Jorge Martin, pilota Aprilia e campione del mondo 2024, ha chiuso quinto il GP di Misano dopo essere stato in testa nella prima parte di gara, domenica sul circuito romagnolo, spiegando poi ai microfoni di Tnt Sports di aver sofferto di arm pump, la sindrome compartimentale all’avambraccio che gli ha impedito di frenare e controllare la moto nel momento decisivo.
Jorge Martin, il crollo a Misano dopo la fuga iniziale
Per diversi giri, la gara di Jorge Martin era sembrata prendere la piega giusta. Partenza aggressiva, ritmo alto, poi il sorpasso sul connazionale Marc Marquez e la testa del gruppo, con l’Aprilia finalmente efficace dopo un venerdì complicato. In quel momento, a Misano, il campione del mondo in carica sembrava avere in mano l’occasione per allungare nel Mondiale MotoGP.
Poi, nel giro di poco, tutto è cambiato. Martin ha perso terreno, è stato ripreso e superato, fino a scivolare al quinto posto. Non un semplice calo di gomme, almeno secondo quanto raccontato dal pilota nel dopo gara: «Potevo vincere, ma ho avuto problemi con l’arm pump e a metà gara non potevo più frenare», ha detto all’emittente britannica. Una frase secca, quasi più pesante del risultato.
Arm pump, il problema all’avambraccio che ha frenato l’Aprilia
La sindrome compartimentale, nota nel paddock come arm pump, è un disturbo frequente tra i piloti della MotoGP: l’avambraccio si irrigidisce, la pressione muscolare aumenta e la sensibilità sulla leva del freno diminuisce. Per chi guida una moto da gara, soprattutto su un tracciato fisico come Misano, significa perdere precisione proprio dove serve lucidità. Frenare tardi, inserire la moto, tenerla ferma. Tutto diventa più difficile.
Martin lo ha spiegato senza girarci attorno. «Non avevo controllo della moto e non vedevo l’ora di finire per riposare», ha ammesso, lasciando intendere quanto il problema fosse diventato serio già nella parte centrale della corsa. Il riferimento, più che al dolore, è alla mancanza di forza e sensibilità: un limite che può trasformare una gara da vittoria in difesa. E infatti l’Aprilia numero uno, dopo una prima metà convincente, non è più riuscita a rispondere agli attacchi degli avversari.
Martin guarda all’Austria: “Dopo decideremo cosa fare”
Nel box Aprilia, il quinto posto è stato accolto con sentimenti contrastanti. Da una parte c’è la prestazione iniziale, incoraggiante dopo i problemi del venerdì; dall’altra resta la sensazione di un’occasione lasciata sull’asfalto. «Sono molto contento di com’è andata per la prima metà», ha spiegato Martin, aggiungendo che, considerando le difficoltà avute nelle prove, il lavoro del team può essere letto anche in modo positivo. Poi la correzione, inevitabile nel tono: «Oggi però abbiamo perso una grande opportunità».
Il nodo adesso riguarda le prossime settimane. Martin ha chiarito che per il GP d’Austria non ci sarebbe tempo per intervenire in modo risolutivo: «Ormai non possiamo agire in tempo per l’Austria, non credo che lì si possa presentare la sindrome compartimentale», ha detto. Ma il ragionamento va oltre il singolo appuntamento. «Per concludere al meglio la stagione, bisogna capire se è necessario o meno sottoporsi a un intervento». Una scelta delicata, perché un’operazione potrebbe aiutare sul lungo periodo, ma imporrebbe tempi e valutazioni mediche da gestire con attenzione.
Mondiale MotoGP, Marquez ora è a pari punti
Il problema fisico di Jorge Martin arriva nel momento più delicato della stagione. Dopo il GP di San Marino, il pilota dell’Aprilia si ritrova infatti a fare i conti direttamente con Marc Marquez, ora a pari punti in testa alla classifica del Mondiale MotoGP. Secondo la situazione descritta dopo Misano, il pilota Ducati sarebbe davanti per il maggior numero di vittorie conquistate, un dettaglio che pesa quando il margine in classifica si azzera.
Per Martin, la questione non è soltanto aritmetica. Il rendimento c’è, come ha mostrato la prima parte della gara, ma la tenuta fisica può diventare il vero spartiacque. «Dobbiamo continuare in questo modo e sperare e pregare che non torni», ha confidato il campione del mondo 2024, parlando dell’arm pump. A Misano, per qualche giro, aveva la vittoria davanti. Poi è arrivato il braccio a ricordargli che, in MotoGP, anche un dettaglio nascosto sotto la tuta può cambiare un Mondiale.








