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Gara clandestina di moto: la polizia finisce accerchiata

Volante della polizia danneggiata con luci blu accese in una strada notturna, agenti e detriti sull’asfalto
Volante danneggiata e agenti sul posto in una strada di periferia di notte, dopo disordini legati a una gara clandestina di moto.

Nove agenti di polizia sono rimasti feriti nella notte tra domenica e lunedì a Falsomiele, quartiere alla periferia sud di Palermo, durante un intervento nato per fermare una gara clandestina di moto e poi degenerato in un’aggressione alle volanti, con lanci di sassi, bombole del gas e altri oggetti da parte di un gruppo di residenti che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe cercato di impedire i controlli.

Palermo, inseguimento dopo una gara clandestina di moto

Tutto è cominciato quando una pattuglia ha intimato l’alt a tre motociclisti impegnati, secondo la polizia, in una gara clandestina tra le strade di Falsomiele. Uno dei conducenti, già sorpreso in passato alla guida senza patente, ha accelerato tentando la fuga a bordo di uno scooter: da lì è partito un inseguimento tra vie strette, case basse e incroci del quartiere, in un orario in cui molti residenti erano ancora in strada o affacciati ai balconi.

Uno dei tre motociclisti è riuscito a far perdere le proprie tracce. Gli altri due, un giovane di 27 anni e un uomo di 52 anni, sono stati bloccati nei pressi di un casolare. In quell’area, in base ai rilievi della polizia, sarebbero stati trovati hashish, cocaina, una pistola scacciacani e circa 11mila euro in contanti, poi sequestrati dagli agenti. Non solo una violazione al codice della strada, dunque. L’intervento, in pochi minuti, ha preso un’altra piega.

Sassi, bombole del gas e volanti danneggiate a Falsomiele

Mentre i poliziotti procedevano ai controlli, un gruppo di residenti — secondo le stime circa un centinaio di persone — sarebbe sceso in strada accerchiando le volanti della polizia. La tensione è salita in fretta. Contro le auto di servizio sono stati lanciati sassi, bombole del gas e perfino un forno, secondo quanto riferito dagli investigatori. Due vetture sono rimaste gravemente danneggiate.

Per riportare la situazione sotto controllo sono intervenute una decina di pattuglie, il Reparto mobile e i carabinieri. Alcuni agenti, in base alle prime informazioni, avrebbero esploso alcuni colpi in aria — sarebbero quattro — per disperdere la folla e consentire ai colleghi di allontanarsi dalla zona più esposta. In quei momenti, concitati e confusi, una donna, indicata come la madre di uno dei giovani fermati, avrebbe morso al braccio un agente. Una scena insolita, violenta. E difficile da contenere.

Il bilancio parla di nove poliziotti feriti, con prognosi comprese tra i 5 e i 10 giorni. Le lesioni, secondo quanto emerso, sono legate sia ai colpi ricevuti durante il lancio di oggetti sia alle fasi dell’intervento, quando le forze dell’ordine hanno cercato di sottrarsi all’accerchiamento. La posizione delle persone identificate durante gli scontri è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Arresto, denuncia e accuse di resistenza a pubblico ufficiale

Al termine dell’intervento, uno dei fermati è stato arrestato e un altro denunciato. A vario titolo, dovranno rispondere delle violazioni al codice della strada e di resistenza a pubblico ufficiale. Gli accertamenti proseguono anche sul materiale sequestrato nel casolare, compresi la droga, la pistola scacciacani e il denaro contante, per chiarire eventuali collegamenti con altre attività illecite nel quartiere.

Gli investigatori stanno ricostruendo la sequenza esatta dei fatti attraverso le relazioni di servizio, le immagini disponibili e le testimonianze raccolte nella notte. Un passaggio considerato centrale riguarda il ruolo delle persone scese in strada: non tutte, al momento, risultano identificate. Alcuni residenti avrebbero partecipato attivamente al lancio di oggetti; altri, invece, sarebbero rimasti ai margini, osservando la scena dai marciapiedi o dagli ingressi delle abitazioni. La distinzione, sul piano giudiziario, farà la differenza.

Piantedosi e Lagalla: “Violenza contro lo Stato”

Sull’episodio è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con parole dure. “Fatti come questo testimoniano che il problema è chi delinque e non riconosce le più fondamentali regole della nostra convivenza civile, usando violenza perfino contro le Forze dell’ordine”, ha detto. Il ministro ha parlato di “grave perdita di senso civico e di rispetto per lo Stato”, aggiungendo che tutti, “senza distinzioni”, dovrebbero sostenerlo con chiarezza.

Anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha condannato l’aggressione. “Non è accettabile che un intervento finalizzato a fermare comportamenti illegali possa trasformarsi in un’aggressione alle forze dell’ordine”, ha affermato. Poi il passaggio sulla divisa: chi la indossa, ha spiegato il sindaco, deve poter lavorare senza diventare bersaglio di intimidazioni e violenza.

La vicenda ha provocato la reazione dei sindacati di polizia. La Uil Polizia ha parlato di “gravissima violenza” e del rischio che un controllo si trasformi in una situazione di “guerriglia urbana”. Il Siulp ha sottolineato il coinvolgimento di numerosi cittadini nell’ostacolare l’intervento, mentre il Sap ha definito i sassi lanciati contro i poliziotti “sassi contro lo Stato”. Per il Coisp, quanto accaduto a Falsomiele è “un vero e proprio atto di guerriglia urbana contro lo Stato e le istituzioni”. Adesso, chiusa la notte degli scontri, resta l’indagine. E un quartiere sotto osservazione.

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