Marco Bezzecchi, pilota Aprilia in MotoGP, è arrivato nel weekend a Monza per seguire da vicino l’amico Kimi Antonelli, giovane talento italiano della Mercedes in Formula 1, prima di tornare in pista a Misano davanti al pubblico di casa. Una visita nata dall’amicizia, ha raccontato il riminese, ma anche dal legame sempre più stretto tra il mondo della VR46, Valentino Rossi e il nuovo volto italiano della F1.
Bezzecchi a Monza per Antonelli: “Sono venuto a tifare Kimi e Ferrari”
“Ormai io e Kimi Antonelli siamo così legati che, qualche giorno fa, sono andato a casa di un mio amico e me lo sono ritrovato lì come se niente fosse”. Marco Bezzecchi lo racconta ridendo, con la naturalezza di chi non deve costruire troppo il personaggio. Sabato e domenica il pilota dell’Aprilia si è mosso nel paddock di Monza da spettatore interessato, quasi da tifoso in trasferta, aspettando poi il proprio turno: quello del weekend di MotoGP a Misano, davanti alla sua gente.
“Aspetto il mio turno per sentire questo calore”, ha spiegato Bezzecchi, riferendosi all’atmosfera che troverà sul circuito romagnolo. “Intanto sono venuto qui per fare il tifo per il mio amico Kimi, e anche per la Ferrari”. Una frase semplice, detta tra un passaggio nel paddock e una chiacchiera con gli addetti ai lavori. Però racconta bene il clima: piloti di mondi diversi, stesse radici, stessa voglia di stare vicino ai motori anche quando non tocca a loro correre.
Il legame con la VR46 e Valentino Rossi
Negli ultimi mesi Antonelli è entrato con naturalezza nel gruppo della VR46, il cerchio sportivo e umano costruito attorno a Valentino Rossi. “Io e lui appena possiamo ci vediamo, poi ci chiamiamo e ci sentiamo spesso”, ha confidato Bezzecchi, sottolineando un rapporto che va oltre la semplice conoscenza tra piloti italiani. C’è familiarità, c’è confidenza. E c’è anche il culto comune per Vale.
“Kimi è un super tifoso di Valentino Rossi e con lui ha creato un grande rapporto”, ha aggiunto il pilota Aprilia. Il riferimento è anche al casco realizzato da Antonelli in omaggio al nove volte campione del mondo, disegnato con Aldo Drudi. “Mi aveva fatto vedere le immagini quando l’ha pensato con Drudi, e sapevo sarebbe venuto da paura”, ha detto Bezzecchi. Un dettaglio da paddock, ma non secondario: per chi è cresciuto nella Motor Valley, certi simboli contano.
Quando gli impegni della Formula 1 lo permettono, Antonelli passa anche dal Ranch di Valentino Rossi, a Tavullia. Per ora, però, solo da osservatore. “Non siamo ancora riusciti a farlo salire in moto”, ha ammesso Bezzecchi. “Un po’ perché non vuole, ma soprattutto perché non può, con il suo contratto di F1. Però se potesse, secondo me, alla fine un giro se lo farebbe”. Poi la promessa, detta col sorriso: “Io non cedo. Prima o poi, a stagione ferma, riuscirò a farlo salire sulla moto”.
MotoGP, titolo e infortuni: “Se non ci credessi starei a casa”
Per Bezzecchi, intanto, la stagione in MotoGP resta aperta e pesante. Il riminese è secondo in classifica, a 19 punti dal compagno di squadra Jorge Martin, e non nasconde l’obiettivo. “Certo che ci credo nella vittoria del titolo”, ha detto. “Se non dovessi credere di poter vincere me ne starei direttamente a casa”. Frase netta, da pilota. Senza giri larghi.
La corsa al Mondiale, però, passa anche dal fisico. Dopo l’incidente in Germania, Bezzecchi sta ancora gestendo i postumi. “Mi sto riprendendo, la spalla va decisamente meglio mentre il ginocchio mi sta facendo ancora un po’ arrabbiare”, ha spiegato. Il recupero, ha ammesso, richiederà tempo. “Mi tocca stringere i denti e pensare solo a guidare al meglio”. A Misano, davanti al pubblico di casa, non sarà un dettaglio.
Quanto alle quattro ruote, il pilota Aprilia preferisce non invadere il territorio dell’amico. “Con la moto mi trovo meglio, la macchina la lascio a Kimi”, ha detto. Non ha mai provato una vera auto da corsa in pista, solo qualche test drive. “Magari in futuro capiterà, ora però mi concentro sulla MotoGP”. Una divisione dei ruoli chiara. Per ora.
Motor Valley, amicizia e compleanno all’Aquafan
Il legame tra Bezzecchi e Antonelli nasce anche da una geografia comune. “Lo tifo perché è italiano, ma soprattutto perché è mio amico”, ha spiegato il pilota Aprilia. “Alla VR46 stiamo facendo tutti un gran tifo per lui perché sta realizzando qualcosa di incredibile quest’anno”. Poi il riferimento alla terra d’origine: “Veniamo tutti dalla Motor Valley, dalla terra dei motori. Forse è questo che ci lega. È una passione che di padre si passa in figlio”.
Non solo circuiti, però. Kimi Antonelli ha festeggiato il suo ventesimo compleanno all’Aquafan di Riccione, poi in serata con un giro sui kart insieme agli amici, compreso Bezzecchi. “Ci siamo divertiti tantissimo”, ha raccontato il riminese. “Io, con i miei infortuni, non ho potuto fare tutti gli scivoli, ma è stata comunque una gran giornata”. Una pausa breve, prima di rimettersi casco e tuta.
Per Bezzecchi l’estate è stata quasi tutta sacrificata al recupero. “Non sono andato neanche in vacanza”, ha confidato. “Avevo prenotato, ma ho dovuto annullare perché mi sono rotto tutto, e non ho praticamente visto il mare”. Ci sarà tempo, forse. Prima c’è un Mondiale da chiudere e un amico da seguire in pista. “Non posso paragonarmi a Kimi Antonelli”, ha concluso Bezzecchi. “Lui sta facendo cose indescrivibili ed è giovanissimo. Deve continuare così, perché ci sta regalando delle gioie pazzesche”.








