L’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e a San Marino, Tilman J. Fertitta, ha aperto a Venezia le porte del Boardwalk, megayacht privato da 117 metri costruito da Lürssen, utilizzato anche per incontri di rappresentanza e stimato intorno ai 450 milioni di dollari. Attraccato lungo la Riva dei Sette Martiri, a pochi passi dall’Arsenale, il gigante del mare si presenta come una residenza diplomatica itinerante: sette ponti, due eliporti, piscine, spa, cinema, saloni e undici cabine per gli ospiti.
Boardwalk, il megayacht di Tilman Fertitta attraccato a Venezia
Per salire sul Boardwalk bisogna prima togliersi le scarpe. Gli ospiti, siano diplomatici, imprenditori o semplici invitati, scelgono tra piedi nudi e pantofole, come accade in molte case private americane. Solo che qui la “casa” è un megayacht da 117 metri, alto circa 35, con sette ponti sovrapposti e una sagoma che, vista dalla banchina veneziana, copre quasi la linea dei palazzi alle spalle.
Ad accogliere a bordo sono Tilman J. Fertitta e la moglie Lauren, lui in completo blu, lei con un abito azzurro e bianco. Intorno, fotografie dei presidenti americani — da Donald Trump a George W. Bush, fino a Bill Clinton — e sale già predisposte per ricevimenti e colloqui. “È una barca, certo, ma anche un luogo dove incontrare persone”, ha spiegato Fertitta a chi gli chiedeva il senso di questa presenza galleggiante. Una ambasciata sul mare, più che una semplice imbarcazione privata.
Sette ponti, due eliporti e interni da residenza privata
Il Boardwalk è stato realizzato nei cantieri tedeschi Lürssen di Vegesack, a Brema, uno dei nomi più noti nella costruzione di yacht sopra i cento metri. Lo scafo è in acciaio, la sovrastruttura in alluminio, per una stazza superiore alle 5.300 tonnellate lorde. Numeri da nave, più che da yacht. Eppure, una volta superata la passerella, l’impressione è quella di entrare in un albergo privato, con corridoi larghi, salotti silenziosi e pannelli lucidi in legno di radica.
Il progetto porta la firma di Frank Woll per esterni e interni, con il contributo di Suzanne Glover, Teresa Francis e dell’interior designer americana Amy O’Brien-Brahm Halffman, scomparsa di recente. Fertitta, raccontano a bordo, ha seguito da vicino molte scelte: dalla disposizione degli ambienti alle finiture, fino agli spazi per gli incontri istituzionali. La prima sala da pranzo è apparecchiata per 18 persone, con sedute già allineate e tavolo pronto per accogliere politici, manager e ospiti internazionali.
Gli ambienti interni alternano acciaio inox, legni lucidati, scalinate arrotondate e opere alle pareti. C’è un angolo musica con pianoforte, una scacchiera pronta all’uso, console per cocktail e salotti distribuiti su più livelli. Le undici suite per gli ospiti comprendono una cabina vip a prua, con bagno in onice e terrazza privata. Nulla è lasciato al caso, nemmeno i passaggi tecnici: tubazioni e cablaggi sono nascosti dietro pannelli su misura, per non togliere spazio a cabine e saloni.
Motori ibridi, autonomia da 5.000 miglia e beach club nascosto
Sotto la linea elegante del Boardwalk lavora una configurazione con due motori diesel MTU da 3.046 cavalli ciascuno, prodotti dalla divisione Power Systems di Rolls-Royce, abbinati a un sistema di propulsione ibrida. Secondo i dati tecnici diffusi dal costruttore, lo yacht può raggiungere una velocità massima di circa 18 nodi, pari a 33 chilometri orari, mentre la crociera si mantiene tra i 13 e i 14 nodi. L’autonomia dichiarata è di 5.000 miglia nautiche, circa 9.200 chilometri.
La sala macchine, di norma zona lontana dagli ospiti, qui diventa quasi parte della visita. Una passerella vetrata consente di osservare gli impianti dall’alto, con una vista ravvicinata sui sistemi di bordo. I motori sono compatibili con carburanti alternativi Hvo e permettono, in alcune fasi, manovre con riduzione di rumore, vibrazioni ed emissioni locali. Una parte del ponte poppiero, invece, si apre automaticamente e rivela la scala verso il beach club, invisibile quando non viene utilizzata. Un dettaglio tecnico, ma anche scenico.
Tra le soluzioni più evidenti ci sono i due eliporti, uno a prua e uno a poppa, entrambi pensati per consentire decolli e atterraggi in condizioni diverse di vento. A bordo, durante la visita, gli elicotteri erano già parcheggiati. Non un accessorio simbolico, ma uno strumento pratico per collegare la nave alla terraferma, soprattutto durante trasferimenti rapidi o appuntamenti istituzionali. In quel momento, più che il lusso, colpiva la logistica.
Piscine, spa, cinema e costi di gestione da 40 milioni l’anno
A differenza di altri armatori che utilizzano navi appoggio separate per mezzi e attrezzature, Tilman Fertitta ha scelto di concentrare gran parte delle funzioni sul Boardwalk. A bordo ci sono spa, centro fitness, piscine, vasche idromassaggio, cinema privato con grandi poltrone chiare, bar, aree relax e una zona putting green per il golf. Per gli spostamenti verso la costa sono disponibili tender personalizzati, mezzi per sport acquatici e veicoli di supporto.
Il valore dello yacht viene stimato in circa 450 milioni di dollari, mentre i costi annuali di gestione — tra equipaggio, assicurazioni, manutenzioni, carburante e revisioni — si aggirano, secondo le stime del settore, intorno ai 40 milioni di dollari. Una cifra che aiuta a capire la scala dell’operazione. Anche l’illuminazione esterna racconta questa impostazione: oltre 3.000 punti luce, circa un terzo in più rispetto agli standard abituali per unità di dimensioni simili.
Il risultato è una nave privata che supera la definizione tradizionale di yacht. Il Boardwalk di Fertitta è insieme residenza, luogo di rappresentanza, base logistica e piattaforma per relazioni internazionali. A Venezia, fermo davanti alla Riva dei Sette Martiri, ha attirato sguardi e telefoni alzati. Poi, a bordo, tutto torna ovattato: moquette chiara, passi senza scarpe, voci basse. E il rumore della città resta fuori, dall’altra parte della passerella.








