Formula 1

Ecclestone nei guai a 95 anni: fermato in aeroporto con un fucile non dichiarato

Controllo di sicurezza in aeroporto: due agenti ispezionano una valigetta rigida con un fucile, jet privato sullo sfondo
Agenti di polizia aeroportuale controllano un’arma in una valigetta durante un’ispezione accanto a un jet privato.

Bernie Ecclestone, 95 anni, ex patron della Formula 1, sarebbe stato fermato lunedì mattina dalla polizia aeroportuale portoghese all’aeroporto di Tires, a Cascais, vicino a Lisbona, dopo l’atterraggio con un jet privato dalla Svizzera, per il presunto porto illegale di un fucile emerso durante un controllo di routine.

Bernie Ecclestone fermato a Cascais dopo il volo dalla Svizzera

Secondo quanto riportato da media locali e fonti aeroportuali, Ecclestone sarebbe arrivato in Portogallo alle 10.55 di lunedì con un volo privato partito da Saanen, località svizzera dove l’imprenditore britannico possiede uno chalet. Solo dopo lo sbarco, durante le verifiche della polizia aeroportuale di Cascais, sarebbe emersa la presenza dell’arma, circostanza che avrebbe portato al fermo dell’ex numero uno del Circus.

La vicenda, al momento, resta in attesa di conferme ufficiali complete. La Divisione Aeroportuale della Polícia de Segurança Pública, la Psp portoghese, non ha diffuso una nota dettagliata sull’episodio, né ha chiarito se nei confronti di Bernie Ecclestone sia stato formalizzato un arresto o un semplice trattenimento per accertamenti. “Un controllo di routine”, è la formula filtrata nelle prime ricostruzioni. Poche parole, ma sufficienti a riportare il suo nome al centro della scena.

Il controllo all’aeroporto di Tires e l’ipotesi di porto illegale

L’aeroporto di Tires, scalo utilizzato soprattutto da velivoli privati e aviazione executive, si trova nell’area di Cascais, a circa mezz’ora da Lisbona. È lì che gli agenti avrebbero controllato i bagagli o il materiale trasportato a bordo del jet di Ecclestone, individuando un fucile per il quale, secondo le prime informazioni, non sarebbe stata presentata la documentazione necessaria al trasporto in territorio portoghese.

Non è ancora chiaro se l’arma fosse caricata, custodita in una valigia o registrata in un altro Paese. Sono dettagli non secondari, sui quali gli investigatori portoghesi dovranno fare chiarezza. In casi di questo tipo, la normativa europea e quella nazionale sul trasporto di armi da fuoco prevedono autorizzazioni specifiche, soprattutto quando l’arma viaggia oltre confine. Una dimenticanza, un errore formale o qualcosa di più serio: per ora, nessuna delle ipotesi è stata esclusa.

Ecclestone, che da anni alterna residenze e spostamenti tra Europa e Sud America, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’episodio. Chi lo conosce, in ambienti vicini alla vecchia Formula 1, lo descrive come un uomo ancora abituato a muoversi con discrezione e mezzi privati. Stavolta, però, quel passaggio in aeroporto è diventato un caso.

Il precedente in Brasile nel 2022: la pistola nel bagaglio

Il nome di Bernie Ecclestone era già finito nelle cronache per un episodio simile nel maggio 2022, in Brasile. Allora l’ex boss della Formula 1 era stato fermato all’aeroporto di Campinas, nello Stato di San Paolo, mentre si preparava a imbarcarsi su un jet privato diretto in Svizzera. Nel bagaglio, secondo le autorità brasiliane, era stata trovata una pistola LW Seecamp calibro .32 priva della documentazione richiesta.

Ecclestone aveva ammesso di possedere l’arma, ma aveva spiegato di non sapere che fosse finita nella valigia. Più tardi aveva minimizzato l’accaduto, definendolo un “incidente sciocco e insignificante”, e aveva negato di essere stato formalmente arrestato: a suo dire, era stato solo “interrogato” perché la pistola non risultava registrata. La versione delle autorità brasiliane, però, era più netta. L’ufficio per la sicurezza pubblica dello Stato di San Paolo aveva parlato dell’arresto di un imprenditore straniero trovato con un’arma senza documenti.

In quell’occasione Ecclestone pagò una cauzione di 6.000 real brasiliani, circa 1.150 euro, e poté lasciare il Paese. La pistola venne confiscata. L’ex dirigente raccontò poi di averla acquistata anni prima in Brasile, forse da un meccanico della Formula 1 o da un gommista, senza munizioni, con l’idea di tenerla come deterrente. Una spiegazione insolita, rimasta impressa anche per il tono con cui l’aveva consegnata ai cronisti.

L’ex patron della Formula 1 ancora al centro delle cronache

A 95 anni, Bernie Ecclestone continua a essere una figura riconoscibile ben oltre il paddock. Per decenni ha costruito e governato l’impero commerciale della Formula 1, trasformando un campionato per specialisti in un prodotto globale venduto alle televisioni di mezzo mondo. Piccolo di statura, voce bassa, trattative condotte spesso lontano dai riflettori: il suo stile ha segnato un’epoca dello sport e del business.

Dopo l’uscita dalla gestione diretta del campionato, Ecclestone è rimasto una presenza ingombrante, talvolta scomoda, tra interviste, frasi controverse e vicende giudiziarie. Il nuovo episodio in Portogallo, se confermato nei termini emersi finora, aggiungerebbe un altro capitolo a una biografia già piena di svolte inattese. Non una questione sportiva, questa volta, ma un fatto di polizia aeroportuale.

Ora l’attenzione è sulle comunicazioni ufficiali della Psp portoghese e sugli eventuali sviluppi amministrativi o penali. Fino a quel momento, la cautela resta necessaria. Ma una cosa è certa: anche lontano dai circuiti, Bernie Ecclestone continua a far parlare di sé.

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