più

Nel sistema ordinario, la maggior parte dei transiti sul Canale di Panama viene prenotata con largo anticipo. Circa nove navi su dieci, in condizioni normali, ottengono così il proprio turno. Gli spazi rimasti liberi, oppure quelli cancellati all’ultimo momento, finiscono invece all’asta: passa chi offre di più.

Negli ultimi mesi, però, l’equilibrio si è incrinato. Secondo i dati citati dall’autorità del canale, la quota di navi arrivate senza prenotazione è salita da circa il 10% a una fascia compresa tra il 20% e il 25%. E quando più armatori si presentano allo stesso sportello, con carichi urgenti e contratti da rispettare, l’asta cambia volto. Ad agosto, per un singolo posto, si sono contati fino a 18 concorrenti, contro i due o tre abituali.

Il confronto con il passato recente è netto. Tra ottobre 2025 e febbraio 2026, secondo l’authority, un’asta costava in media circa 55.000 dollari. Il passaggio della G. Spirit, a 5,3 milioni, vale quasi cento volte quella cifra. “La pressione è arrivata tutta insieme”, ha spiegato una fonte del settore marittimo citata dalla stampa internazionale, riferendosi alla combinazione tra siccità, tagli operativi e rotte energetiche più affollate.

A spingere in alto i prezzi c’è anche la geopolitica. Il conflitto in Iran e le tensioni nell’area del Golfo Persico hanno reso più delicata la pianificazione dei viaggi per le navi che trasportano Gnl e Gpl. Parte del traffico energetico si è così concentrata sulla direttrice tra Americhe e Asia, aumentando la richiesta di transiti rapidi attraverso Panama. Da fine agosto, inoltre, le gasiere hanno precedenza sugli slot liberati all’ultimo momento rispetto ad altre categorie di navi.

La scelta degli armatori tra asta e rotta più lunga

Davanti a costi così alti, non tutti scelgono di pagare. La gasiera Gas Scorpio, diretta verso Houston dall’area Asia-Pacifico, ha preferito evitare l’asta e circumnavigare il Sudamerica, affrontando un viaggio più lungo ma senza il rischio di impegnare milioni di dollari per un solo attraversamento. Una decisione meno rapida, certo, ma più controllabile nei costi.

Per la G. Spirit, invece, la priorità era passare subito. Il suo armatore ha accettato un esborso da 5,3 milioni di dollari pur di ottenere la precedenza nel Canale di Panama, una via d’acqua da cui transita circa il 5% del commercio marittimo mondiale. In tempi normali sarebbe una somma fuori scala. In questa stagione, tra acqua che manca, navi in coda e mercati energetici nervosi, è diventata il prezzo da pagare per non restare fermi.

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